ANF: riforma contraddittoria sulla durata dei processi

ANF: riforma contraddittoria sulla durata dei processi

L’Associazione Nazionale Forense è apparsa particolarmente critica rispetto all’impostazione che il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha voluto dare alla riforma dei processi, per quanto riguarda la durata dei medesimi.

E’ quanto si legge in un comunicato stampa dell’ANF del 16 luglio, dove sono riportate alcune dichiarazioni del segretario generale dell’Associazione, Luigi Pansini, rispetto alle recenti bozze di delega per la riforma dei processi civili e penali.

Pansini, in particolare, ha evidenziato una contraddizione rinvenibile tra le varie previsioni contenute nel testo del Guardasigilli che, a suo dire, porterebbe a vanificare “in radice l'idea stessa di riforma, che mina la credibilità della giurisdizione del nostro Paese e che agli occhi del cittadino si presenta come l'ennesima mancata risposta alla sua domanda di giustizia”.

Il riferimento è al fatto che, da una parte, sia stato introdotto un nuovo rito semplificato per i giudizi civili dinanzi al giudice monocratico, mentre, dall'altra, si preveda che la ragionevole durata di un procedimento venga estesa a quattro anni per il giudizio di primo grado, tre per quello di appello e due per quello di Cassazione (ovvero in nove anni totali).

“Se questi sono i risultati del lavoro di tavoli tecnici al Ministero” - conclude il segretario - “meglio lasciare le cose così come stanno e andare in vacanza".

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