Relazione del Guardasigilli su amministrazione Giustizia nel 2019

Relazione del Guardasigilli su amministrazione Giustizia nel 2019

Il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha presentato ieri, al Parlamento, la Relazione relativa all’amministrazione della Giustizia nell’anno 2019.

Sulle comunicazioni del ministro, Camera e Senato hanno approvato le rispettive risoluzioni presentate dalla maggioranza.

Investimenti per maggiori risorse

Nella presentazione alle Camere, il ministro Bonafede si è soffermato, in primo luogo, sull’analisi degli investimenti che hanno riguardato il settore Giustizia.

Ha così evidenziato che nel bilancio di previsione per l'anno finanziario 2019 sono stati previsti per il proprio dicastero stanziamenti per oltre otto miliardi e mezzo di euro; per il 2020, invece, l’ultima Legge di bilancio ne ha previsti quasi nove miliardi.

Le maggiori risorse hanno permesso di aumentare le assunzioni di magistrati e personale amministrativo.

Gli investimenti – si legge nella relazione del Guardasigilli - costituiscono azioni esecutive “prive di colore politico ma che correttamente individuano la giustizia quale bene e interesse dei cittadini, che deve rimanere il più possibile fuori dalle contese ideologiche”.

Sul punto, è infatti unanime la voce di tutti gli addetti ai lavori che chiedono prima gli investimenti e poi le riforme normative.

Riforme 2019, cause civili in diminuzione

E su quest’ultimo fronte, il ministro ha sottolineato l’obiettivo di intervenire chirurgicamente sui tempi morti e sulle disfunzioni del processo, “senza dar vita all’ennesimo capitolo di una inutile e decennale stratificazione legislativa”.

Rispetto al processo civile, Bonafede ha fatto riferimento alla recente approvazione del Ddl delega, il cui impianto normativo era stato previamente vagliato con gli operatori del processo, ossia con le rappresentanze di avvocati e magistrati.

Sottolineata, in proposito, la conferma della tendenza alla diminuzione delle pendenze civili (2,8% in meno rispetto al medesimo periodo del 2018), un trend che, negli ultimi 10 anni, ha fatto registrare un calo addirittura del 36%.

La vera sfida – ha però sottolineato il ministro - è quella eliminare il dubbio che la diminuzione non sia dovuta alla aumentata sfiducia del cittadino verso il sistema giudiziario.

Per quanto concerne le riforme penali, il ministro ha ricordato le novità approvate in tema di corruzione, quelle introdotte con il cosiddetto “Codice rosso” a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, nonché il recente Dl in materia di intercettazioni.

Prossime riforme

Sul fronte delle riforme che interesseranno il nuovo anno 2020, sono annoverati dal Guardasigilli gli interventi a tutela penale degli alimenti, il disegno di legge recante “Disciplina del divieto di pubblicizzazione parassitaria" e il Ddl sulla magistratura onoraria.

Rispetto all’Avvocatura, viene evidenziato, nella relazione, anche l’obiettivo del rafforzamento dell’equo compenso nonché l’appoggio al Ddl costituzionale per il riconoscimento del ruolo dell'avvocato nella Costituzione.

Bonafede, a seguire, ha fatto riferimento al progetto di riforma del processo penale, sottolineando che il relativo scopo è quello di intervenire con misure volte a ridurre i tempi dei processigarantendone la ragionevolezza, oltre che i diritti di tutte le parti coinvolte”.

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