L'azione collettiva è uno strumento risarcitorio

Pubblicato il 03 novembre 2010 L'ordinanza del 28 ottobre scorso con cui la Corte d'appello di Torino ha respinto la class action di Codacons contro Intesa San Paolo sulle nuove commissioni bancarie di massimo scoperto, sottolinea come il nuovo strumento abbia natura prettamente risarcitoria. E' escluso, quindi, che il tipo di azione introdotto con l'azione collettiva abbia fini di mero accertamento.

Del resto - sottolineano i giudici di gravame - è la formulazione testuale dell'articolo 140 bis del Codice del consumo ad escludere “qualsivoglia rapporto di alternatività tra accertamento e condanna; essendo il primo, nella ricostruzione del modello normativo, un semplice presupposto logico giuridico della seconda (attinente alla causa petendi)”.

Respinte, quindi, le istanze del Codacons secondo cui l'interesse ad agire dei consumatori non poteva essere escluso in un'azione giudiziaria tendente a rimuovere una situazione di incertezza giuridica sull'esistenza, validità o efficacia di una clausola contrattuale.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Forze di polizia e riscatto contributivo: dall'Inps una guida alle nuove regole

23/03/2026

INPS: CIS per la consultazione delle integrazioni salariali

23/03/2026

Riforma della disabilità: riaperte le domande fino al 31 marzo

23/03/2026

Reddito di cittadinanza, indebita percezione: sì al carcere da 2 a 6 anni

23/03/2026

Regime impatriati: ok a smart working con datore estero e bonus figli al 40%

23/03/2026

Ambasciate e consolati: nuove regole per la gestione del lavoro nel triennio 2026–2028

23/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy