Imprese sequestrate o confiscate, via libera alla CIGS

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Imprese sequestrate o confiscate, via libera alla CIGS

Semaforo verde alla CIGS in favore di lavoratori sospesi dal lavoro o impiegati ad orario ridotto, dipendenti da aziende sequestrate o confiscate sottoposte ad amministrazione giudiziaria. Il trattamento deve essere inviato dall'amministratore giudiziario, entro un congruo termine, tramite il portale “cigsonline”. All’istanza deve essere allegato l’elenco nominativo dei lavoratori interessati, con indicazione di nome, cognome e codice fiscale. L’erogazione del trattamento è affidata all’INPS.

Ai fini della corretta compilazione della relativa domanda (mod. SR 40), si evidenzia che la numerazione dei decreti relativi alla misura in argomento non segue quella dei decreti CIGS, essendo gli stessi emanati da una diversa divisione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Conseguentemente, in “sistema UNICO”, i decreti in parola saranno catalogati con cinque cifre, di cui:

  • le prime due corrisponderanno all’anno;
  • la terza sarà sempre “9”;
  • le restanti due indicheranno il numero di repertorio (a titolo di esempio, quindi, il primo decreto del 2019 sarà numerato come “19901”).

Ne dà notizia l’INPS, con il messaggio n. 2679 del 12 luglio 2019.

Aziende sequestrate o confiscate, nuove tutele per i lavoratori

All’art. 1 del D.Lgs. n. 72/2018, il legislatore ha introdotto un trattamento di sostegno al reddito, pari al trattamento straordinario di integrazione salariale (CIGS), a favore dei lavoratori sospesi dal lavoro o impiegati ad orario ridotto, dipendenti da aziende sequestrate e confiscate, sottoposte ad amministrazione giudiziaria, per le quali è stato approvato il programma di prosecuzione o di ripresa dell’attività di cui all’art. 41 del D.Lgs. n. 159/2011, e fino alla loro assegnazione o destinazione.

Le risorse finanziarie sono state ripartite con Decreto Interministeriale n. 2 del 29.03.2019. A tal fine, il legislatore ha previsto un importo di 7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e nel limite di 6 milioni di euro per l’anno 2020.

Il predetto decreto legislativo, attuativo della previsione contenuta nell’art. 34 della L. n. 161/2017, ha l’obiettivo di favorire l’emersione del lavoro irregolare, il contrasto dell’intermediazione illecita e dello sfruttamento del lavoro, nonché di consentire, ove necessario, l’accesso all’integrazione salariale e agli ammortizzatori sociali.

Aziende sequestrate o confiscate, ambito di applicazione

La misura si applica a tutti i casi in cui si tratta di aziende che non rientrano nel campo di applicazione della normativa in tema di CIGO e CIGS, oppure che, avendo beneficiato di precedenti trattamenti di CIGO/CIGS, abbiano raggiunto il limite temporale consentito nel quinquennio mobile o, infine, nei casi in cui non ricorrano i presupposti richiesti dalle singole causali di intervento.

L’ammortizzatore sociale è concesso anche ai lavoratori dipendenti per i quali il datore di lavoro non ha adempiuto in tutto o in parte agli obblighi in materia di lavoro e legislazione sociale, il cui rapporto di lavoro è riconosciuto con il decreto di approvazione del programma di prosecuzione o di ripresa dell'attività di cui all'art. 41 del D.Lgs. n. 159/2011 o con altri provvedimenti anche precedenti del tribunale o del giudice delegato.

Aziende sequestrate o confiscate, durata

Il trattamento di sostegno al reddito, pari al trattamento di integrazione salariale, può essere concesso per la durata complessiva di dodici mesi nel triennio “2018-2019-2020”, con riconoscimento della contribuzione figurativa ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. n. 148/2015.

Aziende sequestrate o confiscate, condizioni di esclusione

Il trattamento non può essere richiesto per:

  • i lavoratori indagati, imputati o condannati per il reato di associazione mafiosa, per i reati aggravati ai sensi dell'articolo 416-bis.1, primo comma, del codice penale o per reati ad essi connessi;
  • il proposto, il coniuge del proposto o la parte dell'unione civile, i parenti, gli affini e le persone con essi conviventi, ove risulti che il rapporto di lavoro sia fittizio o che gli stessi si siano concretamente ingeriti nella gestione dell'azienda;
  • i lavoratori che abbiano concretamente partecipato alla gestione dell'azienda prima del sequestro e fino all'esecuzione di esso.

Il trattamento, inoltre, cessa di essere corrisposto nel momento in cui le condizioni di esclusione di cui sopra si realizzano ed è revocato, con effetto retroattivo, quando tali condizioni sono accertate successivamente.

CIGS per imprese sequestrate o confiscate, presentazione domanda

Come precisato in premessa, il trattamento di integrazione salariale deve essere richiesto dall'amministratore giudiziario, entro un congruo termine, tramite il portale “cigsonline”. Acquisita l’istanza, la Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e della formazione ne dà tempestiva comunicazione al Prefetto competente per territorio, per l'attivazione del confronto sindacale, e all'INPS.

L’accordo sottoscritto all’esito del confronto sindacale deve contenere la quantificazione dell’onere di spesa, sulla base del massimale CIGS previsto per l’annualità di riferimento. Inoltre, deve essere trasmesso dal Prefetto competente per territorio al Ministero del lavoro e delle politiche sociali - Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e della formazione, tramite Pec all’indirizzo dgammortizzatorisociali.div3@pec.lavoro.gov.it.

 

Allegati Anche in
  • eDotto.com – Edicola del 17 maggio 2019 - Imprese confiscate, l’integrazione salariale è pagata direttamente dall’INPS – Bonaddio

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