Strasburgo 2, fase operativa: arretrato civile in quattro o otto mesi

Pubblicato il 06 ottobre 2015

Il Capo del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del ministero Giustizia, Mario Barbuto, ha trasmesso, in data 2 ottobre 2015, a tutti gli uffici giudiziari un documento con il quale viene ufficialmente varato, nella sua fase operativa, il progetto “Arretrato civile ultratriennale – Programma Strasburgo 2, il piano strategico di interventi messo a punto dal ministero della Giustizia per l’abbattimento dell'arretrato civile e la riduzione del rischio legato ai rimborsi previsti dalla Legge Pinto.

Strasburgo 2, le fasi

Sono tre le fasi del progetto straordinario di smaltimento dell'arretrato:

- fase conoscitiva (censimento selettivo sull'arretrato esistente, effettuato nell’ottobre 2014 con successivo aggiornamento del 12 agosto 2015);

- fase operativa (in via d’urgenza, con scadenze fissate dal “varo ufficiale” per i primi adempimenti immediati);

- fase a regime (gestione ordinaria dell'arretrato residuo e delle giacenze).

Fase operativa: cause fino al 2005 da azzerare in tempi brevissimi

Completata la prima fase, i cui risultati sono riassunti nel testo del documento trasmesso ai vari tribunali, prende ufficialmente il via, proprio con la detta trasmissione, la fase operativa volta all'azzeramento, in tempi brevissimi, di parte dell'arretrato.

In particolare, dalla data di trasmissione della relazione iniziano a decorrere i termini:

- di 4 mesi per l’auspicabile azzeramento dei procedimenti civili iscritti a ruolo fino al 2000 e pendenti al 31 dicembre 2014 presso corti di appello e tribunali, già diminuiti a 44.639 unità;

- di 8 mesi per l’auspicabile azzeramento delle "cause iscritte a ruolo a inizio millennio, fino al 2005", cause ossia iscritte negli anni 2001-2005, già diminuite a 73.928. 

Prevalenza assoluta dovrà essere data alle cause "del secolo scorso", e ciò - precisa Barbuto - "anche a rischio di un lieve innalzamento della giacenza fisiologica delle cause più recenti". 

I vari passaggi verranno monitorati dalla Direzione generale di Statistica del ministero della Giustizia, a cui è affidata la funzione di osservazione/vigilanza e di verifica dei dati.

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