Crisi d’impresa, no a equiparazioni tra Commercialisti e Consulenti

Crisi d’impresa, no a equiparazioni tra Commercialisti e Consulenti

Continua la diatriba tra Dottori Commercialisti e Consulenti del Lavoro. L’oggetto del contendere è il nuovo ruolo riconosciuto a questi ultimi, nell’ambito delle procedure di crisi e di insolvenza di un’impresa. Sul punto, si ricorda come l’attuale art. 358 del Codice per la crisi di impresa e dell’insolvenza abbia incluso anche i Consulenti del Lavoro tra i professionisti che possono iscriversi al nuovo Albo dei soggetti incaricati dall’autorità giudiziaria all’esercizio delle funzioni di curatore, commissario giudiziale o liquidatore.

A tal proposito, i Dottori Commercialisti hanno evidenziato più volte di non essere d’accordo, poiché le competenze acquisite, grazie al superamento di un esame di Stato, non possano essere sostituite da un percorso formativo di 18 mesi. La posizione dei Dottori Commercialisti è stata nuovamente ribadita dall’AIDC (Associazione Italiana Dottori Commercialisti), con il comunicato stampa dell’8 febbraio 2019.

Crisi d’impresa, nuove funzioni per CdL

Il nuovo Codice per la crisi di impresa e dell’insolvenza consente ora, anche ai Consulenti del Lavoro, di poter essere chiamati a svolgere le funzioni di curatore, commissario giudiziale e liquidatore, al pari dei Dottori Commercialisti e degli Avvocati.

A favore dei Consulenti del Lavoro, si è espresso recentemente il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, il quale ha precisato che la crisi d’impresa “coinvolge rapporti di lavoro su cui si basa l’intera struttura aziendale” e che “l’imprenditore è anche un datore di lavoro”. Tra l’altro, i consulenti possono già svolgere molte funzioni, tra cui:

  • commissario liquidatore;
  • sindaco di società commerciali;
  • patrocinatore di vertenze dinnanzi alle commissioni tributarie.

In ogni caso, l’iscrizione al nuovo Albo avverrà soltanto decorsi 18 mesi dall’entrata in vigore del Codice della Crisi. Nel frattempo, i Consulenti del Lavoro dovranno frequentare corsi ad hoc. La disciplina - ha spiegato Bonafede - ha solo allargato lo spettro delle professionalità. Inoltre, l’autorità giudiziaria ha il compito di scegliere il professionista più idoneo allo svolgimento delle funzioni nella specifica procedura.

Crisi d’impresa, la posizione dei Dottori Commercialisti

I Dottori Commercialisti non ci stanno. Secondo l’AIDC, l’equiparazione dei Consulenti del Lavoro agli Avvocati ed ai Dottori Commercialisti come soggetti abilitati ad essere nominati dal tribunale nelle nuove procedure concorsuali, così come previsto dal novellato Codice della Crisi, è frutto di una doppia confusione:

  • la prima è che le professioni di Consulente del Lavoro e di Dottore Commercialista siano identiche o interscambiabili;
  • la seconda, ben più grave, è che le competenze acquisite, grazie al superamento di un esame di Stato, possano essere sostituite da un percorso formativo di 18 mesi.

L’AIDC, infine, ricorda che l’esame di Stato dei Consulenti del Lavoro non prevede materie fondamentali che permettano di assumere le predette funzioni, come il diritto fallimentare, il diritto societario, la revisione contabile e le operazioni straordinarie societarie.

Allegati

Anche in

  • eDotto.com – Edicola del 8 febbraio 2019 - Crisi d’impresa, confermata la competenza anche dei Consulenti del Lavoro – Bonaddio
ProfessionistiCommercialisti ed esperti contabiliConsulenti del lavoro