Fiducia della Camera alla proroga di termini. Ma Napolitano dice “stop” ad emendamenti fuori tema

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Con la fiducia votata dalla Camera, il c.d. "Milleproroghe" diviene legge. La vicenda che ha interessato l'approvazione del provvedimento è stata oggetto di una lettera che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato ai Presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio, in cui esprime la sua disapprovazione per l'uso di proporre emendamenti ai decreti legge in corso di approvazione in Parlamento, che non sono ricollegabili al contenuto del testo. E richiama l'attenzione sulla recentissima sentenza della Corte Costituzionale - n. 22 del 2012 - che ha annullato disposizioni inserite dalle Camere in un decreto nel corso dell'esame del relativo Ddl di conversione. Per il futuro auspica che vengano evitate ammissioni di modifiche incongruenti.

Il testo contiene slittamenti di norme ad argomento vario. La più rilevante ed attesa è sicuramente quella che riguarda il capitolo pensioni.

I lavoratori vicini all'età pensionabile che hanno contrattato con il datore di lavoro un incentivo per uscire dall'azienda e che, secondo le disposizioni introdotte dalla riforma pensionistica, sarebbero rimasti senza pensione e senza stipendio, potranno accedere al trattamento di acquiescenza in base alle vecchie regole pensionistiche, se hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 31 dicembre 2011 compreso. Questo deve risultare da accordi individuali e collettivi.

Sul fronte dei lavoratori precoci, il salvagente prevede che si aprano le porte della pensione, fino al 2017, per coloro che abbiano maturato 42 anni di contributi, anche se non avranno compiuto 62 anni e senza i paletti introdotti con la riforma. Il calcolo dell'anzianità contributiva comprende anche i periodi di maternità, di leva, di infortunio, di malattia, di cassa integrazione ordinaria, i contributi figurativi delle madri con figli disabili e degli uomini che hanno usufruito della paternità obbligatoria.

Altro nodo affrontato, lo slittamento del termine per chiudere le liti fiscali pendenti: il pagamento potrà essere effettuato entro il 2 aprile 2012. Ma il testo del "Milleproroghe" contiene anche il differimento per un'altra data relativa alla definizione delle liti tributarie: si tratta del termine entro cui deve essere stato presentato il ricorso all'ufficio tributario, per valutare la pendenza della lite, che deve considerarsi non più il 1° maggio 2011, bensì il 31 dicembre 2011.

Altre proroghe attengono:

- alla presentazione delle istanze per il cambio di categoria catastale degli immobili rurali da parte degli agricoltori: scade il 30/6/2012;

- alla chiusura delle partite Iva inattive, con sanzione pari a 129 euro: scade il 31 marzo 2012;

- al pagamento dei tributi, dei contributi previdenziali e dei premi Inail per gli alluvionati delle province delle regioni toccate dagli eventi alluvionali dell'autunno 2011: i termini in scadenza al 30 giugno 2012 sono spostati al 16 luglio 2012. Il pagamento può avvenire in 3 rate mensili di pari importo.
Links Anche in
  • Il Sole 24 Ore, p. 12 - Slittano i pagamenti a carico degli alluvionati - Tosoni
  • Il Sole 24 Ore, p. 12 - Per le liti fiscali pendenti l'appello diventa più esteso - Morina, Morina
  • Il Sole 24 Ore, p. 13 - Pensioni, salvaguardia parziale i

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