Governo: approvata la NaDef. Conferma taglio al cuneo fiscale sul lavoro

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Governo: approvata la NaDef. Conferma taglio al cuneo fiscale sul lavoro

Su proposta del Ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, nella riunione del 27 settembre 2023 il Consiglio dei Ministri ha approvato la Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (NADEF) 2023 che porta alla delineazione della legge di bilancio 2024.

Il documento considera la complessa situazione economica internazionale, l’impatto della politica monetaria restrittiva, con l’aumento dei tassi d’interesse, e le conseguenze della guerra in Ucraina.

NaDef 2023: i numeri

Come si legge nel comunicato stampa governativo emanato alla fine della seduta del 27 settembre, il rapporto debito pubblico/PIL per il 2024 è previsto al 140,1 per cento.

Quest’anno vi è stata una discesa del dato dal 141,7% al 140,2% anche se in misura ridotta rispetto al preventivato 2,3% del Def di aprile.

La crescita del PIL è stimata allo 0,8 per cento nel 2023, all’1,2 per cento nel 2024 e, rispettivamente, all’1,4 per cento e all’1 per cento nel 2025 e nel 2026.

Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, si prevede in riduzione al 7,3 per cento nel 2024 (dal 7,6 per cento previsto per il 2023).

Per il Ministro Giorgetti la causa della mancata riduzione del debito – sarebbe calato diun punto all’anno – è da addebitarsi ai crediti fiscali riconosciuti al settore edilizio.

NaDef 2023: cosa aspettarsi

Il quadro economico, afferma il Governo, vede un rallentamento dell’economia in corso che, insieme all’andamento dell’inflazione, porta a dover rafforzare le politiche di sostegno ai redditi reali delle famiglie, in particolare quelle con redditi più bassi.

Si deve procedere a ridurre la pressione fiscale in maniera più consistente nel corso della legislatura.

Dunque nel Ddl di bilancio per il 2024 troveremo:

  • la conferma del taglio al cuneo fiscale sul lavoro anche nel 2024;
  • un primo debutto della riforma fiscale;
  • il sostegno alle famiglie e alla genitorialità;
  • conferma degli investimenti pubblici, con priorità a quelli del PNRR.

Si aggiunge che si dovrà continuare ad agire sulla strada dei rinnovi contrattuali del pubblico impiego, in particolare nel settore della sanità.

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