Giustizia. Gli interventi indicati nella Nadef 2018

Pubblicato il 06 ottobre 2018

Nella Nota di aggiornamento del Def 2018 presentata dal Governo alla Camera, sono espressamente indicate, tra le principali linee di intervento, le riforme che l’Esecutivo intende mettere a punto in materia di Giustizia.

Sono annunciate, in primo luogo, molteplici azioni che riguardano il settore penale e quello civile, accompagnate da investimenti strutturali per far fronte alle carenze di organico per magistrati e personale amministrativo.

L’intervento – da quanto si legge – prevede anche il potenziamento del processo telematico.

Processo civile: riforma in 4 punti

Per quanto riguarda il processo civile, sono segnalate esigenze di competitività del Paese e di velocizzazione dei tempi della giustizia, esigenze che suggerirebbero di intervenire sul rito del processo civile attraverso la previsione di un unico rito semplificato.

L’intervento che il Governo si propone si sostanzierebbe, in particolare, in 4 punti:

Penale: ridurre il numero dei procedimenti prescritti

Sul fronte penale, viene, invece, fatto riferimento ad un intervento strutturale per ridurre il numero di procedimenti caduti in prescrizione, attualmente in crescita.

Per l’Esecutivo, la riforma della prescrizione rappresenterebbe una priorità per incrementare il grado di fiducia con cui i cittadini si rivolgono all'istituzione giudiziaria.

Anticorruzione, diritto fallimentare, sistema penitenziario

E’ poi sottolineata anche la necessità, definita “assolutamente prioritaria” di mettere a punto un’efficace normativa anticorruzione, ed in merito il Governa ricorda il varo, in CDM, del cosiddetto Ddl “spazzacorrotti volto al contrasto della corruzione.

Nella nota, è poi definito centrale anche il tema del diritto fallimentare, collegato alla necessità di una riforma organica dell’intera materia dell’insolvenza e delle procedure concorsuali e di assicurare linearità ed unitarietà “ad un sistema divenuto nel tempo troppo farraginoso”.

Per finire, è illustrato l’obiettivo di intervenire per migliorare le condizioni e il funzionamento del sistema penitenziario, superando le carenze strutturali delle carcerie, il tutto in coerenza con la funzione rieducativa sancita dalla Carta costituzionale.

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