Riallineamento da 4 miliardi

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L’Ultima Manovra finanziaria e il decreto legge di prossima emanazione, che di fatto rappresenta la Finanziaria per il 2009, hanno segnato l’avvio, nel nostro sistema tributario, dell’articolato processo di riallineamento facoltativo tra valori di bilancio e valori fiscali. Il tutto mosso dalla volontà di eliminare quei disallineamenti che possono nascere a seguito dell’adozione dei principi contabili Ias/Ifrs, da operazioni straordinarie, da deduzioni extra contabili, da scelte contabili non riconosciute fiscalmente, come per esempio una rivalutazione volontaria iscritta in bilancio. Da questa attività di riallineamento dei valori contabili, il Fisco si aspetta di ricavare un gettito importante, che potrebbe essere utilizzato come possibile copertura di altre misure della manovra in fase di elaborazione. Secondo alcune indiscrezioni, il gettito atteso dall’operazione sarebbe di circa 4 miliardi di euro. La possibilità di riallineare i conti non è però obbligatoria: l’opportunità è stata pensata soprattutto per i soggetti Ias, cioè, al momento, per un numero ridotto di imprese di grandi dimensioni. Non è escluso che l’operazione possa estendersi anche ad altre fattispecie di imprese anche se a causa dei costi dell’operazione, quest’ultima potrebbe essere rinviata. Il costo del riallineamento dovrebbe variare a seconda del tipo di aggiustamento che viene effettuato, tenendo conto che esso non è riservato solo ai soggetti Ias, ma anche a tutti gli altri per le operazioni straordinarie. A seconda delle poste interessate il riallineamento potrà essere sottoposto ad aliquota ordinaria Ires o Irap oppure ad imposta sostitutiva oscillante tra il 14 e il 16%. Il riallineamento “globale” dovrebbe essere effettuato con ricorso ad aliquota ordinaria e ciò dovrebbe consentire di rimettere in ordine tutte le annualità fino al 2007, dopodiché non si dovrebbero presentare più discrasie proprio in virtù del decreto Ires. Il riallineamento potrebbe, invece, avvenire in maniera “singola” per fattispecie omogenee, con l’applicazione di una sostitutiva variabile fino ad un’aliquota massima del 16%, quest’ultima quando ci fosse una rilevanza anche ai fini Irap. Infine, si potrebbe prospettare l’ipotesi di una “regolarizzazione” a “regime” per i disallineamenti che si realizzassero, anche dopo il 2008 per le imprese Ias, a seguito di nuove regole contabili internazionali o modifiche di quelle esistenti. Questa possibilità dovrebbe però essere demandata, per la sua validità, ad un futuro decreto ministeriale. Lo scopo delle manovre di riallineamento è quello di salvaguardare gli intenti antielusivi: facoltà dell’Amministrazione finanziaria è, infatti, quella di disconoscere tutte quelle operazioni in cui il beneficiario effettivo e quello giuridico differiscono.
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