Paziente dimessa si suicida. Omicidio colposo per lo psichiatra

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Paziente dimessa si suicida. Omicidio colposo per lo psichiatra

La Corte di Cassazione, quarta sezione penale, ha confermato la condanna di un medico psichiatra a quattro mesi di reclusione per omicidio colposo ai danni di una paziente suicidatasi.

In particolare, la donna, affetta da una grave schizofrenia per cui aveva anche subito diversi ricoveri ospedalieri, la mattina del sinistro, dopo aver ingerito un intero flacone di una sostanza psicotropa, si era recata, accompagnata dal proprio convivente, presso il servizio psichiatrico dell’Ospedale ove era in servizio il predetto medico. Lo stesso, dopo aver constatato che la donna si presentava tranquilla ma vigile – senza manifestare eccessivi sintomi da massiccia assunzione del farmaco – congedava la paziente, la quale, tuttavia, poco dopo essere tornata a casa, approfittando di una breve assenza del compagno, si suicidava buttandosi dal balcone.

Posizione di garanzia verso il malato.

Rischio di condotte suicidarie. Obbligo di approntare cautele

Da qui la condanna dello psichiatra per omicidio colposo, avverso cui quest’ultimo invano ricorreva. Sul punto, difatti, la Corte Suprema non fa che ribadire quanto già chiarito nel merito, ossia che il medico psichiatra è titolare di una posizione di garanzia nei confronti del malato, anche se questi non sia sottoposto a ricovero coatto, ed ha pertanto l’obbligo – quando sussista, come nella specie, il concreto rischio di condotte autolesive e persino suicidarie – di apprestare specifiche cautele.

Condotte dovute

Posizione di garanzia ed obbligo di diligenza cui medico imputato, in servizio la mattina del sinistro, è venuto senz’altro meno. Ben altre sono le condotte – puntualizzano gli Ermellini con sentenza n. 43476 del 21 settembre 2017 – che egli avrebbe dovuto adottare nel caso di specie (come evidenziano anche le consulenze psichiatriche); ad esempio attivare un accertamento sanitario obbligatorio, un supplemento diagnostico di indagini o quantomeno un monitoraggio clinico anche presso una struttura di pronto soccorso.