Dal 1° al 31 agosto la sospensione feriale dei termini processuali

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Dal 1° al 31 agosto  la sospensione feriale dei termini processuali

Dal 1° al 31 agosto, come ogni anno, opera la cd. “sospensione feriale” dei termini processuali. Stante la norma di cui all’articolo 1 della Legge n. 742/1969 il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie ed a quelle amministrative è sospeso di diritto dal 1º al 31 agosto di ciascun anno, e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. La stessa norma dispone che, laddove il decorso del termine “abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo”. Pertanto, se il termine processuale decorre da una data antecedente il 1° agosto, lo stesso rimane “sospeso” in tale periodo e ricomincia a decorrere dal 1° settembre, mentre se cade nel periodo di sospensione lo stesso decorre di fatto dal 1° settembre. Sul piano operativo, tale sospensione, riguardando i “termini processuali”, è applicabile ai termini previsti nell’ambito del processo tributario: impugnazione delle sentenze delle Commissioni tributarie provinciali e regionali, costituzione in giudizio, deposito di documenti e memorie illustrative, accertamento con adesione, reclamo e mediazione nonché avvisi bonari e atti di liquidazione delle imposte. Rimangono, invece, esclusi dalla "pausa estiva", tutti quei termini che hanno una prevalente natura amministrativa nonché le controversie in materia di lavoro.

Computo del termine nel periodo di sospensione

Il periodo di sospensione è computato tenendo conto del calendario comune, “secondo l'unità di misura del giorno” (Cassazione, sentenze 8850/2003 e 3223/2007); in particolare, stando all’articolo 155 del c.p.c., nel computo dei termini a giorni, si esclude il giorno iniziale mentre si considera quello finale.  Così, se il termine processuale inizia a decorrere:

  • prima del periodo feriale, lo stesso rimane “sospeso” in tale periodo per ricominciare a decorrere dal 1° settembre, incluso nel computo del termine (Cassazione 4785/2005).
  • durante il periodo di sospensione, il decorso dei termini parte dal 1° settembre.

L’articolo 155 c.p.c. dispone, poi, che “se il giorno di scadenza è festivo, la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo”.  Pertanto, se il termine viene a cadere in un giorno festivo o di sabato, la scadenza del termine è prorogata al primo giorno successivo non festivo. Si ricorda che la festività del santo Patrono non è considerato giorno festivo ai fini del computo dei termini processuali, tranne che per il comune di Roma secondo quanto indicato dalla circolare 12/E/2010.

Si fa presente, poi, che – tenuto conto delle indicazioni fornite nell’ambito della circolare 56/E/2007 – ai fini del computo della decorrenza dei termini, occorre distinguere tra:

Termini  “comuni”

termini per i quali non si computa il giorno iniziale, mentre si computa il giorno finale. Sono termini comuni, ad esempio, quelli previsti per la proposizione ed il deposito del ricorso, dei motivi aggiunti e dell'appello.

Termini  “liberi”

termini per i quali non si computa né il giorno iniziale né il giorno finale.

Sono termini liberi, ad esempio, quelli previsti per il deposito dei documenti, delle memorie e dell'istanza di discussione in pubblica udienza.

Termini  "a decorrenza successiva"

In questi casi il termine iniziale precede quello finale secondo il calendario comune; sono tali, ad esempio, quelli relativi alla proposizione ed al deposito del ricorso, dei motivi aggiunti e dell'appello.

Termini  "a ritroso"

l'atto deve essere compiuto un certo numero di giorni prima di una determinata data. In questi casi il termine finale precede quello iniziale secondo il calendario comune; sono tali, ad esempio, quelli relativi al deposito dei documenti, delle memorie e dell'istanza di discussione in pubblica udienza: tutti adempimenti che devono essere compiuti un determinato numero di giorni prima dell'udienza.

Termini processuali

La "pausa estiva" è applicabile, in primo luogo, alle disposizioni in materia di contenzioso tributario, anche in caso di interruzione del processo (articolo 40, comma 4 del DLgs. n. 546/1992).

 Nello specifico, la sospensione feriale è applicabile:

  • ai termini previsti per il ricorso dinanzi alle commissioni tributarie provinciali (articolo 18, DLgs. n. 546/92) ed a quelli per impugnare la sentenza della commissione tributaria (articolo 51 DLgs. n. 546/92);
  • al termine di 30 giorni dalla notifica del ricorso, in caso di costituzione in giudizio del ricorrente;
  • al termine di 60 giorni dalla notifica del ricorso, in caso di costituzione in giudizio del resistente (art.23, DLgs. n. 546/92);
  • al termine di deposito di documenti, memorie e repliche scritte (articolo 32, DLgs. n. 546/92);

nonché:

  • al ricorso contro la cartella di pagamento (Cassazione 23049/2015);
  • al ricorso contro l’iscrizione di ipoteca esattoriale (Cassazione 15412/2015 e 1295/2012);
  • al provvedimento di fermo ammnistrativo (Cassazione 6349/2016).

