Servitù di stillicidio da provare con l’esistenza di un’opera permanente

Pubblicato il 24 agosto 2012 Solo la presenza di un'opera di natura permanente proverebbe l’esistenza di una servitù di stillicidio, che consente, cioè, di far sgocciolare i panni sull'inquilino del piano di sotto.

La semplice presenza di supporti metallici (o zanche) infissi dall'originario unico proprietario, non lascia per contro intendere con chiarezza “che si volesse assoggettare l'immobile inferiore allo sgocciolamento del bucato bagnato”.

E’ quanto sottolineato dai giudici di Cassazione nel testo della sentenza n. 14547 del 2012 con riferimento ad una annosa controversia tra la proprietaria di un appartamento che rivendicava una servitù di stillicidio e l’inquilina dell’immobile del piano inferiore che, per contro, la negava.
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