Giustizia amministrativa. Inaugurato l’anno giudiziario 2018

Giustizia amministrativa. Inaugurato l’anno giudiziario 2018

Il nuovo anno giudiziario presso il Consiglio di stato è stato aperto, il 30 gennaio 2018, con la tradizionale lettura, da parte del Presidente, Alessandro Pajno, della relazione di inaugurazione.

Alla cerimonia hanno partecipato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e diverse autorità, compresi i componenti del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa.

Dati giustizia amministrativa 2017

Enumerati, attraverso la relazione, i dati e i risultati ottenuti dalla giustizia amministrativa nel 2017.

Da quanto si apprende, si sono ridotti i numeri relativi all’arretrato pendente, la cui percentuale si attesta al 12% circa: rispetto al 2016 sono stati presentati 28.301 ricorsi in meno, le pendenze sono passate da 238.726 a 210.425.

I ricorsi complessivamente definiti, nel 2017, dai giudici amministrativi – ossia da Tar, Consiglio di Stato e Consiglio di giustizia per la Regione Siciliana - sono ben 85.846, mentre gli affari conclusi sono 9.990 presso il Consiglio di Stato e 75.856 presso i Tar; segnalata, a seguire, anche la celerità dei tempi del processo cautelare.

Con riferimento alle gare pubbliche, la percentuale di impugnazione delle procedure di appalto è pari a circa al 2,7%, un dato segnalato come inferiore rispetto all’apparente “percezione” delle dimensioni del contenzioso sui contratti pubblici.

Tra queste procedure, viene evidenziato come la richiesta di tutela giurisdizionale sia più frequente in presenza di appalti di elevato valore, come nel caso dei grandi “appalti CONSIP”, il cui tasso di impugnazione raggiunge circa il 30%, a fronte del citato 2,7% nazionale.

Piano straordinario di smaltimento dell’arretrato

Il presidente Pajno ha poi ricordato la deliberazione dell’avvio, da parte del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, di un nuovo programma di smaltimento dell’arretrato della durata di un anno, che prevede un incremento della produttività dei magistrati in servizio e delle strutture amministrative di suppoto all’attività giurisdizionale.

E’ stato quindi spiegato come, grazie alla collaborazione dei capi degli Uffici giudiziari che hanno aderito, sia stato definito il calendario delle udienze e siano stati individuati i ricorsi pendenti da più tempo.

Di seguito, la relazione ha fatto riferimento alle riforme attuate nel corso del 2017, in tema di ufficio del processo, di sinteticità degli atti processuali, di processo amministrativo telematico, in vigore dal 1° gennaio 2017, e di digitalizzazione totale degli atti processuali.

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