Diversamente, la sospensione non opera per la domanda di rimborso di somme indebitamente versate o la messa in mora prima del giudizio di ottemperanza, in quanto trattasi di fasi che precedono la fase contenziosa. Va detto, poi, che il processo contro gli atti di Agenzia delle Entrate-Riscossione soggiace alla sospensione feriale posto che non si tratta di opposizione all'esecuzione ex art. 3 della L. 742/69.

Sospensione termini processuali: alcune casistiche

Ricorso in 1° grado

L’articolo 21 del DLgs. n. 546/1992 stabilisce che il ricorso in commissione tributaria provinciale (CTP) deve essere proposto, a pena di inammissibilità, entro 60 giorni dalla notificazione dell’atto impugnato. In tal caso, ai fini del computo dei giorni, non si considera il giorno iniziale, mentre va conteggiato quello finale. Così, per individuare il termine entro cui presentare il ricorso, il calcolo dei 60 giorni va effettuato con modalità differenziate in relazione alla data di ricezione della notifica. Se un avviso di accertamento è stato notificato il 20 luglio 2022, ossia prima del periodo di sospensione, il termine dei 60 giorni per il ricorso va conteggiato tenendo conto dei giorni che separano la notifica dell’atto dal 31 luglio e quelli successivi al 31 agosto. Se, invece, l’avviso di accertamento viene notificato nel corso del periodo di sospensione il termine dei 60 giorni per il ricorso riprende a partire dal 1° settembre.

Ad esempio, nel caso di un avviso di accertamento notificato al signor Bianchi il 13 luglio 2022, i 60 giorni per la proposizione del ricorso scadono il 12 ottobre 2022, dovendosi operare come segue il calcolo dei giorni:

  • dal 14/07 al 31/07/2022: 18 giorni;
  • dal 01/08 al 31/08/2022: sospensione dei termini;
  • dal 01/09 al 30/09/2022: 30 giorni;
  • dal 01/10 al 12/10/2022: 12 giorni;

Nel caso, invece, di un avviso notificato il 7 agosto 2022 (durante il periodo di sospensione), i 60 giorni per la proposizione del ricorso scadono il 30 ottobre, dovendosi operare come segue il calcolo dei giorni:

  • dal 07/08 al 31/08/2022: “ospensione dei termini;
  • dal 01/09 al 30/09/2022: 30 giorni;
  • dal 01/10 al 30/10/2022: 30 giorni;

Reclamo e mediazione

Secondo l’articolo 17-bis del DLgs. n. 546/1992, per gli atti di valore non superiore a 50.000 euro, emessi da qualunque Ente impositore, il ricorso ordinario produce anche gli effetti di un “reclamo” e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione dell'ammontare della pretesa. In particolare, il comma 2 dello stesso articolo 17-bis dispone che “Il ricorso non è procedibile fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica, entro il quale deve essere conclusa la procedura di cui al presente articolo. Si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale”.

Pertanto, il ricorso non è procedibile fino alla scadenza dei 90 giorni dalla notifica dello stesso all’Ente impositore; in tale periodo si apre una fase amministrativa nella quale deve svolgersi il procedimento di reclamo/mediazione. Tale fase, che si colloca temporalmente tra l’avvio dell’azione giudiziaria (coincidente con la notifica del ricorso) e l’eventuale instaurazione del giudizio (i termini per la costituzione del ricorrente restano sospesi durante il procedimento), è finalizzata all’esame del reclamo e dell’eventuale proposta di mediazione, con l’obiettivo di evitare, in caso di esito positivo, che la causa sia portata a conoscenza del giudice (circolare 38/E/2015). La mediazione deve essere stipulata entro 90 giorni dalla notifica del ricorso; spirato il termine 90 giorni, decorre il termine (30 giorni) per la costituzione in giudizio del ricorrente. Entrambi i suddetti termini sono soggetti alla sospensione dei termini processuali nel periodo feriale.

Costituzione in giudizio ricorrente

L’articolo 22 del DLgs. n. 546/1992 dispone che, il ricorrente, entro 30 giorni dalla proposizione del ricorso ovvero dal termine per concludere reclamo/mediazione è tenuto, a pena d’inammissibilità, al deposito (nella segreteria della Commissione Tributaria) ovvero alla spedizione a mezzo posta (in plico A/R senza busta), dell’originale o copia conforme del ricorso. Detto termine di 30 giorni, come anticipato, è soggetto alla sospensione feriale dei termini.

