Artigiani e commercianti, pubblicate le aliquote contributive 2019

Artigiani e commercianti, pubblicate le aliquote contributive 2019

Stabilizzate, per l’anno 2019, le aliquote contributive per artigiani ed esercenti attività commerciali. Per quest’anno, infatti, i predetti soggetti dovranno corrispondere trimestralmente all’INPS la medesima aliquota contributiva dello scorso anno, che ammonta al 24% per gli artigiani ed al 24,09% per i commercianti. L'aliquota si abbassa, rispettivamente al 21,45% ed al 21,54%, per i coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni. Tuttavia, nonostante l’aliquota contributiva sia rimasta invariata – in quanto rappresenta la soglia massima prevista dall’art. 24, co. 22 del D.L. n. 201/2011, convertito successivamente in L. n. 214/2011 - i predetti soggetti dovranno corrispondere annualmente qualche euro in più rispetto allo scorso anno, ossia 40,32 euro (nel caso degli artigiani) e 40,47 euro (nel caso degli esercenti attività commerciali). L’aumento deriva dalla rivalutazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati, che tra il periodo gennaio 2017- dicembre 2017 ed il periodo gennaio 2018 - dicembre 2018 è risultato pari a +1,1%. Tale rivalutazione ha inciso sul reddito imponibile minimo, pari a 15.878 euro, su cui si applicano le predette aliquote.

I nuovi importi contributivi sono stati comunicati dall’INPS, con la circolare n. 25 del 13 febbraio 2019.

Artigiani e commercianti, raggiunta l’aliquota massima

La c.d. “Manovra Salva-Italia” (D.L. n. 201/2011, convertito successivamente in L. n. 214/2011), all’art. 24, co. 22 ha previsto che, con effetto dal 1° gennaio 2012, le aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computo delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti sono incrementate dell’1,3% e, successivamente, dello 0,45% ogni anno fino a raggiungere il livello del 24% per tutti i soggetti iscritti alle gestioni autonome dell’INPS.

La quota massima prefissata dalla legge, pari al 24%, è stata raggiunta lo scorso anno.

Al riguardo, si ricorda che per i soli iscritti alla gestione degli esercenti attività commerciali, alla predetta aliquota dovrà essere sommato lo 0,09%, a titolo di aliquota aggiuntiva istituita dall’art. 5 del D.Lgs. 28 marzo 1996, n. 207, ai fini dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale. L’obbligo al versamento di tale contributo è stato prorogato, ad opera dell’art. 1, co. 490, lett. b), della L. n. 147/2013, fino al 31 dicembre 2018. In seguito, la Legge di Bilancio 2019 (L. n. 145/2018) all’art. 1, co. 284 ha reso tale indennizzo una misura strutturale, quindi è stabilizzata l’obbligatorietà del contributo aggiuntivo dello 0,09%, destinato in parte al fondo che finanzia tale indennizzo.

Per quest’anno, dunque, l’aliquota ammonta:

  • al 24% per gli artigiani;
  • al 24,09% per i commercianti.

Per i coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni, invece, essa si abbassa:

  • al 21% per gli artigiani;
  • al 21,09% per i commercianti.

Inoltre, trovano applicazione anche per quest’anno:

  • il contributo per le prestazioni di maternità stabilito, per gli iscritti alle gestioni degli artigiani e dei commercianti, nella misura di 0,62 euro mensili (art. 49, co. 1 della L. 23 dicembre 1999, n. 488 e s.m.i.);
  • la riduzione del 50% dei contributi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali con più di sessantacinque anni di età, già pensionati presso le gestioni dell’Istituto.

Artigiani e commercianti, importi contributivi 2019

Gli artigiani ed esercenti attività commerciali iscritti all’INPS versano i contributi IVS:

  • in misura fissa trimestralmente, se il reddito dello stesso è inferiore al minimale annuo;
  • con il sistema degli acconti e saldo (stesso meccanismo dell’Irpef), per la parte eccedente al minimale annuo.

Per il 2019, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali è pari a 15.878 euro.

Alla luce delle suddette aliquote contributive, il contributo minimale dovuto, per l’anno 2019, risulta così suddiviso:

  • 3.818,16 euro per gli artigiani (3.413,27 euro per i coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni);
  • 3.832,45 euro per i commercianti (3.427,56 euro per i coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni).

Va ricordato, poi, che le nuove aliquote devono essere applicate sulla totalità dei redditi d’impresa prodotti nel 2019, per la quota eccedente i 15.878 euro annui e fino al valore massimo della prima fascia di retribuzione annua pensionabile, pari a 47.143 euro.

Oltre tale soglia, si applica un ulteriore punto percentuale, così come previsto dall’art. 3-ter della L. n. 438/1992, fino a concorrenza del massimale di reddito annuo, oltre il quale decade l'onere previdenziale, che per il 2019 è pari ad 78.572 euro, equivalenti a due terzi in più del limite stesso (47.143 euro + 31.429 euro).

Artigiani e commercianti, regime contributivo agevolato 2019

Per quanto concerne il regime contributivo agevolato di cui alla L. n. 190/2014, modificato dall’art. 1, co. 9, della L. 30 dicembre 2018, n. 145, che consiste nella riduzione contributiva del 35%, nulla è stato innovato rispetto allo scorso anno. Dunque, in assenza di espressa abrogazione, l’agevolazione si considera prorogata anche per il 2019.

Artigiani e commercianti, termini di versamento 2019

I contributi fissi - ossia calcolati sul minimale - devono essere versati con mod. F24, alle scadenze che seguono:

  • 16 maggio 2019;
  • 20 agosto 2019;
  • 18 novembre 2019;
  • 17 febbraio 2020.

Viceversa, i contributi dovuti sulla parte eccedente il minimale devono essere corrisposti all’INPS entro i termini previsti per il pagamento dell’Irpef, che segue un meccanismo di saldo ed acconti.

Allegati

Anche in

  • eDotto.com – Edicola del 5 gennaio 2019 - Regime forfetario: rinuncia al regime contributivo agevolato prorogata a febbraio – Moscioni
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