Ok al sequestro del profitto sui conti della società

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 204 depositata il 7 gennaio 2013, ha confermato la misura del sequestro preventivo finalizzato alla confisca disposto dal Tribunale del riesame di Salerno nei confronti dei conti correnti di una società; la misura cautelare era stata disposta nell’ambito di un’indagine in cui gli amministratori della società medesima erano personalmente accusati del reato di dichiarazione fraudolenta attraverso l'utilizzo di false fatture.

La difesa della società si era opposta al sequestro richiamando il Decreto legislativo n. 231/2001, ai sensi del quale non è prevista alcuna misura nelle ipotesi di reati tributari commessi dagli enti.

Argomentazione, quest’ultima, ritenuta priva di rilievo da parte della Suprema corte in quanto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca non era stato disposto per equivalente ma aveva riguardato, nella specie, somme di denaro che costituivano il profitto del reato. E secondo i giudici di legittimità detta misura è ammissibile “sia nel caso in cui la somma si identifichi proprio in quella che è stata acquisita attraverso l'attività criminosa, sia quando sussistono indizi per i quali il denaro di provenienza illecita risulti depositato in banca ovvero investito in titoli trattandosi di assicurare ciò che proviene dal reato e che si è cercato di occultare”.

Allegati

Anche in

  • Il Sole 24 Ore - Norme e Tributi, p. 15 - L'evasione Iva giustifica il sequestro del profitto del reato - Negri
  • ItaliaOggi, p. 24 – Conti societari confiscati anche per l’evasione Iva - Alberici
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