In particolare, se il termine per la costituzione in giudizio cade nel corso della “pausa estiva”, nel calcolo dei 30 giorni si tiene conto dei giorni fino al 31 luglio e di quelli dal 1° settembre. Ad esempio, se il sig. Rossi in data 20/07/2022 ha proposto ricorso avverso un avviso di accertamento, il termine dei 30 giorni, cadendo nel periodo di sospensione feriale, è prorogato al 19/09/2022.

Impugnazione delle sentenze

Per effetto dell'articolo 327 del c.p.c. i termini entro cui impugnare una sentenza si distinguono in:

termine “breve”

60 giorni dalla data di notifica della sentenza effettuata su istanza di parte (in base all’articolo 51 del DLgs. n. 546/1992: “Se la legge non dispone diversamente il termine per impugnare la sentenza della commissione tributaria è di sessanta giorni, decorrente dalla sua notificazione ad istanza di parte, salvo quanto disposto dall'art. 38, comma 3”);

termine “lungo”

entro 6 mesi dalla data di deposito della sentenza. Nello specifico, l’articolo 327 del codice di procedura civile dispone che: “Indipendentemente dalla notificazione, l'appello, il ricorso per Cassazione e la revocazione per i motivi indicati nei numeri 4 e 5 dell'articolo 395 non possono proporsi dopo decorsi sei mesi dalla pubblicazione della sentenza”.

Ai fini del computo di detti termini (“breve” o “lungo”), occorre tener conto del periodo di sospensione feriale compresa la proroga del termine scadente in giorno festivo al primo giorno feriale successivo ai sensi del terzo comma dello stesso articolo 155 c.p.c.  (Cassazione 1053/2008, 6748/2005 e 15530/2004).

Documenti e memorie illustrative

La sospensione feriale è applicabile anche al termine di deposito di documenti e memorie che l’articolo 32 del DLgs. n. 546/1992 differenzia come segue in relazione al tipo di atto:

  • le parti possono depositare “documenti” fino a 20 giorni “liberi” prima della data dell’udienza;
  • le parti possono depositare “memorie illustrative”, con le copie per le altre parti, fino a 10 giorni liberi prima della data dell’udienza;
  • solo in caso di trattazione della controversia in camera di consiglio sono consentite “brevi repliche” scritte fino a 5 giorni “liberi” prima della data della camera di consiglio.

Al riguardo, si rileva che:

  • trattandosi di termini “a ritroso”, la “pausa estiva” potrebbe anticipare il deposito;
  • nel calcolo dei “giorni liberi” non si computa né il giorno iniziale né quello finale (circolare 56/E/2007);
  • se il termine viene a scadere in un giorno festivo o di sabato, per i termini "a ritroso", si deve considerare la scadenza del termine anticipata al giorno precedente non festivo (circolare 56/E/2007).

Così, se l’udienza per la trattazione del ricorso è stata fissata il 5 settembre, il termine ultimo per depositare:

  • le memorie (10 giorni liberi), tenuto conto del periodo di sospensione, è il 25 luglio 2022; 
  • i documenti (20 giorni liberi), tenuto conto del periodo di sospensione, è il 15 luglio 2022.

Termini pagamento somme da atti impositivi

Rientrano nel novero della sospensione feriale anche i termini di pagamento delle somme derivanti da atti impositivi. Occorre, in particolare, prestare attenzione alla terminologia utilizzata dal legislatore nella norma:

  • se il riferimento è al termine “di presentazione del ricorso", la sospensione feriale è operativa;
  • se viene utilizzata la locuzione "entro 60 giorni dalla notifica", la sospensione feriale non opera.

Accertamenti esecutivi

Come disposto dall’articolo 29 del D.L. 78/2010, l’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate ai fini delle imposte sui redditi, dell’Irap e dell’Iva ed il connesso provvedimento di irrogazione delle sanzioni, devono contenere anche l’intimazione ad adempiere, entro il termine di presentazione del ricorso, all’obbligo di pagamento degli importi di pagamento degli importi negli stessi indicati. In tal caso, con la nota 141776/2011, l’Agenzia delle Entrate ritiene che operi la sospensione feriale.

