Equo compenso avvocati espunto dal Ddl bilancio

Pubblicato il 02 novembre 2017

L’intervento sull’equo compenso degli avvocati, così come altri articoli posti in violazione del divieto di introdurre norme di carattere ordinamentale nella legge di bilancio, è stato stralciato dal disegno di legge all’esame del Senato e formerà oggetto di autonomo Ddl.

E’ quanto reso noto dal Presidente del Senato, Piero Grasso, nel dare avvio, nel corso della seduta del 31 ottobre 2017, alla sessione di bilancio, in accoglimento della proposta dalla commissione Bilancio di eliminare dalla manovra economica la misura contenuta all’articolo 99 del testo, in quanto, appunto, provvedimento ordinamentale, estraneo all’ambito finanziario.

Mascherin rimane fiducioso, l’Avvocatura sia compatta

Nonostante la battuta d’arresto, il presidente del Consiglio nazionale forense, Andrea Mascherin, ha affermato di essere comunque fiducioso rispetto all'approvazione del provvedimento, sostenendo che lo stralcio non deve preoccupare l’Avvocatura.

Il rappresentante del CNF, nel commentare la notizia, ha infatti dichiarato la propria convinzione circa l’importanza del principio evidentemente “rivoluzionario” contenuto nell’intervento e di essere ben conscio delle resistenze suscitate. Lo stesso ha quindi ricordato l’impegno assunto dall’intero Esecutivo che si è più volte espresso in senso favorevole al provvedimento.

Mascherin si è detto, ossia, consapevole “del fatto che stavolta la politica non starà dalla parte dei poteri forti: sceglierà di stare dalla parte della dignità del lavoratore, qual è anche l’avvocato, e porterà a termine l’obiettivo, in nome del quale il governo aveva fortemente voluto l’inserimento delle norme sull’equo compenso nel ddl Stabilità”.

Importante” – ha concluso – è ora “che tutta l’avvocatura, compatta e determinata, spinga verso l’approvazione delle norme sull’equo compenso, che hanno un significato epocale per il riequilibrio nel rapporto tra mercato e diritti”.

Si ricorda che il medesimo testo sull’equo compenso è attualmente incardinato anche presso la Commissione Giustizia della Camera. Previsto, per la prossima settimana, il voto al mandato del relatore Berretta e la conseguente fissazione, da parte della conferenza dei capigruppo, della data di discussione in Aula.

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