Lavoratori gravosi, l’INPS integra il flusso Uniemens

Lavoratori gravosi, l’INPS integra il flusso Uniemens

Il flusso Uniemens è stato integrato con l’elemento <QualProf>, che sarà utile ad individuare le mansioni “gravose” svolte dal lavoratore e rendere più agevole e veloce l’istruttoria per il riconoscimento dei benefici pensionistici. Pertanto, a decorrere dal mese di competenza febbraio 2019, bisognerà indicare nel predetto elemento la qualifica professionale ISTAT (CP2011), corrispondente alle mansioni realmente esercitate dal lavoratore nel mese.

La notizia è stata veicolata per mezzo del Messaggio n. 208 del 17 gennaio 2019, che fornisce anche le istruzioni operative per la valorizzazione del predetto elemento.

Lavoratori gravosi, chi sono?

Il Decreto 5 febbraio 2018 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 47, del 26 febbraio 2018, ha aggiornato l’elenco delle attività gravose che, a partire dal 1° gennaio 2019, possono ritirarsi con la pensione anticipata al raggiungimento di 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica.

Il Decreto attua quanto previsto dall'articolo 1, comma 163, della L. n. 205/2017, con cui è stato ampliato da 11 a 15 l'elenco delle attività gravose, aggiungendo gli operai dell'agricoltura, zootecnia e pesca, i pescatori, gli addetti alla siderurgia, i marittimi e il personale viaggiante dei trasporti marini.

Inizialmente l’elenco comprendeva esclusivamente:

  1. gli operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  2. i conduttori di gru e di apparecchi di sollevamento, i conduttori di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  3. i conciatori di pelli e di pellicce;
  4. i conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  5. i conduttori di mezzi pesanti e camion;
  6. le professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  7. gli addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  8. gli insegnanti di scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  9. i facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  10. il personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia di uffici ed esercizi commerciali, nei servizi di alloggio e nelle navi;
  11. gli operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Successivamente si sono aggiunte altre quattro nuove categorie di lavori considerati gravosi, vale a dire:

  1. gli operai nell’agricoltura, zootecnica e pesca;
  2. i pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  3. i siderurgici di prima e seconda fusione e i lavoratori del vetro addetti a mansioni ad alte temperature non già ricompresi tra i lavori usuranti di cui al D.Lgs. n. 67/2011;
  4. i marittimi imbarcanti a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne.

Lavoratori gravosi, a che età in pensione?

L’art. 1, co. 147, della L. n. 2015/2017 ha previsto che ai lavoratori gravosi, che svolgono una delle predette attività elencate, non si applicano gli adeguamenti agli incrementi della speranza di vita stabiliti per il biennio 2019/2020, pari a 5 mesi.

Dunque, per i predetti lavoratori rimane fermo il requisito contributivo di 41 anni.

Si ricorda che l’accesso alla pensione per i lavoratori gravosi è subordinato allo svolgimento da almeno7 anni negli ultimi dieci di attività lavorativa delle professioni di cui all'allegato B della L. n. 205/2017, come specificato dall’allegato A del decreto 5 febbraio 2018 del MLPS. Inoltre, è necessario essere in possesso di un’anzianità contributiva pari ad almeno 30 anni. Al riguardo, è bene specificare che il requisito contributivo dei 30 anni deve essere maturato in base alle disposizioni vigenti nella gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

Lavoratori gravosi, cosa indicare nl flusso Uniemens?

Come anticipato in premessa, l’INPS ha integrato il flusso Uniemens mediante l’elemento <QualProf>, che dovrà essere valorizzato, a decorrere dalla competenza febbraio 2019, con la qualifica professionale ISTAT (CP2011) corrispondente alle mansioni realmente esercitate dal lavoratore nel mese. Ciò servirà per  individuare le mansioni svolte dal lavoratore e rendere più agevole e veloce l’istruttoria per il riconoscimento dei requisiti che danno diritto ai benefici sopra citati.

La valorizzazione dell’elemento, inoltre, consentirà all’INPS di acquisire direttamente informazioni che attualmente sono richieste al datore di lavoro mediante l’attestazione di mansioni, probanti lo svolgimento di attività, nel caso in cui lo svolgimento delle medesime ingeneri effetti previdenziali sia di tipo contributivo che pensionistico (sgravi, benefici, esodi massivi, ecc.).

I codici da apporre nel nuovo elemento sono i medesimi già in uso al datore di lavoro per la compilazione del modello telematico UNILAV. Il campo dovrà essere mensilmente valorizzato, pur in presenza di mansioni invariate nel tempo.

Qualora il lavoratore, in modo permanente o anche occasionale, sia adibito, nel corso del mese, ad attività facenti capo a classificazioni diverse, si dovrà fare riferimento all’attività prevalente.

Infine, il campo <QualProf> dovrà essere valorizzato anche in caso di mancata prestazione lavorativa per ferie, aspettativa o assenza con titolo alla copertura figurativa. In tal caso, il campo andrà valorizzato con le mansioni che il lavoratore assente avrebbe svolto se fosse stato in servizio.

Allegati

LavoroPrevidenzaDenunce mensili
festival del lavoro