Anc Confimi: apprezzamento per l’apertura delle Entrate ai principi Ue sulla detrazione Iva

Anc Confimi: apprezzamento per l’apertura delle Entrate ai principi Ue sulla detrazione Iva

La Circolare n. 1 del 2018 dell’Agenzia delle Entrate concernente “La disciplina della detrazione dell’imposta sul valore aggiunto dopo le modifiche introdotte dal decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge n. 96 del 21 giugno 2017” ha trovato il plauso del sindacato dei dottori commercialisti Anc e Confimi che, all’indomani della pubblicazione del documento di prassi su un tema così spinoso e da tempo oggetto di richieste di specificazioni, ha ritenuto la posizione assunta dall’Amministrazione finanziaria sicuramente apprezzabile.

Marco Cuchel, presidente di Anc, ha gradito “lo sforzo del direttore Ruffini e di chi, dalla direzione centrale dell'Agenzia delle Entrate, ha dimostrato di aver colto perfettamente la drammaticità delle complicazioni di una norma scritta da un legislatore che ha completamente sbagliato il tiro”, soprattutto perché la tesi sposata è a netto favore del contribuente.

Denuncia alla Commissione Ue

Lo scorso maggio le sigle sindacali ANC-Confimi avevano presentato una formale denuncia alla Commissione Ue per rilevare le criticità di una norma nazionale in materia di detrazione Iva che, di fatto, non appariva conforme ai principi UE, dichiarando che “I principi unionali prevalgono su una norma scritta senz’anima”.

Il fatto che, ora, l’Agenzia sia intervenuta sulla problematica, sciogliendo una questione spinosa sollevata dagli stessi sindacati dei dottori commercialisti, e lo abbia fatto in modo distensivo e nel migliore dei modi al momento possibili - ossia riconoscendo che il “dies a quo” (termine di decorrenza iniziale) è legato alla doppia condizione sostanziale (esigibilità) e formale (possesso/ricezione fattura) - come sostenuto nella denuncia ANC-Confimi, non può che essere considerato un segnale positivo.

La nuova circolare dell’Agenzia, infatti, conferma l’impianto interpretativo dell’Unione europea secondo il quale il dies a quo della detrazione non può prescindere dal disporre di una fattura (o nota di addebito/fattura integrativa) indicante l’importo dell’Iva versata a monte, ridimensionando così notevolmente le criticità prodotte (in particolare per le fatture di fine anno) dalla riduzione del dies ad quem (termine finale) operato con l’articolo 2 del D.L. 50/2017.

Per i sindacati dei dottori commercialisti Anc e Confimi, quindi, l’auspicio è che, per evitare future divergenze interpretative, la norma venga quanto prima sistemata.

Le associazioni - nel comunicato congiunto che hanno diffuso in data 18 gennaio 2018 - fanno sapere che: “Anc e Confimi sarebbero quindi ben liete di ritirare una denuncia che si sono viste costrette, loro malgrado, a presentare a salvaguardia di un diritto fondamentale per imprese e professionisti che un'interpretazione letterale della norma avrebbe, invece, drasticamente compromesso”.

Allegati

Anche in

  • eDotto.com – Edicola del 18 gennaio 2018 - Diritto alla detrazione Iva: se l’imposta è esigibile e si è in possesso della fattura – Moscioni
FiscoImposteIVAImposte indiretteProfessionistiCommercialisti ed esperti contabili