La detenzione di software pirata non è sufficiente per la condanna penale

Pubblicato il 26 gennaio 2011 Il Tribunale di Roma si è pronunciato, lo scorso 15 novembre 2010, su di un procedimento penale instaurato in capo ad un imprenditore accusato del reato di abusiva duplicazione o di detenzione di file sprovvisti di licenza d’uso dopo che la Guardia di finanza aveva reperito, presso la sede dell'impresa, ben 270 software privi di licenza utilizzati da circa 300 persone.

Per i giudici della capitale, la semplice detenzione dei software pirata non era sufficiente, di per sé, per far ritenere integrata la fattispecie contestata. Occorreva, nei fatti, dimostrare che l'imputato aveva copiato i software oppure aveva usato i cosiddetti crack, file utilizzabili per aggirare le protezioni dei software. In mancanza di una prova a ciò deputata, l'imputato è stato assolto con formula piena “perchè il fatto non sussiste”.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Forze di polizia e riscatto contributivo: dall'Inps una guida alle nuove regole

23/03/2026

INPS: CIS per la consultazione delle integrazioni salariali

23/03/2026

Riforma della disabilità: riaperte le domande fino al 31 marzo

23/03/2026

Reddito di cittadinanza, indebita percezione: sì al carcere da 2 a 6 anni

23/03/2026

Regime impatriati: ok a smart working con datore estero e bonus figli al 40%

23/03/2026

Ambasciate e consolati: nuove regole per la gestione del lavoro nel triennio 2026–2028

23/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy