Nadef 2022: deficit in calo

Pubblicato il 29 settembre 2022

Nel corso della riunione n. 96 del 28 settembre 2022, il Consiglio dei Ministri, sotto la presidenza del Presidente Mario Draghi, ha dato la sua approvazione alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF) 2022.

Viene sottolineato come, dopo 6 trimestri di crescita avuti nel nostro Paese, le prospettive per il futuro risultano meno favorevoli in ragione del marcato rallentamento dell’economia globale e di quella europea, principalmente legato all’aumento dei prezzi dell’energia, all’inflazione e alla situazione geopolitica.

Quindi si passa a vedere qualche numero per l’anno in corso: il livello tendenziale del PIL è visto in aumento - dal 3,1 al 3,3% - a causa della crescita superiore al previsto registrata nel primo semestre anche se controbilanciata da una lieve flessione nella seconda metà del 2022.

Nel 2023 rallenterà al +0,6%, per poi risalire (in questo caso le stime confermano le previsioni del Def) a +1,8% nel 2024 e +1,5% nel 2025.

Invece per quanto riguarda il deficit - l’indebitamento netto tendenziale – è stimato un calo dal 7,2% del 2021 al 5,1% del 2022, un livello inferiore all’obiettivo programmatico definito nel DEF, pari al 5,6%. Questo per effetto del positivo andamento delle entrate e della moderazione della spesa primaria sin qui avuta.

Due parole anche sul rapporto debito/PIL: quest’anno è previsto in netto calo, al 145,4% dal 150,3% del 2021, con un ulteriore accenno di discesa negli anni a seguire fino ad arrivare al 139,3% nel 2025.

Conclude il Governo che tali stime sono basate su un approccio prudenziale senza tenere conto dell’azione di politica economica che potrà essere realizzata con la prossima legge di bilancio e con altre misure.

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