MIMIT, consultazione su trasferimento tecnologico fino al 7 maggio
Pubblicato il 09 aprile 2026
In questo articolo:
- Il contesto: una frattura tra ricerca e sistema produttivo
- Obiettivi della consultazione
- A chi si rivolge
- Il sistema del trasferimento tecnologico in Italia: attori, risorse e limiti
- Sette linee strategiche per colmare il divario ricerca-impresa
- Le priorità tecnologiche: semiconduttori, AI, quantum e biotech
- Governance, monitoraggio e coordinamento
- Il quadro normativo e il ruolo del PNRR
- Come partecipare alla consultazione pubblica
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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), insieme al Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), ha avviato una consultazione pubblica sull’Atto di indirizzo strategico 2026-2028 per la valorizzazione delle conoscenze e il trasferimento tecnologico, documento destinato a definire le priorità della politica industriale e dell’innovazione nel prossimo triennio.
La consultazione è aperta dall’8 aprile 2026 e resterà attiva fino al 7 maggio 2026, termine entro il quale cittadini, imprese e stakeholder potranno inviare contributi e osservazioni.
Il contesto: una frattura tra ricerca e sistema produttivo
Il punto di partenza della strategia è una criticità ormai strutturale del sistema Paese: la difficoltà di trasformare l’elevata qualità della ricerca scientifica in innovazione diffusa e crescita economica.
Negli ultimi anni, l’Italia ha registrato risultati significativi sul fronte scientifico, con un incremento rilevante delle pubblicazioni di alto livello e una presenza stabile nel panorama internazionale. Tuttavia, questo patrimonio di conoscenze non si traduce in misura equivalente in investimenti privati in ricerca e sviluppo né in applicazioni industriali.
In particolare, la spesa in R&S delle imprese – soprattutto nel manifatturiero – resta sensibilmente inferiore rispetto ai principali partner europei. A ciò si aggiunge una specializzazione ancora concentrata in settori tradizionali, mentre il Paese sconta ritardi nei comparti tecnologici più avanzati, come intelligenza artificiale, semiconduttori e tecnologie digitali.
È proprio questo divario tra produzione di conoscenza e capacità di valorizzazione economica che l’Atto di indirizzo intende colmare.
Obiettivi della consultazione
La consultazione pubblica ha l’obiettivo di raccogliere contributi utili a migliorare il documento strategico e a renderlo più aderente alle esigenze del sistema dell’innovazione.
In particolare, l’iniziativa mira a:
- individuare criticità operative e normative;
- raccogliere proposte per rafforzare il trasferimento tecnologico;
- migliorare il coordinamento tra strumenti e attori;
- definire priorità di intervento condivise.
Il processo partecipativo rappresenta un passaggio essenziale per costruire una strategia basata su evidenze e sul confronto con i soggetti coinvolti.
A chi si rivolge
La partecipazione è aperta a tutti i portatori di interesse, tra cui:
- imprese e associazioni di categoria;
- università ed enti pubblici di ricerca;
- organismi di trasferimento tecnologico;
- startup e investitori;
- amministrazioni pubbliche;
- cittadini interessati.
Il sistema del trasferimento tecnologico in Italia: attori, risorse e limiti
L’Atto di indirizzo offre una ricognizione dell’ecosistema nazionale dell’innovazione, caratterizzato da una presenza ampia di soggetti ma anche da una significativa frammentazione.
Tra i principali attori figurano:
- Centri Nazionali e Partenariati Estesi;
- Ecosistemi dell’Innovazione;
- Centri di competenza ad alta specializzazione;
- European Digital Innovation Hub e poli Seal of Excellence;
- oltre 200 Uffici di Trasferimento Tecnologico (UTT);
- parchi scientifici e infrastrutture di ricerca.
Nonostante la ricchezza di questo sistema, emerge la necessità di una maggiore integrazione e coordinamento, al fine di evitare duplicazioni e migliorare l’efficacia complessiva degli interventi.
Sette linee strategiche per colmare il divario ricerca-impresa
La strategia individua una serie di direttrici di intervento per rafforzare il collegamento tra ricerca e mercato. Tra le principali:
- potenziamento degli Uffici di Trasferimento Tecnologico;
- introduzione di sistemi di finanziamento basati su risultati e performance;
- creazione di un elenco nazionale dei soggetti del trasferimento tecnologico;
- sviluppo di piattaforme per la valorizzazione della proprietà intellettuale;
- attivazione di tavoli permanenti tra pubblico e privato;
- semplificazione delle procedure contrattuali e amministrative;
- rafforzamento del coordinamento tra strumenti nazionali ed europei.
Le priorità tecnologiche: semiconduttori, AI, quantum e biotech
Un elemento centrale dell’Atto di indirizzo è l’individuazione di ambiti tecnologici strategici su cui concentrare investimenti e politiche di supporto.
Tra questi:
- intelligenza artificiale;
- semiconduttori;
- tecnologie quantistiche;
- biotecnologie;
- soluzioni digitali avanzate.
L’obiettivo è rafforzare la competitività italiana nei settori che guideranno la crescita globale nei prossimi anni.
Governance, monitoraggio e coordinamento
Per garantire l’efficacia della strategia, è prevista l’istituzione di una Cabina di regia interministeriale MIMIT–MUR, con funzioni di:
- coordinamento delle politiche;
- monitoraggio degli interventi;
- integrazione tra fondi europei, nazionali e regionali;
- aggiornamento periodico delle linee strategiche.
È inoltre previsto lo sviluppo di un sistema di monitoraggio basato su dati standardizzati e indicatori di risultato, in grado di supportare un approccio decisionale fondato su evidenze.
Il quadro normativo e il ruolo del PNRR
L’Atto di indirizzo si inserisce in un contesto normativo in evoluzione, che ha già visto interventi rilevanti, tra cui la riforma della proprietà industriale e nuove linee guida sulla gestione dei diritti nei progetti di ricerca collaborativa.
Parallelamente, il PNRR ha contribuito a rafforzare infrastrutture e strumenti per il trasferimento tecnologico, sostenendo attività di ricerca applicata, brevettazione e innovazione nelle imprese, in particolare nelle PMI.
La sfida, ora, è rendere questi interventi strutturali e pienamente integrati.
Come partecipare alla consultazione pubblica
La consultazione rappresenta un’opportunità concreta per contribuire alla definizione delle politiche nazionali sull’innovazione.
In sintesi:
- apertura: 8 aprile 2026;
- scadenza: 7 maggio 2026;
- invio contributi: strategiatt@pec.mise.gov.it;
- lunghezza massima: 3.500 caratteri.
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