Agcm sanziona WhatsApp: violato il Codice del consumo

Agcm sanziona WhatsApp: violato il Codice del consumo

Con due provvedimenti adottati nel corso dell’adunanza dell’11 maggio 2017, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso due istruttorie nei confronti di WhatsApp Inc., sanzionando la società per presunte violazioni del Codice del consumo.

Pre-impostazione di condivisione con Facebook è pratica commerciale scorretta

Nel primo caso – provvedimento PS10601 - è stata riconosciuto il compimento di una pratica commerciale scorretta ai sensi degli articoli 20, 24 e 25, del Codice citato, integrata dalla condotta consistente nell’aver indotto gli utenti ad accettare integralmente le modifiche apportate ai Termini di utilizzo dell’applicazione WhatsApp Messenger, con la pre-impostazione dell’opzione di condividere con Facebook alcuni dati personali del proprio account WhatsApp per l’utilizzo dei medesimi da parte di Facebook a fini di profilazione commerciale e pubblicitari.

In caso di non accettazione, veniva prospettata l’interruzione del servizio.

Per chi era già utente dell’applicazione, WhatsApp consentiva, invece, di accettarne anche solo “parzialmente” i contenuti, continuando, comunque, l’utilizzazione dell’applicazione.

L’esistenza di questa opzione, tuttavia, non era stata rappresentata nella schermata principale dedicata all’accettazione dei nuovi "Termini di utilizzo" e solamente nella schermata successiva l’utente si sarebbe accorto di avere una scelta alternativa che risultava, però, pre-impostata, tramite spunta nell’apposita casella, sul consenso alla condivisione dei dati, di modo che, se l’utente avesse voluto continuare ad utilizzare l’applicazione, senza condividere i propri dati con Facebook, avrebbe dovuto deselezionare la spunta.

Per detta condotta, la società è stata raggiunta da una sanzione amministrativa pecuniaria di 3milioni di euro.

Clausole vessatorie

Col secondo provvedimento (CV154), sono state individuate alcune clausole ritenute vessatorie del modello contrattuale sottoposto all’accettazione, da parte dei consumatori, dell’applicazione WhatsApp Messenger ed è stato ordinato alla società di pubblicare, a sua cura e spese, un estratto del provvedimento.

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