Imprese in successione bonus con il contagocce

Pubblicato il 12 febbraio 2007

Nel corso di Telefisco 2007, l’agenzia delle Entrate ha rilasciato numerose risposte sul patto di famiglia e sulle agevolazioni fiscali per i passaggi generazionali di aziende. Dai suddetti dibatti è arrivata così la conferma che le agevolazioni disposte dalla Finanziaria 2007 per le successioni che comportano il trasferimento di aziende e di partecipazioni sono più apparenti che sostanziali. L’articolo del Quotidiano di oggi, dopo aver ricapitolato le nuove disposizioni in materia, si sofferma su un esempio pratico portato all’attenzione dell’Agenzia e cioè quello se sia detassabile anche il trasferimento in successione di un pacchetto di controllo (ad esempio il 60%) suddiviso tra tre eredi. La disamina riguarda, dunque, non il caso semplificato di un unico erede, bensì il caso in cui un capo azienda ha tre figli. Le Entrate hanno risposto che “...l’agevolazione in esame spetta esclusivamente per l’attribuzione che consenta l’acquisizione o integrazione del controllo, Spetta sempre, invece, l’agevolazione per il trasferimento della partecipazione di controllo a favore di più discendenti in comproprietà”. In questo modo, però, è stato semplicemente ribadito il concetto senza aprire spiragli per una lettura più favorevole della norma, ma anzi lasciando aperti molti dubbi interpretativi. Infatti, la situazione di comproprietà “ereditaria” se da un lato consente di non spezzettare la partecipazione del defunto, conservando così la qualità di partecipazione di controllo, dall’altra – in virtù degli obblighi di legge che impongono il mantenimento della partecipazione di controllo per almeno cinque anni – al fine di non far venire meno il beneficio fiscale, impedisce di procedere alla divisione della partecipazione tra i comproprietari, vincolandoli a restare “insieme” per tutto il quinquennio. Tutto ciò, ovviamente, crea una situazione di stallo che può risultare deleteria sia per i singoli eredi sia per la società partecipata.

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