PNRR. Misura “Parco agrisolare”, firmato il decreto attuativo

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PNRR. Misura “Parco agrisolare”, firmato il decreto attuativo

Il 25 marzo è stato firmato dal Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali il decreto attuativo della misura «Parco agrisolare», nell’ambito del PNRR, a cui sono destinate risorse pari a 1,5 miliardi per gli anni compresi tra il 2022 e il 2026.

Il 40% delle risorse è riservato al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Entro il prossimo 30 giugno dovrà essere emanato il relativo Bando, che darà il via alla presentazione delle candidature dei progetti.

Obiettivo del Mipaaf è quello di diversificare le fonti energetiche, spingendo sulle rinnovabili, sostenendo gli investimenti per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, escludendo totalmente il consumo di suolo, tramite l'erogazione di un contributo che potrà coprire anche i costi di riqualificazione e ammodernamento delle strutture, con la rimozione dell'eternit e amianto sui tetti (ove presente) e/o migliorando coibentazione e areazione, anche al fine di contribuire al benessere degli animali.

Il target finale da raggiungere è l'installazione di pannelli fotovoltaici per una potenza complessiva pari a 375.000 kW, contribuendo così ad aumentare la sostenibilità, la resilienza, la transizione verde e l'efficienza energetica del settore.

L’agevolazione assumerà la forma di un contributo in conto capitale

“Parco agrisolare”, potenziali beneficiari

Potenziali beneficiari della misura sono:

  • gli imprenditori agricoli definiti dall’articolo 2135 del Codice civile, anche costituiti in società agricole;

  • le cooperative agricole dedite alle attività agricole, nonché le cooperative e i loro consorzi considerati imprenditori agricoli.

Incluse anche le imprese dell’agroindustria. Tuttavia, solo con l’emanazione del Bando si potranno conoscere gli effettivi destinatari di questo comparto, in quanto verranno individuati i codici Ateco delle attività ammesse all’incentivo.

I codici Ateco saranno di aiuto anche per la corretta individuazione dei fabbricati sui quali realizzare gli impianti agevolabili.

Sono, invece, esclusi i produttori agricoli in regime di esonero Iva previsto dall’articolo 34, comma 6, del Dpr 633/1972, aventi un volume di affari annuo inferiore a 7mila euro.

I soggetti beneficiari dovranno realizzare, collaudare e rendicontare gli interventi entro 18 mesi dalla data della pubblicazione dell’elenco degli ammessi.

La realizzazione, collaudo e rendicontazione degli interventi dovrà, comunque, essere garantita entro il 30 giugno 2026.

“Parco agrisolare”, spese ammissibili

Le spese ammissibili all’agevolazione sono quelle che consentono l’installazione di impianti fotovoltaici, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp.

Contemporaneamente a questa attività, possono essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:

  • rimozione e smaltimento dell’amianto (o, se del caso, dell’eternit) dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente;

  • realizzazione dell’isolamento termico dei tetti;

  • realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria.

Massimali previsti

Sono ammessi interventi fino a un limite di 1.500 euro/Kwp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, anche in considerazione delle dimensioni complessive dell’impianto e fino a ulteriori mille euro/Kwh ove siano installati anche sistemi di accumulo.

Tuttavia, il contributo complessivo corrisposto per i sistemi di accumulo non può eccedere 50mila euro.

Se vengono installate colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, potrà essere riconosciuta, in aggiunta ai suddetti massimali, una spesa fino ad un limite massimo ammissibile pari a 1.000 euro/Kw.

La spesa massima ammissibile per singolo progetto è pari a 750mila euro, nel massimo di 1 milione di euro per singolo soggetto beneficiario.

Tra le spese ammissibili sono ricomprese anche quelle di progettazione, asseverazioni e altre spese professionali.