Calderone: società tra professionisti inattuabili

A pochi giorni dal varo, ad opera del Governo, del nuovo intervento normativo attinente le liberalizzazioni, si fa sentire la voce del presidente del Cup, Marina Calderone. Punto focale i professionisti e le normative che li coinvolgono, varate alla fine dello scorso anno.

In primis, la riforma delle professioni: “Le professioni svolgono un ruolo sociale, a difesa di interessi sensibili che, anche se individuali, di riflesso incidono sulla collettività. Occorre valutare le professioni senza ideologismi e la riforma andrebbe affrontata con organicità. La continua successione di norme crea disorientamento, tra i professionisti e tra i clienti.”

Ma il presidente Calderone ha anche ribadito che nonostante l'apertura alle società professionali (Stp), di fatto la loro creazione rimane costellata da molti dubbi: occorrerà attendere i decreti attuativi e poi valutare quali correttivi adottare. La problematica più rilevante rimane quella della partecipazione, senza alcun limite, del socio di capitale. Sul punto il Cup ha emanato una circolare esplicativa degli interventi necessari.

Altro tema scottante è quello delle tariffe professionali. Calderone afferma che le tariffe sono un riferimento, va poi considerata la qualità del servizio reso al cittadino. Sta di fatto che molte parcelle si presentano complicate, non facendo comprendere il significato di certe voci in esse elencate. Ora, la Legge n. 148/2011 ha stabilito che la parcella va concordata per iscritto tra cliente e professionista. La legge va rispettata.

Infine, per aprire le porte degli studi professionali anche ai più giovani, dotati di capacità intellettuali ma non di denaro, rammenta Marina Calderone che era stata avanzata una proposta per cui questi potessero apportare, in partecipazione alla società professionale, la loro dotazione intellettuale.

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