Staff House: al via gli incentivi per alloggi dei lavoratori del turismo

Pubblicato il 25 marzo 2026

Prende ufficialmente il via la misura “Staff House – Titolo II”, l’incentivo promosso dal Ministero del Turismo per sostenere le imprese del comparto turistico-ricettivo nella riqualificazione e nell’ammodernamento degli immobili destinati ai propri lavoratori.

L’obiettivo è duplice: migliorare la qualità dell’offerta abitativa per il personale e favorire condizioni di accesso agevolate, anche in un’ottica di sostenibilità energetica e ambientale.

A disciplinare termini e modalità operative è il decreto direttoriale del 23 marzo 2026 del Ministero del Turismo, che definisce nel dettaglio la finestra temporale per la presentazione delle domande.

Cos’è la misura Staff House

L’iniziativa si configura come un contributo a fondo perduto in conto capitale destinato alle imprese che intendono intervenire su immobili già esistenti, rendendoli idonei ad accogliere i lavoratori del settore.

Gli interventi possono riguardare:

Rientrano tra le spese ammissibili anche l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e arredi nuovi, oltre alle consulenze specialistiche connesse agli interventi, in particolare per le PMI.

A chi si rivolge

La misura è destinata alle imprese di qualsiasi dimensione del settore turistico-ricettivo, comprese quelle attive nella somministrazione di alimenti e bevande, come ristoranti e bar.

Condizione essenziale è che, al momento della domanda, le imprese abbiano attivato almeno uno dei codici ATECO previsti dal decreto ministeriale del 18 settembre 2025 nelle unità oggetto dell’intervento.

Entità delle agevolazioni e requisiti

La dotazione complessiva della misura ammonta a 54 milioni di euro, distribuiti su più annualità:

Ogni progetto deve prevedere:

È prevista inoltre un’anticipazione pari al 50% del contributo concesso, erogata entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’atto di obbligo.

Vincoli e condizioni

Le imprese beneficiarie sono tenute a rispettare specifici obblighi nel tempo. In particolare, gli immobili oggetto dell’intervento devono essere destinati ai lavoratori per un periodo di almeno 9 anni dalla conclusione del progetto.

Inoltre, deve essere garantita una riduzione del canone di locazione pari ad almeno il 30% rispetto ai valori medi rilevati dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

Il mancato rispetto di tali condizioni, come ad esempio un cambio di destinazione d’uso o l’applicazione di canoni superiori, comporta la revoca totale del contributo.

Presentazione delle domande

Come stabilito dal decreto direttoriale del 23 marzo 2026, le domande devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica tramite la piattaforma gestita da Invitalia.

Le date sono:

Le richieste saranno valutate secondo l’ordine cronologico di invio, rendendo determinante la tempestività nella presentazione.

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