Atti di rideterminazione delle somme dovute

Una volta notificato l'accertamento “esecutivo”, il contribuente deve venire a conoscenza delle pretese dell’Amministrazione finanziaria, anche a seguito di raccomandata A/R, in tutti i casi in cui siano “rideterminati” gli importi dovuti in base ad avvisi di accertamento ai fini delle imposte sui redditi, dell’Irap e dell’Iva ed ai connessi provvedimenti di irrogazione delle sanzioni, ossia, tra gli altri, in caso di:

  • inadempimento nei pagamenti rateali a seguito di adesione (articolo 8, comma 3-bis DLgs. n. 218/1997);
  • conciliazione giudiziale (articolo 48, DLgs. n. 546/1992);
  • pagamento del tributo in pendenza di processo (articolo 68 del DLgs. n. 546/1992);
  • esecuzione delle sanzioni (articolo 19 del DLgs. n. 472/1997);
  • definitività dell’atto impugnato (articolo 29 comma 1 lett. a) del D.L. 78/2010).

In tali eventualità, con la nota 141776/2011, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il versamento del dovuto va effettuato sempre entro 60 giorni dalla notifica dell'atto, non rilevando la sospensione feriale.

Avvisi di recupero dei crediti d'imposta

Con l’articolo 1, comma 421 della L. 311/2004 viene stabilito che per la riscossione dei crediti d’imposta indebitamente utilizzati, anche in compensazione, nonché per il recupero delle relative sanzioni e interessi, l’Agenzia delle Entrate può emanare apposito “atto di recupero motivato”. Per il versamento delle relative somme, il successivo comma 422 dispone che occorre procedere al versamento delle somme entro il termine indicato nell’atto, comunque non inferiore a 60 giorni. A seguito di tale indicazione, appare possibile che per la fattispecie in esame non operi la sospensione feriale dei termini (la stessa, infatti, non è richiamata dalle Entrate nell’ambito della citata nota 141776/2011).

Accertamenti su imposte d'atto

Con gli atti di accertamenti sulle imposte d'atto (registro, successioni, donazioni, ipo-catastali), il contribuente è tenuto a versare le somme dovute (per l'intero o un terzo), a seconda che abbia o meno notificato il ricorso e tenuto conto della tipologia di atto, entro 60 giorni dalla notifica. Per detta eventualità, tuttavia, non trova applicazione la sospensione feriale dei termini.

Avvisi bonari da liquidazione automatica

A seguito della notifica di un “avviso bonario”, il contribuente, se lo ritiene, può versare gli importi richiesti entro i 30 giorni successivi al ricevimento della comunicazione, al fine di fruire della riduzione delle sanzioni previste (a un terzo) ed evitare l'iscrizione a ruolo. Tuttavia, relativamente al 2022, occorre tener presente la norma di cui all'articolo 37-quater del D.L. n. 21/2022 secondo cui: "Al fine di assicurare la necessaria liquidità alle famiglie e alle imprese in considerazione degli effetti negativi determinati dalla pandemia di COVID-19, nonché delle ripercussioni economiche e produttive della crisi ucraina, per il periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e il 31 agosto 2022 il termine di cui all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, è fissato in sessanta giorni".

Detta disposizione, in particolare, “estende” da 30 a 60 giorni il termine per il pagamento delle somme dovute in esito ai controlli automatizzati delle dichiarazioni fiscali (art. 36-bis del DPR n. 600/73 e art. 54-bis del DPR n. 633/72) e si riferisce espressamente al termine previsto dall'articolo 2, comma 2 del DLgs. n. 462/97. Pertanto l’estensione dei termini a 60 giorni interessa solo coloro che effettuano il pagamento integrale (in unica soluzione) delle somme dovute (con sanzioni ridotte a 1/3) e non anche coloro che optano per il pagamento rateale. Sul piano temporale, l’articolo 37-quater del D.L. n. 21/2022 ha una efficacia circoscritta al periodo che va dal 21 maggio al 31 agosto 2022. Così, per gli avvisi bonari notificati in tale lasso temporale è possibile effettuare il pagamento del dovuto non entro i consueti 30 giorni ma entro 60 giorni. In mancanza di un espresso chiarimento dell’Agenzia è possibile sostenere che:

  • il termine “iniziale” della finestra temporale riguarda le comunicazioni d’irregolarità i cui termini ordinari di pagamento non erano ancora scaduti al 21 maggio 2022. Si tratta, in particolare, delle comunicazioni recapitate/consegnate dal 21 aprile 2022 e degli avvisi telematici resi disponibili dal 20 febbraio 2022;
  • il termine “finale” di efficacia della disposizione riguardi le comunicazioni (compresi gli avvisi telematici) recapitate/consegnate entro il 31 agosto 2022.

