Spazzacorrotti: non punibilità per pentiti, appropriazione indebita aggravata d’ufficio

Spazzacorrotti: non punibilità per pentiti, appropriazione indebita aggravata d’ufficio

Il Disegno di legge cosiddetto “anticorruzione” o “spazzacorrotti” approvato, il 6 settembre, dal Consiglio dei ministri e che dovrà essere ora sottoposto al vaglio dei due rami del Parlamento contiene, tra le altre misure, la previsione di impunibilità per i “pentiti” della corruzione.

Non punibilità per corrotti pentiti

Chi, ossia, denuncia in tempo, si autodenuncia o fornisce un supporto utile alla giustizia non sarà punibile.

Questo, spiegano dal ministero della Giustizia, in presenza di alcune condizioni:

  • si deve trattare di confessione spontanea su fatti non già oggetto d’indagine e di eventuali reati commessi non più di 6 mesi prima;
  • il “maltorto” deve essere restituito entro 6 mesi;
  • le informazioni rese devono essere utili alle indagini;
  • deve essere esclusa la premeditazione.

Confisca dei beni senza prescrizione

Tra le altre novità, il provvedimento introduce la misura patrimoniale della confisca dei beni anche in caso di prescrizione oltre il primo grado o in caso di amnistia.

La confisca inflitta con la condanna di primo grado, ossia, non viene meno né in caso di amnistia, né in ipotesi di prescrizione.

Appropriazione indebita aggravata, ritorno alla perseguibilità d’ufficio

Da segnalare anche il ritorno alla procedibilità d’ufficio per il reato di appropriazione indebita aggravata attualmente perseguibile a querela: chi si appropria di denaro non suo – si legge nelle slide relative al Ddl “spazzacorrotti”, pubblicate sul sito istituzionale del Consiglio dei ministri – “nei casi più gravi, sarà indagato d’ufficio, senza che sia necessaria denuncia da parte della vittima”.

Allegati

Anche in

  • eDotto.com – Punto & Lex 7 settembre 2018 - Sì al Ddl anticorruzione: Daspo a corrotti e corruttori – Pergolari
Delitti e contravvenzioniDirittoDiritto PenaleProcessuale penale