Coronavirus. Criticità negli Uffici giudiziari, CNF: tutelare anche avvocati

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Coronavirus. Criticità negli Uffici giudiziari, CNF: tutelare anche avvocati

Le ultime misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza da COVID-19 relative al settore Giustizia. Numerose criticità e disagi negli Uffici giudiziari.

Avvocati civilisti: modalità udienze un oltraggio a dignità umana

Se la celebrazione delle udienze in alcune zone costituisce un pericolo, per le condizioni in cui si lavora e per l’afflusso di utenza, le si sospenda. Un contagio contratto fuori dall’aula non è più lieve di quello che si può contrarre dentro”.

Sono le parole del Presidente dell’Unione delle Camere civili, Antonio de Notaristefani, contenute in un comunicato stampa dell’UNCC del 26 febbraio 2020.

Se, invece, qualcuno sta pregiudicando la credibilità della Istituzione che dirige” – continua con durezza il rappresentante degli avvocati civilisti – “pur di scansare qualsiasi responsabilità soltanto ipotetica, allora confidiamo che il Sig. Ministro vorrà negare il proprio concerto, quando si discuterà del rinnovo del suo incarico o della sua progressione di carriera: dirigere significa sapersi assumere le proprie responsabilità, non scansarle”.

Nella nota viene fatto presente il grave disagio per le modalità in cui si tengono, da alcuni giorni, molte udienze civili, modalità definite dallo stesso de Notaristefani “un oltraggio alla dignità degli Uomini, prima ancora che dei Difensori”.

Viene fatto riferimento a situazioni che vedono cittadini ed avvocati “ammassati come bestie” fuori dalle aule di udienza o respinti da Tribunali della Repubblica “perché provenienti da zone evidentemente ritenute a rischio”; una gara a sospendere o limitare quanta più attività è possibile.

Quello che si desume – sottolinea il presidente – è il timore, più che del contagio, “della possibile attribuzione della relativa responsabilità”.

CNF: Prioritaria anche la salute degli avvocati

Nel frattempo, si è tenuta ieri una conference call tra il capo del Dipartimento organizzazione giudiziaria del ministero della Giustizia, Barbara Fabbrini, e i presidenti e i procuratori generali delle Corti di Appello dei distretti a rischio di contagio da coronavirus.

Alla riunione a distanza ha partecipato anche il presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin, il quale ha sottolineato la necessità di interventi che abbiano come priorità la salvaguardia della salute di tutti coloro che si trovano a frequentare gli uffici giudiziari, compresi avvocati e collaboratori.

Un’esigenza che – secondo quanto si apprende da una nota di aggiornamento del CNF del 26 febbraio – è stata ribadita anche al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nel corso del tavolo tecnico sulla riforma del processo penale.

Il presidente Mascherin avrebbe inoltre ribadito la necessità di intervenire con la sospensione delle udienze e dei termini procedurali, almeno per le aree di maggiore rischio e, in ogni caso, con interventi modulati su tutto il territorio nazionale.

Il Guardasigilli, dal canto suo, avrebbe pienamente condiviso la necessità di provvedere tempestivamente, pure con norme di rango primario, al fine di garantire una piena tutela anche agli avvocati.

DPCM: Possibilità di riduzione orario di apertura al pubblico

Da segnalare, infine, le previsioni che riguardano l’amministrazione giudiziaria contenute nell’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), emanato il 25 febbraio 2020.

Si tratta, in primo luogo, della disposizione con cui, negli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Corte di appello cui appartengono i comuni in zona rossa, viene data la possibilità al Capo dell’ufficio giudiziario, sentito il dirigente amministrativo, di stabilire la riduzione dell’orario di apertura al pubblico.

Questo sino al 15 marzo 2020, con riferimento ai servizi aperti al pubblico e in relazione alle attività non strettamente connesse ad atti e attività urgenti.

Adeguati presidi per i nuovi ingressi in carcere

La seconda misura prevede che le articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale assicurino al ministero della Giustizia idoneo supporto per il contenimento della diffusione del contagio del Covid-19, mediante “adeguati presidi”, anche per quanto riguarda i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni di soggetti provenienti dai comuni “focolaio; e ciò sino al termine dello stato di emergenza.

Allegati Anche in
  • edotto.com – Punto & Lex del 26 febbraio 2020 - Coronavirus. CNF e min Giustizia sulle misure da adottare – Pergolari
  • edotto.com – Punto & Lex del 25 febbraio 2020 - Coronavirus. CNF: flessibilità negli Uffici giudiziari, sospendere termini processuali – Pergolari
  • edotto.com – Punto & Lex del 25 febbraio 2020 - Coronavirus. Giustizia: cabina di regia e ulteriori indicazioni – Pergolari
  • edotto.com – Punto & Lex del 27 febbraio 2020 - Riforma processo penale. Apertura del Guardasigilli a rilievi degli avvocati – Pergolari