Tra le novità in materia di pensioni della legge di Bilancio 2026 figura anche la proroga, per l’anno 2026, dell’APE sociale (Anticipo Pensionistico Sociale).
Secondo quanto risulta dalla bozza del disegno di legge, ancora in fase di limatura, l'indennità ponte a carico dello Stato dovrebbe essere accessibile fino al 31 dicembre 2026, alle medesime condizioni previste per l’anno 2025.
Confermata l’incumulabilità dell’APE sociale con redditi da lavoro superiori a 5.000 euro lordi annui, con eccezione per quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale.
L’APE Sociale è una misura di sostegno economico introdotta dall’articolo 1, commi 179-186, della legge di Bilancio 2017 (legge n. 232/2016), successivamente modificata e prorogata più volte.
Si tratta di un’indennità a carico dello Stato, erogata dall’INPS, destinata a soggetti che si trovano in determinate condizioni di difficoltà o che svolgono lavori gravosi e che abbiano raggiunto una certa età ma non siano ancora pensionati.
La misura è sperimentale, ma grazie a successive proroghe – l’ultima con la legge di Bilancio 2025 (legge n. 207/2024) – la sua validità è stata estesa fino al 31 dicembre 2025.
Dal 1° gennaio 2024, il requisito anagrafico per accedere al beneficio è di 63 anni e 5 mesi.
Inoltre, è richiesto un requisito contributivo minimo (30 anni, 36 anni e 32 anni in base alla categoria di appartenenza del lavoratore, con riduzione fino a 2 anni per le donne)
Infine, non bisogna essere titolari di alcuna pensione diretta.
Più nel dettaglio, l’APE sociale spetta ai lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria, alle gestioni speciali per autonomi, alle forme sostitutive o esclusive e alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), che si trovano in una delle seguenti situazioni:
a) Disoccupati
b) Caregiver familiari
c) Invalidi civili
d) Lavoratori addetti ad attività gravose
Le professioni gravose sono indicate nell’allegato 3 della legge n. 234/2021 e comprendono, tra le altre: insegnanti scuola primaria, tecnici sanitari, operatori socio-sanitari, artigiani, operai specializzati, conduttori di impianti, addetti alla pulizia, autisti, personale agricolo, ecc.
Per le seguenti categorie, il requisito contributivo è ridotto a 32 anni (anziché 36):
Per le donne, i requisiti contributivi di 30, 32 o 36 anni sono ridotti di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 2 anni.
In sintesi
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Categoria |
Condizione principale |
Contributi richiesti |
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Disoccupati |
Licenziamento o cessazione lavoro, finita la disoccupazione |
30 anni |
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Caregiver |
Assistenza a familiare disabile convivente (≥6 mesi) |
30 anni |
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Invalidi |
Invalidità civile ≥74% |
30 anni |
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Lavori gravosi |
Professioni elencate in Allegato 3 L. 234/2021 |
36 anni |
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Operai edili / ceramisti |
Lavori specifici con codici ISTAT previsti |
32 anni |
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Donne (tutte categorie) |
Riduzione di 1 anno per figlio (max 2 anni) |
28–34 anni (a seconda dei casi) |
L’indennità dell’APE sociale decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, a condizione che siano soddisfatti tutti i requisiti e che l’attività lavorativa sia cessata.
Viene erogata mensilmente per 12 mensilità l’anno fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia, oppure di una pensione anticipata.
L’importo mensile:
L’indennità non è cumulabile con:
È consentita solo l’attività di lavoro autonomo occasionale, entro un limite massimo di 5.000 euro lordi annui.
Il superamento di questo limite comporta la decadenza dal beneficio e il recupero delle somme indebitamente percepite.
La domanda si articola in due fasi:
Le domande devono essere trasmesse in modalità telematica all’INPS, tramite i consueti canali istituzionali.
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