Professionisti più tutelati in caso di infortuni. La Consulta presenta un Ddl

Professionisti più tutelati in caso di infortuni. La Consulta presenta un Ddl

E’ stato presentato, ieri, in Senato dalla Consulta dei commercialisti il primo disegno di legge recante “Disposizioni per la sospensione della decorrenza di termini relativi ad adempimenti a carico del libero professionista in caso di malattia o infortunio”.

La Consulta - il gruppo che riunisce tutti i commercialisti eletti in Parlamento - ha come obiettivo quello di garantire più tutele ai professionisti che per infortuni o malattia si trovano in una situazione di inabilità temporanea.

Professionisti, adempimenti sospesi in caso di malattia e infortuni

Il primo disegno di legge bipartisan, infatti, dispone che, in caso di infortunio o malattia grave che impongono periodi di degenza ospedaliera o di cure domiciliari non inferiori a tre giorni, siano sospesi “i termini degli adempimenti dal giorno del ricovero in ospedale o dal giorno d'inizio delle cure domiciliari fino a 45 giorni dopo la dimissione dalla struttura sanitaria o la conclusione delle cure domiciliari” del professionista. In caso di decesso del professionista, i termini saranno sospesi per sei mesi.

La tutela è estesa anche alle professioniste: in caso di parto prematuro o di interruzione di gravidanza oltre il terzo mese, i termini relativi agli adempimenti sono sospesi a decorrere dal giorno del ricovero per il parto fino al trentesimo giorno successivo, previo invio da parte delle professioniste, entro 15 giorni, della documentazione medica attestante la loro condizione.

Garantiti anche i professionisti che svolgono la propria attività in forma associata o societaria e gli amministratori unici di società, che potranno beneficiare di una sospensione di 30 giorni, o comunque fino al giorno successivo alla nomina di un nuovo amministratore.

Grazie al Ddl trasversale verrebbe, così, colmato il vuoto legislativo ora presente nel nostro ordinamento, tutelando:

  • da una parte, il diritto alla salute dei professionisti;

  • dall’altra, il diritto dei clienti di non vedersi attribuite sanzioni per il mancato rispetto di scadenze a causa di fatti non imputabili né ai clienti né al professionista che li assiste.

Nessuna responsabilità potrà, infatti, essere imputata al lavoratore o al cliente a causa della scadenza di un termine per un adempimento nei trenta giorni successivi dal verificarsi della malattia o dell'infortunio.

Pertanto, non scatterà alcuna sanzione per le somme dovute a titolo di imposte, tributi o contributi il cui pagamento è stato sospeso. Si applicheranno solo gli interessi al tasso legale per il periodo di tempo decorrente dalla scadenza originaria a quella di effettivo pagamento.

Beneficeranno della sospensione solo i clienti che hanno sottoscritto un mandato professionale in data antecedente al ricovero ospedaliero o all’inizio delle cure domiciliari.

Cndcec, Miani è soddisfatto

Il presidente del Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Massimo Miani, si dice molto soddisfatto dell’iniziativa parlamentare, ritenendola “estremamente apprezzabile, sia per il metodo trasversale che vede lavorare fianco a fianco colleghi commercialisti appartenenti a diversi schieramenti politici, sia nel merito del disegno di legge presentato oggi, relativo alle disposizioni per la sospensione della decorrenza di termini relativi ad adempimenti a carico del libero professionista in caso di malattia o di infortunio”.

Tutto ciò rappresenta, infatti, il primo passo verso "un’inversione di tendenza ed un cambio di paradigma estremamente importante per il mondo delle libere professioni ordinistiche".

Anche dal presidente della Cassa dottori commercialisti, Walter Anedda, un plauso al Ddl, che segna “un importante passo avanti per la categoria e, più in generale, per i professionisti italiani”.

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