Naspi: se l’Inps la nega e l’Ispettorato tarda…

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Naspi: se l’Inps la nega e l’Ispettorato tarda…

Giada lavora per la gioielleria “Gioia per le pietre srl” in qualità di associata in partecipazione con un contratto di vecchia data; di conseguenza non percepisce uno stipendio da dipendente, ma riceve una parte degli utili che la società consegue nel corso dell’anno.

In cuor suo Giada si sente un po’ dissociata e scarsamente partecipativa, ritiene di essere una classica lavoratrice subordinata; oltretutto, sebbene abbia a che fare giornalmente con purezza e durezza, i rapporti con la titolare Ambra sono tutt’altro che limpidi e granitici!

Così, quando Ambra interrompe bruscamente il contratto con Giada, quest’ultima si rivolge all’Ispettorato per ottenere la riqualificazione del rapporto di associazione in partecipazione in lavoro subordinato a tempo indeterminato e contestualmente fa domanda all’Inps per conseguire la Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego, D.lgs. 22/2015).

L’Istituto previdenziale nega a Giada l’assegno di disoccupazione, in quanto l’associata è priva dei requisiti richiesti dalla normativa (art. 3 del D.lgs. 22/2015).

“Ci dispiace molto della situazione – dichiara l’ispettore del lavoro a cui si è rivolto Giada – ma non può aspettare la definizione del procedimento ispettivo perché l’iter per ottenere la Naspi ha dei termini perentori e stringenti, l’ispezione non rappresenta una nota interruttiva dei termini di decadenza. In altre parole, se non si attiva rapidamente in ogni direzione, se del caso anche attraverso un ricorso amministrativo, rischia di non ottenere nulla!”.

“Mi sono rivolta a voi perché mi era stato detto che con una denuncia all’Ispettorato del lavoro avrei risolto tutti i problemi – afferma amaramente Giada – ma la realtà burocratica è ben diversa”.

Così, mestamente si ritira nella propria autovettura e accende la radio, la canzone suona beffarda: “Se lavori, ti tirano le pietre. Non fai niente e ti tirano le pietre. E il giorno che vorrai difenderti vedrai che tante pietre in faccia prenderai!” (Pietre – 1967, Gian Pieretti e Antoine).

Le considerazioni espresse sono frutto esclusivo dell’opinione degli autori e non impegnano l’amministrazione di appartenenza

Ogni riferimento a persone esistenti e/o a fatti realmente accaduti è puramente casuale

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