Cndcec, Colaf e Agenzia per la coesione territoriale: lotta alle frodi comunitarie

Cndcec, Colaf e Agenzia per la coesione territoriale: lotta alle frodi comunitarie

Commercialisti in prima linea per controlli di primo livello più efficaci sui Fondi strutturali.

Il progetto “Strumenti e controllo di I livello su programmi cofinanziati con Fondi strutturali”, che punta a standard omogenei sul territorio nazionale e alla creazione di una sezione di commercialisti specializzati nella materia, è stato presentato nel corso di un evento presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, al quale hanno partecipato il Ministro per gli Affari europei e presidente del Colaf, Paolo Savona, il Ministro per il Sud con delega alla coesione territoriale, Barbara Lezzi, il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani e il Comandante del nucleo della GDF per la repressione delle frodi nei confronti dell’UE presso il dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gen. D. Francesco Attardi.

Rafforzare e migliorare i controlli di primo livello per contenere il fenomeno delle frodi comunitarie del Paese: questo il fine del progetto, ideato dal Consigliere Nazionale Marcella Galvani e promosso dal Consiglio Nazionale dei commercialisti, al quale hanno garantito il loro pieno sostegno il Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell’Unione Europea (Colaf), istituito presso il Dipartimento delle politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri e l’Agenzia per la Coesione Territoriale insieme alla Segreteria Tecnica P.R.A..

L’iniziativa mira a snellire, velocizzare e rendere più efficienti i controlli per contribuire al miglioramento delle attività di prevenzione delle frodi comunitarie e ridurre al minimo gli errori e le altre irregolarità che si riscontrano sull’utilizzo dei Fondi UE.

Il Ministro per gli Affari europei e presidente del Colaf, Paolo Savona, commenta: “la collaborazione progettuale con il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, nell’ottica della massima circolazione delle best practices investigative, rafforza i legami istituzionali tra le organizzazioni impegnate nella gestione delle provvidenze europee, migliorandone l’efficacia”.

Sezione di iscritti all’Albo dei commercialisti, esperti in gestione e controllo dei programmi cofinanziati con Fondi strutturali

Verrà creata una sezione di iscritti all’Albo dei commercialisti, esperti in gestione e controllo dei programmi cofinanziati con Fondi strutturali, per le attività di controllo di primo livello, utilizzando standard omogenei da applicare su tutto il territorio nazionale. La materia è oggi disciplinata da un quadro normativo molto articolato, che risponde a regole sia comunitarie, sia nazionali che regionali, rendendo elevato il rischio di confondere i vari piani e di incorrere anche in errori e omissioni che in alcuni casi portano alla revoca del finanziamento.

Una volta individuate le procedure di controllo standardizzate, sarà introdotto un sistema di verifica anche sulle attività di controllo svolte dai commercialisti, per monitorare in itinere la tempestività e la correttezza del loro operato.

Formazione specialistica dei commercialisti per snellire le procedure

Un altro importante obiettivo del progetto consiste nella possibilità, per le Amministrazioni titolari dei Programmi cofinanziati, di procedere con la selezione immediata dei controllori con affidamento degli incarichi a chiamata, cioè senza bando, e a rotazione. 

Si farà con la formazione specialistica dei commercialisti interessati a svolgere le attività di controllo di primo livello, in modo da individuare un elenco di esperti in materia su tutto il territorio nazionale.

Per raggiungere gli obiettivi indicati nel progetto è stato già costituito un Tavolo di confronto tecnico tra il Consiglio nazionale ed il COLAF ed è stata avviata una fase sperimentale con le Regioni Friuli Venezia Giulia, Umbria e Calabria, che hanno aderito all’iniziativa anche in un’ottica di rafforzamento della capacità amministrativa ed hanno inserito il progetto nei rispettivi P.R.A. (Piani di Rafforzamento Amministrativo).

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