Vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici: i commercialisti sulla nuova modulistica

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Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC) hanno pubblicato, in data 12 gennaio 2026, il documento di ricerca intitolato “Vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici: i D.M. 5 marzo 2025 e l’aggiornamento della modulistica”.

Il contributo si inserisce nell’attività di studio dell’area Diritto societario del CNDCEC e analizza in modo sistematico le più recenti innovazioni normative in materia di vigilanza cooperativa, con particolare riferimento ai decreti ministeriali 5 marzo 2025 emanati dal Ministero delle imprese e del Made in Italy (MIMIT) e al più ampio processo di riforma del sistema dei controlli sugli enti cooperativi e mutualistici.

L’obiettivo del documento è fornire ai professionisti un quadro interpretativo unitario delle novità introdotte, evidenziandone le implicazioni operative, i profili di coordinamento con la normativa vigente e le prospettive evolutive del sistema.

Finalità del documento CNDCEC–FNC

Il documento dei Commercialisti persegue una pluralità di finalità, tra loro strettamente connesse:

  • ricostruire il nuovo assetto normativo della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici alla luce dei decreti attuativi del 5 marzo 2025;
  • illustrare le principali innovazioni operative, con particolare attenzione alla revisione cooperativa e all’ispezione straordinaria;
  • analizzare l’aggiornamento della modulistica ministeriale, evidenziandone la portata sistematica e le ricadute pratiche per i soggetti vigilati e per i revisori;
  • inquadrare le novità nel contesto della riforma complessiva della vigilanza, avviata attraverso il disegno di legge delega in materia di amministrazioni straordinarie e controlli sugli enti cooperativi.

Il lavoro si configura come una prima analisi di carattere generale, alla quale, secondo quanto anticipato dagli stessi autori, seguiranno ulteriori approfondimenti tematici, in particolare sul verbale di vigilanza.

Contesto normativo di riferimento

Le innovazioni analizzate nel documento si collocano all’interno di un contesto normativo in significativa evoluzione, caratterizzato da tre direttrici principali.

La riforma della vigilanza cooperativa

In primo luogo, il legislatore è intervenuto con un disegno di legge delega recante la “Delega al Governo per la riforma delle amministrazioni straordinarie e per la riforma della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici”.

Il provvedimento mira a:

  • razionalizzare il quadro normativo esistente;
  • rafforzare l’efficacia dei controlli pubblici;
  • coordinare la disciplina speciale con le disposizioni del codice civile, ove necessario.

Il coordinamento con il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

Un ulteriore elemento di contesto è rappresentato dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 14/2019), che ha introdotto un nuovo approccio alla gestione anticipata della crisi.

In tale prospettiva, la vigilanza cooperativa assume un ruolo centrale nella verifica:

  • dell’adozione di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili;
  • della capacità dell’ente di intercettare tempestivamente segnali di squilibrio economico-finanziario, in coerenza con l’articolo 2086 del codice civile.

I Decreti ministeriali 5 marzo 2025

In attuazione di questo percorso di aggiornamento normativo, il MIMIT ha emanato tre decreti ministeriali datati 5 marzo 2025, entrati in vigore il 1° aprile 2025, aventi ad oggetto:

Principali novità operative introdotte dai decreti

Il documento dei Commercialisti evidenzia come i decreti del 5 marzo 2025 abbiano inciso in modo rilevante sulle modalità di svolgimento delle attività di vigilanza.

Tra le principali novità operative si segnalano:

  • la ridefinizione delle procedure di revisione cooperativa e di ispezione straordinaria, orientata a una maggiore uniformità applicativa;
  • il rafforzamento degli obblighi informativi a carico degli enti vigilati;
  • una maggiore attenzione alla tempestività degli interventi correttivi in presenza di irregolarità sanabili, mediante l’istituto della diffida.

Resta confermata la periodicità delle revisioni:

  • biennale per la generalità delle cooperative;
  • annuale per le cooperative sociali e per quelle che superano determinate soglie dimensionali.

Aggiornamento della modulistica e digitalizzazione dei controlli

Un profilo di assoluta rilevanza sistematica riguarda l’approvazione della nuova modulistica ministeriale, che sostituisce quella adottata nel 2015 e aggiornata nel 2017.

La nuova modulistica:

  • è stata progettata per recepire le innovazioni normative intervenute negli ultimi anni;
  • risulta maggiormente integrata con le logiche del Codice della crisi;
  • costituisce il presupposto per la digitalizzazione della verbalizzazione delle attività di vigilanza.

I decreti prevedono, infatti, che:

  • le risultanze delle revisioni e delle ispezioni siano riportate sui nuovi modelli di verbale;
  • i verbali siano sottoscritti con firma digitale, in un’ottica di maggiore trasparenza, tracciabilità ed efficienza amministrativa.

Il Ministero ha tuttavia chiarito che l’utilizzo dei nuovi modelli è subordinato al completamento del processo di reingegnerizzazione della Direzione generale competente; fino a tale momento restano utilizzabili i modelli e le procedure previgenti.

Profili sistematici e prospettive di riforma

Il documento CNDCEC–FNC colloca le novità introdotte dai decreti del 5 marzo 2025 in una prospettiva più ampia di riforma strutturale della vigilanza cooperativa.

In tale ambito assume rilievo:

  • la prevista istituzione di un Albo unico nazionale dei revisori cooperativi;
  • la valorizzazione delle competenze professionali mediante percorsi selettivi e formativi qualificati;
  • l’introduzione di un sistema sanzionatorio più incisivo a tutela dell’affidabilità dei controlli.

Nel complesso, le innovazioni analizzate segnano un passaggio significativo verso la modernizzazione del sistema di vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici, con l’obiettivo di renderlo più coerente, trasparente e funzionale alle esigenze del mercato e della tutela pubblica.

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