Inps, nuovo manuale di classificazione previdenziale
Pubblicato il 10 ottobre 2025
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La classificazione previdenziale rappresenta uno degli strumenti fondamentali attraverso i quali l’Inps esercita la propria potestà esclusiva in materia di inquadramento dei datori di lavoro e dei soggetti obbligati al versamento dei contributi previdenziali.
Tale competenza trova fondamento giuridico nell’articolo 49 della legge n. 88 del 9 marzo 1989, che attribuisce all’Istituto il potere di definire, aggiornare e gestire le regole di classificazione delle attività ai fini dell’assicurazione obbligatoria.
L’attività di classificazione è dunque di rilevanza fondamentale, poiché consente di individuare correttamente l’obbligo contributivo a carico dei datori di lavoro e di garantire una corretta applicazione delle aliquote previdenziali e assistenziali.
Ogni impresa, al momento dell’iscrizione o della variazione della propria attività, viene infatti inquadrata in base al settore produttivo di appartenenza, secondo parametri oggettivi che tengono conto del codice ATECO, del Codice Statistico Contributivo (CSC) e del Codice di Autorizzazione (CA).
L’accuratezza della classificazione previdenziale non perciò è solo un adempimento tecnico, ma rappresenta il presupposto essenziale per la corretta determinazione dei contributi dovuti e per la tutela dei lavoratori iscritti alle diverse gestioni; in assenza di un sistema di classificazione aggiornato e coerente con l’evoluzione delle attività economiche, vi sarebbe infatti il rischio di errori contributivi, contenziosi e disallineamenti tra la posizione previdenziale del datore di lavoro e quella effettiva dei dipendenti.
Negli ultimi decenni, l’Inps ha progressivamente affinato il proprio sistema di classificazione, adattandolo ai mutamenti del tessuto produttivo nazionale e ai sistemi statistici ufficiali.
A partire dalla classificazione ISTAT 1991, passando per le versioni successive (ATECO 2002, ATECO 2007 e ATECO 2021), l’Istituto ha operato infatti una costante attività di aggiornamento e allineamento, processo che ha raggiunto una nuova tappa fondamentale con l’introduzione del nuovo sistema ATECO 2025, sviluppato da ISTAT con il contributo tecnico dell’Inps, che partecipa come componente del tavolo interistituzionale per la definizione dei codici delle attività economiche.
L’adozione dell’ATECO 2025 ha però imposto una profonda rivisitazione del sistema di inquadramento previdenziale, comportando un massiccio lavoro di trascodifica delle posizioni contributive dei datori di lavoro.
Tale attività ha avuto come obiettivo la rimozione di codifiche obsolete, l’eliminazione di incoerenze interne e la ricostruzione di categorie più attuali e rappresentative del panorama produttivo italiano: il risultato è un sistema più preciso, coerente e automatizzato, in grado di rispondere alle esigenze di trasparenza, efficienza e semplificazione richieste dal mercato e dagli intermediari.
Il nuovo manuale di classificazione previdenziale
L’Inps comunica dunque sul proprio portale istituzionale di aver rinnovato in modo sostanziale il manuale di classificazione previdenziale, lo strumento di riferimento che raccoglie, organizza e spiega in modo sistematico tutte le regole e i criteri che presiedono all’inquadramento previdenziale delle imprese e dei lavoratori autonomi.
La nuova versione del manuale - che non veniva aggiornata da molti anni - integra tutte le modifiche intervenute nel tempo, ricostruendo gli orientamenti interpretativi adottati dall’Istituto e armonizzandoli con le nuove esigenze di digitalizzazione e interoperabilità.
Oltre a fornire una guida dettagliata per l’inquadramento delle attività produttive, il manuale esplicita infatti le relazioni tra codice ATECO, settore di appartenenza e Codice Statistico Contributivo (CSC), consentendo di individuare in modo univoco la corretta collocazione previdenziale.
L’obiettivo principale del nuovo manuale è quello di garantire aggiornamento continuo e massima trasparenza: ogni modifica normativa o tecnica comporterà infatti la pubblicazione di una nuova versione numerata, consultabile direttamente online. In tal modo, gli operatori - interni ed esterni all’Istituto - potranno contare su una fonte costantemente aggiornata e facilmente accessibile, riducendo i margini di errore interpretativo.
