Coronavirus, ferme le istanze di interpello

Coronavirus, ferme le istanze di interpello

Sono sospese le istanze di tutte le tipologie di interpello: ordinario, probatorio, anti-abuso, disapplicativo. L’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti e indicazioni operative.

La mancata risposta dell’amministrazione nei tempi ordinari - precisa l’Agenzia - non può essere intesa come “silenzio assenso”, visto che le istanze sono in stand-by per disposizione di legge.

La sospensione dall’8 marzo al 31 maggio 2020:

  • blocca i termini per fornire risposta alle istanze di interpello, comprese quelle da rendere a seguito della presentazione di documentazione integrativa;
  • fissa la decorrenza al primo giorno del mese successivo al termine del periodo di sospensione dei termini per la risposta previsti per le istanze presentate nel periodo di sospensione;
  • prevede che, fino al 31 maggio 2020, gli interpelli e le richieste di consulenza giuridica possano essere presentati esclusivamente tramite Pec (i non residenti che non si avvalgono di un domiciliatario nel territorio dello Stato, potranno inviare alla cartella di posta elettronica ordinaria).

Coronavirus. La trattazione delle istanze di interpello

Con la circolare n. 4 del 20 marzo 2020, l’Agenzia spiega che, nel periodo di sospensione ex articolo 67 del Dl 18 del 17 marzo 2020 (decreto Cura Italia), i termini perentori per fornire risposta, a seconda dei casi, riprenderanno o decorreranno soltanto dal 1° giugno 2020, per gli interpelli presentati prima della sospensione e per le istanze presentate nel periodo di sospensione (90 giorni per la risposta).

Slittano con le stesse tempistiche anche le risposte agli inviti ai contribuenti per la regolarizzazione delle domande di interpello o per la presentazione di documentazione integrativa.

Nel documento di prassi l’Agenzia specifica che, durante la sospensione per l’emergenza Coronavirus, continuerà a:

  1. inviare richieste di regolarizzazione, ove l’istanza risulti carente di uno dei requisiti previsti dalla legge;
  2. inviare richieste di documentazione integrativa;
  3. fornire pareri ai contribuenti;
  4. svolgere le interlocuzioni formali previste all’articolo 5, comma 3, del decreto ministeriale 29 aprile 2016, recante l’individuazione delle disposizioni attuative dell’interpello sui nuovi investimenti.

Il contribuente ha facoltà di effettuare l’adempimento richiesto durante la sospensione. Stessa cosa per gli interpelli presentati alla struttura non competente. Ma il termine da cui far decorrere i giorni a disposizione per la risposta va calcolato dalla fine del periodo di sospensione e non da quando l’interpello è arrivato all’ufficio competente.

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  • edotto.com - Edicola del 18 marzo 2020 - Coronavirus. Decreto Cura Italia. Sospensioni versamenti in GU - G. Lupoi
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