Così, nel caso in cui il termine di 60 giorni per il pagamento in unica soluzione cade durante il periodo di sospensione la scadenza è ulteriormente rinviata. Ad esempio, se una comunicazione d’irregolarità è stata ricevuta il 10 giugno 2022 il termine per il pagamento integrale della stessa slitta al 13 settembre (10 giugno+ 60 giorni + periodo sospensione feriale).

Al di fuori della suddetta eventualità (estensione a 60 giorni) restano fermi i termini ordinariamente previsti. In base all’articolo 7-quater, comma 17 del D.L. 193/2016 opera la sospensione “dal 1º agosto al 4 settembre” del decorso dei 30 giorni previsti per il pagamento delle somme dovute, rispettivamente, a seguito dei controlli automatici (articoli 36-bis D.P.R. 600/73 e 54-bis del D.P.R. 633/72) e dei controlli formali (articoli 36-ter D.P.R. 600/1973). La suddetta sospensione “dal 1º agosto al 4 settembre” riguarda anche gli atti di liquidazione di imposte relative a tassazione separata (ad esempio Tfr). Sono sospesi “dal 1º agosto al 4 settembre” anche i termini per la trasmissione dei documenti e delle informazioni richiesti ai contribuenti dall'Agenzia delle entrate o da altri enti impositori, “esclusi” quelli relativi alle richieste effettuate nel corso delle attività di accesso, ispezione e verifica, nonché delle procedure di rimborso ai fini Iva.

Istituti deflativi del contenzioso

Concludiamo facendo il “punto” sulle problematiche relative gli istituti deflativi del contenzioso. Questi, in generale, non rientrano nel campo di applicazione della sospensione. Tuttavia, vi sono alcune casistiche legate alla proposizione del ricorso per le quali opera la “pausa estiva”.

Accertamento con adesione

Per effetto dell’articolo 6, comma 3 del D.Lgs. 218/97 il termine per l’impugnazione davanti alla commissione tributaria provinciale è sospeso per un periodo di 90 giorni dalla data di presentazione dell'istanza di adesione. Tale istanza, lo si ricorda, è da presentare, in carta libera, entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento. Il contribuente, quindi, dispone di complessivi 150 giorni dalla notifica dell’atto di accertamento per la proposizione del ricorso, laddove l’adesione non sia stata definita con esito positivo.

A fronte dei dubbi sollevati dalla giurisprudenza sulla “non cumulabilità” della sospensione feriale dei termini con i procedimenti non giurisdizionali, essendo l’adesione un procedimento di natura amministrativa (Cassazione 7995/2016 e 11632/2015), il legislatore, con l'articolo 7-quater, comma 18 del D.L. 193/2016 ha stabilito che "i termini di sospensione relativi alla procedura di accertamento con adesione si intendono cumulabili con il periodo di sospensione feriale dell'attività giurisdizionale".  

Pertanto, sono “cumulabili” la sospensione dei termini processuali (01/08 – 31/08) e la sospensione dei 90 giorni prevista in caso di presentazione di istanza di accertamento con adesione. Tenuto conto del carattere procedimentale della norma non si ravvisano dubbi in merito alla retroattività di tale intervento.

Acquiescenza

Secondo l'articolo 15 del DLgs. n. 218/97 le sanzioni irrogate per le violazioni delle imposte sui redditi e l’Iva nonché quelle concernenti alcune fattispecie di imposte di registro (artt. 71 e 72 del D.P.R. n. 131/1986) e di imposte sulle successioni e donazioni (articoli 50 e 51 del D.P.R. n. 346/90) sono ridotte a 1/3 se il contribuente:

  • rinuncia ad impugnare l’avviso di accertamento o di liquidazione;
  • rinuncia a formulare istanza di accertamento con adesione;
  • provvede al pagamento, entro il termine per la proposizione del ricorso, delle somme complessivamente dovute, tenuto conto della predetta riduzione.

Al riguardo la circolare 235/E/1997 ha chiarito che “nei termini per la proposizione del ricorso deve essere considerata la sospensione feriale”. In questo senso, in via implicita, anche la Cassazione (sentenza n. 5039/2019)

Definizione agevolata sanzioni

La sospensione feriale dei termini è applicabile anche in caso di definizione agevolata delle sanzioni così come prevista dagli articoli 16 e 17, del DLgs. 472/1997. Per l'istituto della "definizione in via breve", in particolare, entro il termine previsto per la proposizione del ricorso, è possibile definire la controversia con il pagamento di un importo pari ad un terzo della sanzione irrogata “e comunque non inferiore ad un terzo dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo”.

 

Quadro Normativo