Disposizioni anticipate di trattamento, studio del Notariato

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Disposizioni anticipate di trattamento, studio del Notariato

Sul sito del Consiglio nazionale del Notariato è stato pubblicato, il 6 dicembre 2018, un nuovo elaborato dedicato al tema “Le disposizioni anticipate di trattamento”.

Lo studio notarile n. 136-2018/C, approvato dalla Commissione Studi Civilistici il 25 settembre e poi approvato dal CNN il 25-26 ottobre 2018, si sofferma, in particolare, sulle novità di cui alla Legge n. 219/2017, introduttiva, appunto, delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT), e sul ruolo del notaio in materia di scelte sul “fine vita”.

Sul tema, il Notariato ha già pubblicato, a inizio anno, un vademecum sulle principali novità immesse dalla novella legislativa.

Nel nuovo studio, viene messa in evidenza la centralità, nella normativa, del coinvolgimento del paziente nelle decisioni "esistenziali" in ordine ai trattamenti sanitari da ricevere.

DAT e testamento biologico

L’intervento del professionista notaio – viene sottolineato – è richiesto per quanto riguarda le menzionate disposizioni anticipate di trattamento (DAT), ovvero lo strumento attraverso cui ogni persona maggiorenne, capace di intendere e volere, può esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, in previsione di un'eventuale futura incapacità di autodeterminarsi.

Si tratta – viene spiegato dagli autori - di disposizioni con le quali una persona, temendo di perdere, a causa della malattia o dell’intervento chirurgico, la capacità di intendere e volere, individui i trattamenti sanitari ed il percorso terapeutico cui sottoporsi, potendo altresì attribuire ad un soggetto fiduciario l'incarico di prendere le decisioni terapeutiche in propria vece, per il tempo in cui non sarà in grado di farlo autonomamente.

I notai ricordano la diffusone dell’espressione, al riguardo, di “testamento biologico", espressione ritenuta “non corretta sul piano tecnico – giuridico” ma fortemente evocativa con riferimento all'ultrattività del volere rispetto alla capacità dell'autore, la proiezione nel futuro di detta volontà.

Nel testo vengono quindi analizzati i profili sostanziali e formali delle DAT, con particolari indicazione sui possibili contenuti delle disposizioni, sui presupposti richiesti dalla legge affinché le volontà possano dirsi consapevolmente espresse, sul ruolo del fiduciario.

L’attenzione viene poi focalizzata sui temi del rilascio di copie e della pubblicità dell’atto, alla luce della necessaria tutela della riservatezza del disponente e della necessità di dare adeguata attuazione all’impianto normativo.

 

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  • eDotto.com – Punto & Lex 1 febbraio 2018 - Biotestamento: Vademecum dal Notariato – Pergolari