Legge di Bilancio 2026: lavoro, salari e contrattazione collettiva

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Il Consiglio dei Ministri, riunitosi a Palazzo Chigi il 17 ottobre 2025, ha approvato il disegno di legge di Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e il bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028.

La Manovra, del valore complessivo di 18,7 miliardi di euro, è stata presentata dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affiancata dai Vicepresidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini, e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.

Il Governo definisce la Manovra come “seria ed equilibrata”, in linea con le precedenti, ma più leggera dal punto di vista finanziario. Essa si inserisce in una strategia pluriennale di continuità, volta a sostenere famiglie, imprese e lavoratori, con un’attenzione particolare ai temi della natalità, riduzione del cuneo fiscale, sanità e investimenti produttivi.

Lo schema di disegno di legge inizierà ora il previsto percorso parlamentare.

Misure per le famiglie e la natalità

Alla famiglia vengono destinati 1,6 miliardi di euro aggiuntivi, con l’obiettivo di rafforzare le politiche di sostegno alla natalità e al reddito dei nuclei con figli.

Tra le principali novità si evidenzia:

  • l'aumento del bonus per le mamme lavoratrici da 40 a 60 euro mensili a decorrere dal 1° gennaio 2026 e fino alla mensilità di novembre. Il bonus è corrisposto a dicembre, in unica soluzione, in sede di liquidazione della mensilità relativa al medesimo mese di dicembre 2026;
  • l'esclusione della prima casa dal calcolo dell’ISEE, entro un determinato valore catastale, ai fini dell’accesso a prestazioni sociali (ad esempio: assegno unico, assegno di inclusione, bonus nido).
  • la prosecuzione e il potenziamento delle misure già in vigore, in particolare il congedo parentale, esteso per ogni bambino fino a 14 anni di età e il congedo per la malattia del figlio, fruibile nel limite di 10 giorni lavorativi all'anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i tre e i 14 anni.

Rifinanziata la Carta "Dedicata a te" per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.

Lavoro, salari e contrattazione collettiva

Il capitolo “Lavoro” della legge di Bilancio 2026 è finalizzato a rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti, sostenere la contrattazione collettiva e favorire l’occupazione stabile.

Le misure adottate perseguono una duplice finalità:

  • da un lato, ridurre la pressione fiscale sul lavoro dipendente e incentivare la produttività;
  • dall’altro, stimolare i rinnovi contrattuali e sostenere la crescita salariale nei settori a basso reddito.

Riduzione del prelievo fiscale sul reddito da lavoro

Il Governo prosegue nel percorso di semplificazione e alleggerimento dell’IRPEF, già avviato con le precedenti leggi di Bilancio.

Tra le principali misure, figura la riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro.

L’intervento, del valore stimato di 2,8 miliardi di euro, si rivolge principalmente al ceto medio e intende compensare la perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione.

Incentivi alla produttività e alla contrattazione aziendale

Una parte rilevante della Manovra riguarda gli incentivi fiscali collegati alla produttività e al rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL).

Premi di produttività

Si prevede

  • la riduzione dell’imposta sostitutiva dal 5% all’1% sui premi di produttività riconosciuti ai dipendenti del settore privato negli anni 2026 e 2027;
  • l’aumento della soglia dei premi agevolabili da 3.000 a 5.000 euro annui.

Detassazione dei redditi da lavoro notturno e festivo

Per il periodo d’imposta 2026 e limitatamente al settore privato, le componenti del salario relative ai turni notturni e festivi vengono escluse dalla base imponibile IRPEF, nei confronti dei titolari di reddito di lavoro dipendente di importo non superiore, nell'anno 2025, a 40.000 euro

Misure per il lavoro povero e rinnovi contrattuali

Per contrastare il fenomeno del lavoro povero e sostenere la contrattazione collettiva nazionale, la manovra introduce una agevolazione fiscale temporanea:

Per i lavoratori con reddito annuo fino a 28.000 euro, viene introdotta un’aliquota agevolata del 5% applicata agli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali, sia per i contratti rinnovati nel 2026, sia per quelli già rinnovati nel 2025.

