Danni morali da mancato riconoscimento del figlio

Pubblicato il 05 dicembre 2011 Il Tribunale di Roma, con sentenza depositata relativamente alla causa R.g. n. 176/2011, ha accolto la domanda di risarcimento del danno morale avanzata da due sorelle nell’ambito di un giudizio per la dichiarazione giudiziale di paternità.

I giudici romani, in particolare, hanno ricordato come il danno non patrimoniale derivante dalla lesione di diritti inviolabili della persona costituzionalmente garantiti, sia risarcibile anche in assenza di un fatto-reato, o qualora non ricorra alcuna delle altre ipotesi in cui la legge consente espressamente il ristoro dei pregiudizi non patrimoniali; e ciò – si legge nel testo della decisione – in presenza di tre condizioni: che l'interesse leso abbia rilevanza costituzionale, che la lesione dell'interesse sia grave, nel senso che l'offesa superi una soglia minima di tollerabilità e che il danno non sia futile, vale a dire che non consista in meri disagi o fastidi.

Nella specie, non poteva sicuramente dubitarsi della tutela accordata in ambito costituzionale ai figli naturali, ai quali è garantita ogni tutela giuridica e sociale in presenza della prova del pregiudizio sofferto.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Legge di Bilancio 2026 in GU: guida alle novità in materia di lavoro

31/12/2025

Decreto sicurezza sul lavoro, legge in GU: le novità

31/12/2025

CBAM: avvio dal 1° gennaio 2026. Obblighi per importatori

31/12/2025

Conguaglio contributivo 2025: dall'Inps regole, scadenze e istruzioni

31/12/2025

Interesse legale 2026 all’1,60%: impatto su contributi e sanzioni

31/12/2025

Pensioni: adeguamento alla speranza di vita, con deroghe

31/12/2025

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy