Finanziamenti “Smart & start” per imprese ad alto contenuto innovativo

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Finanziamenti “Smart & start” per imprese ad alto contenuto innovativo

Smart&Start Italia è uno strumento agevolativo che ha come obiettivo la promozione delle startup ad elevato contenuto innovativo. Alla misura sono destinate anche le risorse del PNRR (M1C1 1.2), che, per l’anno 2023, presentano un forte orientamento all’imprenditoria femminile. Con tale strumento, Invitalia finanzia progetti compresi tra 100.000 e 1,5 milioni di euro. Lo sportello è aperto e le domande possono essere presentate attraverso la piattaforma web messa a disposizione dal soggetto gestore. Non ci sono graduatorie né scadenze. Le domande, una volta inviate mediante la procedura informatica, sono esaminate entro 60 giorni, in base all’ordine di arrivo. Invitalia valuta i business plan, concede i finanziamenti e monitora la realizzazione dei progetti.

Risultati - Dati aggiornati al 1°aprile 2023

1.443

Startup innovative finanziate

743 €/Mln

Investimenti attivati

564 €/Mln

Agevolazioni concesse

 

Soggetti beneficiari

Possono richiedere le agevolazioni le startup innovative di micro e piccola dimensione, costituite da non più di 60 mesi al momento della presentazione della domanda, iscritte all’apposita sezione del Registro delle imprese e con sede legale e operativa nel territorio nazionale. Gli incentivi possono essere richiesti anche da team di persone fisiche che vogliono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello "startup Visa”. In tal caso, la costituzione della società deve intervenire entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni. Possono ottenere le agevolazioni Smart&Start Italia anche le imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede operativa sul territorio italiano; quest’ultimo requisito deve essere dimostrato alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni.

ATTENZIONE: La startup innovativa è una tipologia di impresa che risponde ai requisiti indicati con gli articoli da 25 a 32 del DL n. 179/2012. L'impresa startup innovativa può assumere la forma giuridica di società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione.

Disposizioni generali - principali FAQ

È necessario costituire la società per presentare la domanda di agevolazione?

NO, è possibile farlo anche in seguito, dopo l’esito della valutazione.

In caso di valutazione positiva, il proponente riceverà una comunicazione di ammissione alle agevolazioni tramite PEC. Da quel momento i proponenti hanno un tempo massimo di 30 giorni per costituire formalmente la società e per richiedere l’iscrizione alla sezione speciale del Registro imprese. La dimostrazione dell’effettiva iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese deve essere dimostrata alla data di richiesta della prima erogazione delle agevolazioni.

Nel caso di una startup innovativa non ancora costituita chi presenta la domanda di agevolazione?

Nel caso in cui la società non è costituita, la domanda di agevolazione firmata digitalmente deve essere inoltrata da uno dei futuri soci della società che verrà in seguito costituita.

La compagine sociale della società che si intende costituire dovrà essere composta esclusivamente da persone fisiche.

Esistono requisiti specifici per i soci della società beneficiaria?

Non ci sono particolari requisiti di età, sesso o residenza dei soci.

I cittadini extracomunitari possono presentare domanda di agevolazione?

Sì, i cittadini extracomunitari non residenti in Italia possono presentare domanda purché in possesso del visto startup.

Cosa si intende per Team?

Si tratta delle figure strategiche, in possesso di competenze manageriali e/o tecniche funzionali alla realizzazione del piano d’impresa, ovvero soci e/o dipendenti. In ogni caso, la variazione delle figure strategiche indicate in domanda quali componenti del Team, deve essere comunicata tramite PEC all’indirizzo smartstartitalia@pec.invitalia.it.

 

Piano d’impresa

Sono ammissibili alle agevolazioni i piani di impresa aventi ad oggetto la produzione di beni e l’erogazione di servizi che presentano almeno una delle seguenti caratteristiche:

  • significativo contenuto tecnologico e innovativo;
  • sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
  • valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata (spin off da ricerca).

I piani d’impresa possono essere realizzati anche in collaborazione con organismi di ricerca, incubatori e acceleratori d’impresa - Digital Innovation Hub.

ATTENZIONE: Non sono ammissibili al beneficio (ai sensi dei punti 4.6 e 4.7 della circolare n. 439196/2019) le iniziative riconducibili:

  • al settore della produzione primaria dei prodotti agricoli;
  • al sostegno ad attività connesse all’esportazione;
  • al settore carboniero, ossia gli aiuti per agevolare la chiusura di miniere di carbone non competitive.

L’incentivo, in particolare, finanzia i piani d’impresa, di importo compreso tra 100 mila euro e 1,5 milioni di euro, comprendenti le seguenti categorie di spese:

  • immobilizzazioni materiali quali impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico-scientifici, nuovi di fabbrica, purché coerenti e funzionali all’attività d’impresa;
  • immobilizzazioni immateriali necessarie all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata, quali brevetti, marchi e licenze, certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate, correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  • servizi funzionali alla realizzazione del piano d’impresa, direttamente correlati alle esigenze produttive dell’impresa (progettazione, sviluppo, personalizzazione e collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi, consulenze specialistiche tecnologiche, servizi forniti da incubatori e acceleratori d’impresa e quelli relativi al marketing ed al web-marketing, costi connessi alle collaborazioni instaurate con organismi di ricerca ai fini della realizzazione del piano d’impresa);
  • personale dipendente e collaboratori a qualsiasi titolo aventi i requisiti indicati all’articolo 25, comma 2, lett. h), n. 2, del D.L. n. 179/2012, nella misura in cui sono impiegati nella realizzazione del piano d’impresa.

Nei limiti del 20% delle predette spese è, altresì, ammissibile a contribuzione un importo a copertura delle esigenze di capitale circolante connesse al sostenimento di spese per materie prime, servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa (ivi compresi quelli di hosting e housing) e godimento di beni di terzi. I piani di impresa devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e devono essere conclusi entro 24 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento. Pertanto, le spese del piano devono essere sostenute nei 24 mesi successivi alla firma del contratto.

Esempi di spese del piano d’impresa

Esempi di costi di funzionamento

  • Impianti, macchinari e attrezzature nuove di fabbrica
  • Componenti hardware e software
  • Brevetti, marchi e licenze
  • Certificazioni, know-how e conoscenze tecniche correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa
  • Licenze e diritti relativi all’utilizzo di proprietà industriale
  • Licenze relative all’utilizzo di software
  • Progettazione, sviluppo, personalizzazione, collaudo di soluzioni architetturali informatiche e impianti tecnologici produttivi
  • Consulenze specialistiche tecnologiche
  •  Costi salariali relativi al personale dipendente, nonché costi relativi a collaboratori
  • Servizi di incubazione e di accelerazione di impresa
  • Investimenti in marketing e web marketing
  • Materie prime
  • Servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa
  • Hosting e housing
  • Godimento beni di terzi

Tipologie di agevolazioni

Le startup richiedenti possono beneficiare di un finanziamento a tasso “zero”, senza alcuna garanzia, a copertura dell’80% delle spese ammissibili. L’importo del finanziamento può arrivare al 90% se la startup è costituita interamente da donne e/o da giovani under 36 anni, oppure se tra i soci è presente un esperto col titolo di dottore di ricerca italiano (o equivalente) che lavora all’estero e vuole rientrare in Italia.

ATTENZIONE: I titoli per i quali è riconosciuta una equipollenza al titolo di dottore di ricerca sono espressamente previsti dal Miur.

Le startup con sede in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia possono godere di un contributo a fondo perduto pari al 30% del mutuo e restituire solo il 70% del finanziamento ricevuto per le spese del piano di impresa. Il finanziamento va restituito in 10 anni a partire dal 12° mese successivo all’ultima quota di finanziamento ricevuto.

NOTA BENE: L’art. 38, comma 11 del D.L. 34/2020 estende il contributo a fondo perduto (pari al 30% delle spese ammissibili del piano di impresa per le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) anche alle startup innovative localizzate nel “Cratere sismico” del Centro Italia (si tratta delle startup innovative localizzate nei comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017 e specificati negli allegati 1, 2 e 2-bis del D.L. n. 189/2016, convertito).

È previsto, poi, un punteggio “aggiuntivo” in fase di valutazione per le iniziative che:

  • attivano collaborazioni con incubatori, acceleratori d’impresa, compresi gli innovation hub e gli organismi di ricerca;
  • operano al Centro-Nord e realizzano piani di impresa al Sud;
  • dispongono di un accordo di investimento con un investitore qualificato;
  • dispongono del rating di legalità.

Per le startup innovative localizzate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e nei comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017 e specificati negli allegati 1, 2 e 2-bis del decreto-legge 17 ottobre 2016, n.189, convertito, con modificazioni, dalla legge15 dicembre 2016, n.229, nei limiti delle risorse disponibili,

Servizi di Tutoraggio

Le startup costituite da meno di 12 mesi possono contare su servizi di tutoring tecnico-gestionale nella fase di avvio (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.). Il servizio ha come obiettivo il rafforzamento delle competenze dei neoimprenditori nella fase di avvio del progetto (pianificazione finanziaria, marketing, organizzazione, ecc.), con un programma strutturato sulle specifiche esigenze di ogni singola startup.

Il programma è composto da un mix di servizi erogati sotto forma di webinar specialistici su ambiti di interesse delle imprese e un servizio di mentorship che prevede l’affiancamento di un esperto all’impresa beneficiaria per la gestione degli ambiti manageriali individuati nella fase di definizione del piano.

Ad ogni impresa beneficiaria viene abbinato un tutor con il compito di garantire l’effettuazione del servizio di tutoraggio e il monitoraggio dell’efficacia complessiva del servizio a favore dell’impresa. Il valore dei  servizi è pari a 15.000 euro per le startup localizzate nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e 7.500 euro per le startup localizzate nel restante territorio nazionale.

Conversione del finanziamento agevolato

Con decreto del 24 febbraio 2022 il MiSE ha previsto che le start up innovative beneficiarie delle agevolazioni che siano destinatarie di investimenti nel proprio capitale di rischio attuati da investitori terzi ovvero da soci persone fisiche, possono richiedere la conversione del finanziamento agevolato già ottenuto in contributo a “fondo perduto”, fino a un importo pari al 50% delle somme apportate dagli investitori terzi ovvero dai soci persone fisiche e, comunque, nella misura massima del 50% del totale delle agevolazioni concesse alla startup.

La circolare 4 luglio 2022 ha previsto la possibilità di presentare le richieste di conversione di una quota del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto a partire dal 14 luglio 2022. Le richieste possono essere presentate anche dalle imprese che, alla medesima data, siano state già ammesse alle agevolazioni previste per la realizzazione dei piani di impresa e che non abbiano terminato tali piani da oltre 24 mesi.

Presentazione domanda

Le domande per accedere al finanziamento devono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma web di Invitalia. In particolare, per richiedere le agevolazioni è necessario:

  • essere in possesso di una identità digitale (SPID, CNS, CIE) con la quale accedere alla piattaforma;
  • entrare all'area riservata per compilare online la domanda, caricare il business plan e gli allegati.

Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC):

  • per le società già costituite, la domanda deve essere presentata dal rappresentante legale della società che la deve firmare digitalmente;
  • per le società non costituite, la domanda deve essere presentata dalla persona referente del progetto che la deve firmare digitalmente. Il referente del progetto deve essere uno dei futuri soci della società.

Al termine della compilazione del piano di impresa e dell’invio telematico della domanda e dei relativi allegati, verrà assegnato un protocollo elettronico.

Non ci sono scadenze né graduatorie. Invitalia valuta le domande in base all’ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei fondi. La valutazione prevede una verifica formale e una valutazione di merito, compreso il colloquio con gli esperti di Invitalia, e si conclude in 60 giorni, salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti. L’accesso alle agevolazioni è subordinato alla stipula di un contratto di finanziamento tra Invitalia e l’impresa beneficiaria.

L’erogazione delle agevolazioni

L’erogazione delle agevolazioni per stato di avanzamento può avvenire sulla base di fatture quietanzate e non quietanzate. In caso di fatture non quietanzate (nei limiti, comunque, del 30% delle spese ammesse alle agevolazioni) il pagamento delle stesse dovrà essere dimostrato al successivo stato avanzamento lavori, fatta salva la facoltà di Invitalia di richiedere la documentazione attestante l’avvenuto pagamento dei titoli di spesa decorsi 6 mesi dalla richiesta di erogazione dello stato avanzamento lavori ed in assenza di ulteriori richieste. L’erogazione delle agevolazioni può avvenire anche attraverso l'utilizzo di un contratto di c/c vincolato.