Questa misura, stimata in 1,9 miliardi di euro.

Buoni pasto elettronici

Tra le misure a favore dei lavoratori dipendenti contenute nella Legge di Bilancio 2026, il Governo ha disposto un aumento della soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici, che passa dagli attuali 8 euro a 10 euro.

Settore pubblico: rinnovo contratti e trattamento di fine servizio

Nel comparto del pubblico impiego, la legge prevede risorse dedicate e interventi di natura sia contrattuale che previdenziale.

Rinnovo dei contratti collettivi

È istituito un Fondo per il rinnovo dei contratti pubblici, con priorità assegnata agli enti locali (comuni, province, regioni).

Il Fondo sarà gestito dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e vincolato alla definizione dei nuovi CCNL del triennio 2025-2027.

Trattamento di fine servizio (TFS)

Viene ridotto il tempo di erogazione del TFS ai dipendenti pubblici, in attuazione della sentenza della Corte Costituzionale, che ha stabilito la necessità di garantire tempi di pagamento compatibili con i principi di equità e tempestività.

Incentivi all’assunzione e alla trasformazione

Assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato

Per il “dopo decreto Coesione” si introduce una nuova misura di incentivo all’occupazione stabile, finalizzata a:

  • incrementare l’occupazione giovanile a tempo indeterminato;
  • favorire le pari opportunità per le lavoratrici svantaggiate;
  • sostenere l’occupazione nella Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno (ZES unica);
  • ridurre i divari territoriali nel mercato del lavoro nazionale.

Il beneficio consiste in un esonero parziale dai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi dovuti all’INAIL) per un periodo massimo di 24 mesi, in caso di:

  • nuove assunzioni a tempo indeterminato, effettuate tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026;
  • trasformazioni di contratti da tempo determinato a tempo indeterminato effettuate nello stesso periodo.

L’agevolazione è limitata al personale non dirigenziale e destinata esclusivamente ai datori di lavoro privati.

I criteri di accesso e le modalità operative saranno definiti con un decreto interministeriale.

Occupazione delle madri lavoratrici

A partire dal 1° gennaio 2026, i datori di lavoro privati che assumono madri con almeno tre figli minorenni, disoccupate da almeno sei mesi, possono beneficiare di un esonero totale (100%) dei contributi previdenziali fino a 8.000 euro annui per ciascuna lavoratrice.

L’incentivo dura:

  • 12 mesi per assunzioni a tempo determinato,
  • 18 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato,
  • 24 mesi per assunzioni dirette a tempo indeterminato.

Restano escluse le assunzioni di lavoro domestico e apprendistato.
L’agevolazione non è cumulabile con altri esoneri, ma è compatibile con la maggiorazione del costo deducibile prevista per le nuove assunzioni (D.Lgs. n. 216/2023).

La misura, monitorata dall’INPS, ha un limite di spesa iniziale di 5,7 milioni di euro nel 2026, che cresce progressivamente fino a 28,9 milioni di euro annui dal 2035, rendendo l’incentivo strutturale nel lungo periodo.

Trasformazione da full time a part time

Dal 1° gennaio 2026, le lavoratrici e i lavoratori con almeno tre figli conviventi hanno priorità nel richiedere la trasformazione del contratto da tempo pieno a part-time (orizzontale o verticale) o nella rimodulazione dell’orario, purché la riduzione sia almeno del 40%.

Il diritto vale fino ai 10 anni del figlio più piccolo o senza limiti se vi sono figli disabili.

Ai datori di lavoro privati che concedono la trasformazione senza ridurre il monte ore aziendale spetta un esonero contributivo del 100%, fino a 3.000 euro annui per 24 mesi, esclusi i premi INAIL.

L’incentivo non si applica a lavoro domestico e apprendistato, non è cumulabile con altri esoneri, ma è compatibile con la maggiorazione del costo deducibile per nuove assunzioni (D.Lgs. 216/2023).

L’INPS monitora la misura, che dispone di 3,3 milioni di euro nel 2026, fino a 20,7 milioni annui dal 2035.

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