Ddl Bilancio 2021: CIG, contratti di espansione e crediti d’imposta

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Ddl Bilancio 2021: CIG, contratti di espansione e crediti d’imposta

In concomitanza con i decreti anti-Covid, il Governo lavora incessantemente anche sul fronte “Manovra Finanziaria 2021”. Infatti, sono state approvate 320 modifiche alla bozza del Ddl Bilancio 2021. Il testo approderà martedì 22 dicembre 2020 in Aula alla Camera per ricevere il primo via libera. Moltissime le novità inserite all’ultimo momento.

Ecco tutte le novità in dettaglio.

Ddl Bilancio 2021, proroga CIG Covid-19 e decontribuzione Sud

La cassa integrazione d’emergenza si allunga di altre 12 settimane, tutte gratuite per le imprese. Sul fronte assunzioni, invece, per assumere under 35, da gennaio e per tutto il 2022, ci sono sgravi triennali al 100%, entro un tetto di 6.000 euro l’anno (si sale a 48 mesi di esonero se il contratto stabile è firmato in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna).

Incentivo al 100% anche in caso di assunzione di donne disoccupate al Sud e senza un impiego da almeno 24 mesi nel resto d’Italia.

Ddl Bilancio 2021, blocco dei licenziamenti e contratti a termine

Il blocco dei licenziamenti, seppur con eccezioni, prosegue fino al 31 marzo, e sempre fino a fine marzo si confermano le deroghe alle causali del cd. “decreto dignità” su proroghe e rinnovi di contratti a termine.

Ddl Bilancio 2021, contratto di espansione, assegno di ricollocazione e ISCRO

Sul fronte lavoro, l’esame della manovra alla Camera si concentra sul restyling del contratto di espansione, con lo scivolo, per i soggetti a 5 anni dalla pensione di vecchiaia o anticipata, che si estende alle imprese con oltre 250 addetti. Queste ultime, oltre allo scivolo sempre per lavoratori a 5 anni dalla pensione e “sconto” NASpI fino a 2 anni, hanno anche la possibilità di attivare altre 18 settimane di CIG, con una riduzione dell’orario fino al 30%.

Modifiche anche sull’assegno di ricollocazione che, da gennaio, con una dote iniziale di 267 milioni, include i lavoratori in CIG e i percettori di NASPI e DIS-COLL da oltre 4 mesi.

Il quadro di sostegno si completa con l’introduzione, la prima volta in Italia, di un ammortizzatore per le circa 300mila partite Iva della gestione separata Inps. Lo strumento si chiama “Iscro” (“Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa”), che è previsto in via sperimentale per il 2021-2023 e prevede un sostegno monetario per sei mensilità, che va da un minimo di 250 euro a un massimo di 800 euro al mese.

Per accedervi occorre:

  • aver prodotto un reddito, nell’anno precedente la domanda, inferiore al 50% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni prima;
  • aver dichiarato un reddito non superiore a 8.145 euro; essere in regola con i contributi avere aperta la partita Iva da almeno 4 anni.

Ddl Bilancio 2021, esonero minimi contributivi

Arriva anche una sorta di “anno bianco” di esonero dei minimali contributivi per tutte le partite IVA e professionisti, ordinisti e non, più colpiti dalla pandemia. I requisiti richiesti per accedere al beneficio sono:

  • una perdita di fatturato 2020 rispetto al 2019 di almeno il 33%;
  • un fatturato complessivo inferiore ai 50 mila euro..

Ddl Bilancio 2021, rientro dei cervelli

Si estendono anche gli incentivi fiscali in favore dei lavoratori altamente qualificati rientrati in Italia prima del 2020 e già iscritti all’Aire. In particolare, dovranno versare un contributo del 10% o del 5% del reddito imponibile a seconda del numero di figli.

Ddl Bilancio 2021, tax credit per i beni strumentali

Via libera anche alla nuova versione del credito d’imposta per i beni strumentali tradizionali e per quelli legati alla digitalizzazione 4.0 che partono, retroattivamente, per investimenti effettuati a partire dal 16 novembre 2020 e sarà in vigore fino a tutto il 2022.

In particolare, per quanto riguarda i beni digitali 4.0, sono previsti tre scaglioni. Per il 2021 con coda consegne a giugno 2022 l'aliquota sale:

  • al 50% fino a 2,5 milioni di costi ammissibili;
  • al 30% oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni;
  • al 10% oltre i 10 e fino a 20 milioni.

Nel periodo successivo le prime due aliquote scendono rispettivamente a 40% e 20% mentre resta del 10% quella per investimenti di taglia maggiore.

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