DL Sbocca-cantieri: ciclo di audizioni in Senato

DL Sbocca-cantieri: ciclo di audizioni in Senato

Presso le Commissioni riunite Lavori pubblici e Ambiente del Senato è in corso l'esame del disegno di legge di conversione del Decreto-legge cosiddetto sblocca cantieri (n. 32/2019), recante disposizioni urgenti per il rilancio dei contratti pubblici e gli interventi infrastrutturali.

Proprio oggi, 7 maggio, scade il termine per la presentazione degli emendamenti.

Sul testo, si è tenuto, ieri, un ciclo di audizioni con i soggetti interessati, ovvero associazioni di imprese, sindacati e amministrazioni pubbliche.

Ance: i correttivi rischiano di essere insufficienti

Nel proprio intervento, l’associazione dei costruttori “Ance”, si è detta preoccupata in quanto le misure finora adottate “rischiano di essere insufficienti per raggiungere gli obiettivi”.

Segnalata, in detto contesto, la necessità di velocizzare la fase a monte della gara senza però che vengano sacrificati “i principi di correttezza, trasparenza, concorrenza e legalità”.

Secondo i costruttori, infatti, non ci sarà un vero sblocco dei cantieri finché non si interverrà con misure capaci di incidere a fondo sulle pesantissime procedure autorizzative a monte delle gare di appalto.

Ribadita, dall’Ance, anche l’esigenza “di adottare rapidamente misure indispensabili per far partire le opere urgenti per la messa in sicurezza del territorio, per le città e per realizzare le tante infrastrutture che servono al Paese” e di intervenire su limitazioni all’abuso di ufficio e alla responsabilità contabile dei funzionari della Pa.

Confindustria: inversione di tendenza, ora misure efficaci, semplici e in tempi brevi

Confindustria, dal canto suo, ha evidenziato come le nuove previsioni rappresentino, nelle politiche del Governo, “un’inversione di tendenza”, “nella direzione di una ritrovata attenzione alle ragioni della crescita”.

Inversione, questa, i cui effetti sull’economia, però, “dipenderanno molto dall’efficacia e dalla semplicità delle misure, nonché dai tempi della loro effettiva attuazione”.

La Confederazione ha quindi suggerito alcune modifiche:

  • un pacchetto di norme per superare gli stalli che impediscono l’avvio e il completamento delle infrastrutture strategiche e prioritarie;
  • una più precisa definizione e tipizzazione dei casi di esclusione della colpa grave in tema di responsabilità erariale;
  • una garanzia pubblica per le Pmi subappaltatrici e creditrici degli appaltatori in crisi.

E’ stato anche suggerito, con riferimento alla riforma del Codice degli appalti, di evitare il rischio di modifiche ampie e profonde, tali da produrre interruzioni al percorso di ripresa delle gare.

Per quanto riguarda l’aspetto dei commissari, Confindustria ha evidenziato alcuni aspetti critici, ovvero l’assenza di una specifica struttura tecnica di supporto per la selezione delle opere da commissariare e il lavoro dei commissari, e la necessità di individuare celermente le opere prioritarie e provvedere, conseguentemente, alla nomina dei primi commissari.

Ulteriori criticità sono state segnalate rispetto alle norme sulle procedure negoziate sotto soglia comunitaria, il cui impianto complessivo non apparirebbe coerente con gli obiettivi di semplificazione e con i principi di effettiva concorrenza, nonché ai nuovi criteri di aggiudicazione, e in particolare, all’offerta economicamente più vantaggiosa.

Per finire, Confindustria ha evidenziato la propria perplessità rispetto alla previsione che esclude gli operatori economici dalle gare in presenza di violazioni degli obblighi fiscali non definitivamente accertate.

Professioni tecniche: rischio gratuità dei compensi

Durante le audizioni, è stata sentita anche la Rete delle professioni tecniche (Rpt), la quale ha evidenziato il rischio di compensi gratuiti.

Se, infatti, da un lato, il decreto garantisce la certezza dei pagamenti per i professionisti incaricati della progettazione, dall’altro, lo stesso non introduce nessuna tutela sul quantum, non salvaguardando neanche l'obbligo per le stazioni appaltanti di far riferimento al decreto parametri per il calcolo dei corrispettivi.

Per il resto se, da una parte, Confcommercio e Confartigianato sono apparsi particolarmente favorevoli rispetto modifiche introdotte, molto critica è apparsa la posizione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, secondo cui “Lo sblocca cantieri non farà ripartire le opere in stallo” ma anzi, peggiorerà la situazione del sistema degli appalti pubblici, azzerando il ruolo dell'Anac e indebolendo tutta la normativa inerente la prevenzione alla corruzione.

Dal lato delle pubbliche amministrazioni, la Corte dei conti ha sottolineato i rischi degli affidamenti diretti, mentre il servizio Bilancio del Senato ha avanzato alcuni rilievi per quanto riguarda le coperture del provvedimento.

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  • eDotto.com – Edicola 19 aprile 2019 - Sblocca cantieri: Decreto-legge pubblicato e già in vigore – Pergolari
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