ATTENZIONE: L’erogazione del finanziamento è effettuata proporzionalmente agli stati avanzamento lavori rendicontati, mentre la rendicontazione dei costi di personale avviene con la modalità dei costi standard.

Erogazioni delle agevolazioni - Principali FAQ

Le modalità di pagamento dei titoli di spesa rendicontati, sono solo quelli previsti nella Circolare MiSE?

Si, tutti i pagamenti devono essere effettuati attraverso le modalità previste nella Circolare, utilizzando uno o più conti corrente ordinari intestati all’impresa beneficiaria dedicati, anche in via non esclusiva, alla realizzazione del piano d’impresa (comunicati nell’apposito campo della richiesta di erogazione) e, al fine di ottemperare agli obblighi previsti per la tracciabilità dei flussi finanziari, i documenti che comprovano il pagamento dei titoli di spesa rendicontati (incluse le dichiarazioni di quietanza del fornitori), ad eccezione dei costi per personale dipendente, dovranno riportare il CUP indicato nella comunicazione di ammissione alle agevolazioni ovvero all’interno del contratto di finanziamento.

Se non mi è stato ancora attribuito il CUP in che modo posso ottemperare agli obblighi previsti per la tracciabilità dei flussi finanziari?

Per le sole spese di investimento sostenute nel periodo compreso tra la data di presentazione della domanda e la comunicazione del CUP è possibile utilizzare l’identificativo della domanda di ammissione alle agevolazioni, ovvero il codice alfanumerico composto dalle lettere SSI seguite da sei cifre, nonché esplicita indicazione della misura agevolativa (Smart Start Italia). Tali riferimenti della domanda devono essere inseriti sia nei titoli di spesa sia nella causale dei relativi pagamenti.

Posso effettuare la rendicontazione per il personale dipendente secondo la metodologia dei costi standard?

Si, ma solo se la domanda è stata presentata successivamente alla pubblicazione della circolare n. 439196/2019. La metodologia dei costi standard non è applicabile ai collaboratori a qualsiasi titolo. Il personale dipendente e i collaboratori a qualsiasi titolo devono essere stati già pagati al momento della rispettiva rendicontazione. E’ possibile rendicontare esclusivamente personale dipendente con mansioni tecniche impiegato funzionalmente nella realizzazione del piano di impresa. Sono esclusi gli addetti amministrativi, contabili e commerciali di qualsiasi livello.

Quali sono le modalità per richiedere l’anticipazione delle agevolazioni?

L’anticipazione dovrà essere presentata entro 4 mesi dalla data di firma contratto e la richiesta non dovrà essere superiore al 40% dell’importo complessivo delle agevolazioni concesse. L‘istanza dovrà essere corredata da fidejussione o polizza fidejussoria di importo pari all’anticipazione richiesta e di durata almeno pari a 36 (più eventuale proroga tacita di 6 mesi ove la fidejussione non sia stata previamente svincolata da Invitalia) dalla data di emissione, alle condizioni previste dal suddetto punto.

Come possono essere rendicontate i titoli di spesa non quietanzati?

Ogni SAL può contenere titoli di spesa non ancora quietanzati nel limite massimo del 30% delle spese ammesse alle agevolazioni. Pertanto, la singola richiesta di erogazione può essere costituita anche esclusivamente da titoli non quietanzati nel limite suindicato. Tale percentuale si intende rinnovata per ogni singolo SAL, previa dimostrazione dei pagamenti dei titoli di spesa presentati nel Sal precedente. Nel caso in cui sia stata ottenuta l’anticipazione, il 1° SAL rendicontato dovrà contenere titoli di spesa già quietanzati per un ammontare almeno pari all’importo dell’anticipazione richiesta. Il Saldo delle agevolazioni dovrà in ogni caso essere interamente quietanzato.

Se si utilizza il percorso a fatture non quietanzate con c/c vincolato/convenzione ABI valgono le stesse condizioni di cui al punto precedente?

No. In tal caso la società beneficiaria dovrà apportare la quota non coperta da agevolazione sul c/c vincolato contestualmente alla richiesta di erogazione delle agevolazioni, fornendo nella stessa richiesta evidenza documentale dell’apporto. In ogni caso, le spese per il personale dovranno essere interamente quietanzate al momento della rendicontazione.

Il contributo relativo alle spese per il personale sarà erogato sul c/c ordinario intestato alla società beneficiaria.

 

Quadro Normativo