Dl Carburanti approvato dal Senato. Aiuti per autotrasporto e pesca
Pubblicato il 23 aprile 2026
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Il Senato della Repubblica, nella seduta del 22 aprile 2026, ha approvato il disegno di legge di conversione del DL Carburanti (DL 33/2026) con 83 voti favorevoli e 53 contrari.
Il provvedimento, adottato per fronteggiare gli effetti dell’aumento dei costi energetici legati alle tensioni internazionali, passa ora all’esame della Camera dei Deputati dove il testo dovrà essere definitivamente approvato per completare il percorso di conversione in legge.
L’intervento normativo si muove su un doppio binario: da un lato, punta a rafforzare i controlli e la trasparenza nella formazione dei prezzi dei carburanti; dall’altro, introduce misure di alleggerimento economico per i comparti che stanno risentendo maggiormente dei rincari, in particolare autotrasporto e pesca.
Prezzi dei carburanti sotto osservazione per tre mesi
Uno degli assi portanti del decreto modificato è rappresentato dal rafforzamento del sistema di vigilanza sui prezzi. Il testo approvato dal Senato prevede infatti, per un periodo di tre mesi, un regime più stringente di trasparenza finalizzato a limitare fenomeni speculativi e a rendere più chiaro l’andamento dei listini praticati al pubblico.
In questa prospettiva viene introdotto l’obbligo di comunicazione dei prezzi, accompagnato dal divieto di rincari infragiornalieri, cioè di modifiche al rialzo effettuate più volte nell’arco della stessa giornata. Si tratta di una misura che mira a dare maggiore certezza agli utenti e a evitare oscillazioni improvvise dei prezzi alla pompa, spesso difficili da giustificare in termini di effettivo andamento dei costi.
Il sistema dei controlli sarà affidato al Garante per la sorveglianza dei prezzi e alla Guardia di Finanza, chiamati a monitorare il rispetto delle nuove regole e a contrastare eventuali condotte elusive o speculative lungo la filiera distributiva.
Riduzione delle accise per contenere l’impatto dei rincari
Accanto alla leva dei controlli, il decreto interviene anche sul piano fiscale. Il testo conferma infatti una riduzione temporanea delle accise su benzina, gasolio e GPL, con l’obiettivo di attenuare gli effetti dell’aumento dei prezzi sui consumatori e sulle attività economiche più esposte.
La logica dell’intervento è quella di contenere, almeno in parte, il trasferimento dei maggiori costi energetici su famiglie e imprese, in una fase caratterizzata da forte instabilità dei mercati internazionali e da una pressione crescente sui costi di approvvigionamento.
La misura si inserisce nel quadro degli strumenti emergenziali già utilizzati in passato per sterilizzare, almeno parzialmente, l’impatto degli aumenti dei prodotti energetici, ma in questo caso si accompagna a un impianto più strutturato di monitoraggio dei prezzi e di verifica dei comportamenti degli operatori.
Credito d’imposta per l’autotrasporto
Tra le categorie direttamente interessate dal provvedimento figura il settore dell’autotrasporto, particolarmente penalizzato dall’incremento del costo del carburante. Per queste imprese il decreto prevede un credito d’imposta, pensato come misura di compensazione rispetto all’aumento delle spese sostenute per l’attività.
Le modalità operative per il riconoscimento del beneficio saranno definite da successivi decreti attuativi, che dovranno disciplinare criteri, termini e procedure di accesso. Il meccanismo, secondo quanto emerge dal testo, sarà collegato a un sistema di aggiornamento periodico fondato sul costo effettivo del gasolio, così da rendere il sostegno più aderente all’andamento reale del mercato.
Si tratta di un intervento rilevante per un comparto che, per natura, subisce in misura immediata ogni variazione dei prezzi dei carburanti, con ricadute dirette sui costi di trasporto, sulla logistica e, in ultima analisi, sull’intera catena produttiva.
Sostegno fiscale anche per il comparto della pesca
Analogo sostegno è previsto per il settore della pesca, anch’esso fortemente esposto agli effetti del caro carburanti. Il decreto riconosce infatti un credito d’imposta pari al 20% sulle spese sostenute per il carburante, nel rispetto dei limiti fissati dalla disciplina europea in materia di aiuti di Stato.
La misura è destinata a offrire una prima risposta a un comparto che negli ultimi mesi ha evidenziato crescenti difficoltà economiche, dovute all’incremento dei costi operativi e alla riduzione dei margini di sostenibilità dell’attività.
Il tema assume una particolare rilevanza anche sul piano territoriale, alla luce delle tensioni registrate in alcune marinerie, dove il peso del carburante incide in modo diretto sulla possibilità stessa di uscita in mare e sulla tenuta economica delle imprese ittiche.
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