Il debutto del libro unico esclude familiari e soci

Pubblicato il 11 dicembre 2008 Il Libro unico – come è stato più volte ricordato – entrerà a regime con il prossimo periodo di paga di gennaio, in sostituzione dei libri paga e matricola che il datore di lavoro avrebbe dovuto tenere ai sensi della normativa precedente. Nel Libro devono essere iscritti tutti i lavoratori impiegati in azienda, con i corrispettivi pagati in denaro o in natura, corrisposti o gestiti dal datore di lavoro. Esso va aggiornato entro il 16 del mese successivo a quello di riferimento e diventerà il principale strumento di consultazione e verifica di tutto ciò che, inerentemente ai rapporti di lavoro, avviene in azienda. L’obbligo di annotazione vige per i lavoratori subordinati, di qualsiasi livello/categoria (anche con contratti di somministrazione o in distacco) e per gli associati in partecipazione con apporto lavorativo, anche se in forma mista capitale e lavoro. Non devono, invece, essere più indicati i dati relativi al coniuge, figli anche naturali o adottivi, altri parenti, affini affiliati e affidati del datore di lavoro che prestano attività non subordinata in azienda. Tra gli altri “esclusi” si segnalano i lavoratori autonomi dello spettacolo, anche se soggetti a contribuzione Emplas; i lavoratori meramente occasionali e collaboratori delle associazioni sportive dilettantistiche, che hanno i requisiti per l’inquadramento dei compensi fra i redditi di natura diversa. Allo stesso modo, non vanno iscritti i tirocinanti e gli stagisti, anche se ad essi vanno applicate le norme dell’articolo 50 del Tuir in quanto percettori di redditi assimilati a quello di lavoro subordinato.
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