Cndcec e Anc: fatturazione elettronica, attesa circolare

Cndcec e Anc: fatturazione elettronica, attesa circolare

A denunciare la fatica dei commercialisti per far ottemperare all'obbligo della fatturazione elettronica i clienti, Maurizio Grosso, delegato del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti per l'innovazione e l'organizzazione degli studi professionali, che dichiara: “Dopo 45 giorni dall'esordio della fattura elettronica continua il lavoro straordinario sull'assistenza ai clienti.”.

Non è tutto. Il consigliere Cndcec specifica: “Siamo ancora in attesa di una circolare e di maggior ordine nella prassi amministrativa. C'è da notare che lo Sdi (sistema di interscambio su cui viaggiano le fatture) ha retto il sovraccarico di lavoro il 16 febbraio scorso”.

Anc, continuano problemi e disagi

Proteste anche dal presidente dell'Associazione nazionale commercialisti, Marco Cuchel, che il 21 febbraio 2019 ha pubblicato un comunicato dal titolo esplicativo: continuano problemi e disagi, ma non per l’Agenzia delle entrate.

A quasi due mesi dal debutto della fattura elettronica, si legge nella nota, l’Amministrazione finanziaria non sembra avere consapevolezza delle gravi criticità persistenti, che dovrebbero indurre a rivedere il sistema nel suo complesso, anziché cercare di rappresentare, con una lettura distorta di dati e statistiche, una situazione che non corrisponde affatto a quella reale.

Il presidente Anc sciorina una serie di disservizi: differenza tra i dati fiscali esposti nel file PDF, messi a disposizione dalle piattaforme private, e quelli contenuti nel file XML; assenza di procedure minime di controllo sul sistema SDI che attualmente non impedisce di duplicare erroneamente l’invio di una fattura e addirittura consente l’invio di fatture di soggetti con partita Iva cessata; difficoltà nella gestione dei documenti che arrivano allo SDI, per entrambi i canali utilizzati quali SDIFTP e SDICOOP, creando problemi di allineamento con le piattaforme private e di interi file di cui si ignora la collocazione; ritardi nella consegna delle notifiche al soggetto emittente, ben oltre il termine dei 5 giorni previsti dalla normativa (ci sono stati segnalati casi addirittura di 30 giorni), senza contare i ritardi e le interruzioni nel funzionamento del canale Fatture e Corrispettivi.

A tutto questo si aggiunge una totale inadeguatezza, commenta il presidente Anc, dell’assistenza tecnica, sia da parte dell’Agenzia delle Entrate sia delle piattaforme private, che addirittura gli utenti non riescono più a contattare per ricevere risposte e supporto.

Sul fronte privacy

Come più volte evidenziato dall’ANC, la situazione è oltremodo preoccupante, con un sistema che dimostra di non essere in grado di impedire abusi e utilizzi impropri di dati e procedure.

Oltre alla presenza della procedura di “Intermediario non delegato” sul canale Fatture e Corrispettivi che praticamente permette a qualunque intermediario, anche se privo di delega, di emettere fatture a nome di soggetti terzi ignari, si registrano casi di istituti di credito che stanno ricevendo segnalazioni di frodi conseguenti al fatto che ignoti riescono ad accedere alle fatture elettroniche emesse da soggetti fornitori di servizi, società e professionisti, modificandone le coordinate bancarie. In questi casi, gli istituti stanno consigliando ai propri clienti, prima di autorizzare operazioni di pagamento, di verificare direttamente con il beneficiario la correttezza dell’IBAN.

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