La sostenibilità d’impresa non può più limitarsi alla dimensione ambientale. Accanto alla transizione green, emerge con sempre maggiore forza la necessità di integrare anche il pilastro sociale.
In questo contesto si inserisce il documento del CNDCEC/FNC del 25 marzo 2026 sulla Tassonomia sociale, che propone un quadro metodologico per classificare e misurare gli impatti sociali delle attività economiche.
La tassonomia sociale rappresenta un sistema di classificazione volto a identificare le attività economiche che contribuiscono in modo concreto alla sostenibilità sociale. Si tratta di un’evoluzione naturale della tassonomia ambientale europea, già operativa, con l’obiettivo di estendere il concetto di sostenibilità anche agli aspetti legati a lavoro, diritti e benessere collettivo.
Il documento Cndcec del 25 marzo 2026 evidenzia come, a differenza della dimensione ambientale, manchi oggi un sistema condiviso per misurare gli impatti sociali. Questa lacuna limita la comparabilità tra investimenti, ostacola lo sviluppo di strumenti finanziari dedicati e aumenta il rischio di pratiche di social washing.
La proposta di tassonomia sociale si articola su tre macro-obiettivi, che riflettono i principali ambiti di impatto delle imprese:
1 Lavoro dignitoso
Riguarda le condizioni dei lavoratori lungo tutta la catena del valore. Include aspetti quali:
2 Standard di vita adeguati
Si concentra sul ruolo delle imprese come fornitori di beni e servizi essenziali. Comprende:
3 Comunità inclusive e sostenibili
Valuta l’impatto delle attività economiche sui territori e sulla società nel suo complesso, includendo:
Questi tre ambiti costituiscono la base per definire se un’attività economica possa essere considerata socialmente sostenibile.
Uno degli aspetti più innovativi del documento CNDEC/FNC del 25 marzo 2026 riguarda la definizione di strumenti di misurazione.
La tassonomia sociale propone un approccio integrato basato su:
L’obiettivo è superare una visione meramente dichiarativa della sostenibilità, introducendo metriche in grado di rendere gli impatti sociali misurabili e comparabili.
Per essere considerata socialmente sostenibile, un’attività economica deve rispettare alcuni criteri fondamentali:
Questi criteri mirano a garantire coerenza, trasparenza e affidabilità nella classificazione delle attività economiche.
L’introduzione di una tassonomia sociale comporta implicazioni rilevanti per il sistema produttivo, in particolare per le PMI.
Tra le principali opportunità:
Tra le criticità:
Il documento sottolinea inoltre l’importanza di evitare un approccio meramente formale, che rischierebbe di svuotare di contenuto il concetto stesso di sostenibilità sociale.
La tassonomia sociale si inserisce in un contesto normativo europeo in rapido sviluppo, che comprende la CSRD, gli standard ESRS e la direttiva sulla due diligence. L’obiettivo è costruire un sistema integrato in cui dimensione ambientale e sociale siano pienamente coordinate.
La sfida principale resta quella di definire metriche condivise e standard operativi in grado di garantire comparabilità e affidabilità. Tuttavia, la direzione è ormai tracciata: la sostenibilità sociale non è più un elemento accessorio, ma una componente essenziale della strategia d’impresa.
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