La fruibilità digitale del manuale costituisce una delle novità più significative: l’Inps ha infatti predisposto una piattaforma online attraverso la quale intermediari, consulenti del lavoro, associazioni di categoria e datori di lavoro potranno accedere al documento, consultare le sezioni di interesse e scaricare le versioni aggiornate.
In termini operativi, dunque, il manuale non è un semplice documento di riferimento, ma un vero e proprio sistema informativo di classificazione, che stratifica e rende consultabili le decisioni e gli orientamenti che nel tempo hanno guidato l’Inps nella definizione dei criteri di inquadramento. La sua integrazione con il nuovo tool informatico rappresenta un passaggio cruciale verso un modello di gestione contributiva più dinamico e interattivo.
Il tool di classificazione previdenziale
Accanto al manuale, l’Inps ha introdotto un innovativo tool di classificazione previdenziale, un’applicazione informatica che traduce in forma operativa le regole e i principi contenuti nel manuale stesso.
Si tratta di uno strumento che fino ad oggi era riservato esclusivamente all’uso interno dell’Istituto, ma che ora viene messo a disposizione di intermediari, professionisti e operatori esterni, segnando un passo importante verso la completa digitalizzazione dei processi di iscrizione e inquadramento.
Il tool consente di effettuare simulazioni e verifiche preventive degli inquadramenti previdenziali, riducendo tempi e margini di errore. Inserendo un codice ATECO, il sistema elabora automaticamente tutte le combinazioni ammesse di Codici Statistici Contributivi (CSC) e Codici di Autorizzazione (CA), restituendo un quadro completo delle possibili configurazioni contributive.
Questa funzione permette agli utenti di comprendere, in modo immediato e trasparente, quali obblighi contributivi si applicano a un determinato tipo di attività economica.
Dal punto di vista tecnico, il tool ricostruisce l’albero logico delle regole di compatibilità su cui si basa l’inquadramento previdenziale, consentendo di esplorare in modo interattivo le connessioni tra attività economiche, categorie contributive e codici autorizzativi. Tale approccio non solo facilita l’attività degli operatori, ma garantisce anche la coerenza con le norme e le direttive in vigore.
I vantaggi per gli utenti sono molteplici.
- Maggiore autonomia operativa per consulenti del lavoro, commercialisti e datori di lavoro, che potranno effettuare direttamente le verifiche senza necessità di intervento dell’Istituto.
- Riduzione dei tempi di istruttoria, grazie alla possibilità di individuare preventivamente la corretta classificazione.
- Minore rischio di errori nell’attribuzione dei codici contributivi e nella determinazione delle aliquote.
- Allineamento costante con le regole di compatibilità previste dal sistema previdenziale, evitando interpretazioni soggettive o non aggiornate.
Dal punto di vista strategico, il rilascio congiunto di manuale e tool risponde a un’esigenza di semplificazione dei rapporti tra Inps, mondo produttivo e professionisti, promuovendo una maggiore trasparenza e un dialogo più efficiente. Gli intermediari avranno la possibilità di simulare scenari contributivi e valutare, in autonomia, l’impatto di eventuali variazioni dell’attività d’impresa o di nuove iscrizioni, ottenendo una panoramica immediata e precisa degli obblighi previdenziali.
Inoltre, il sistema rappresenta un passo decisivo verso l’obiettivo di digitalizzazione integrata perseguito dall’Inps, che mira a mettere a disposizione strumenti accessibili, interoperabili e aggiornati in tempo reale. La combinazione tra il manuale online e il tool informatico consente infatti di passare da un modello statico e cartaceo a un ecosistema digitale dinamico, in grado di accompagnare l’evoluzione continua delle attività economiche e delle normative previdenziali.
Il processo di aggiornamento del sistema
Dalla trascodifica all’automazione
L’adozione del nuovo sistema ATECO 2025, frutto della collaborazione interistituzionale tra ISTAT e Inps, ha richiesto un profondo intervento di trascodifica dei codici di classificazione previdenziale.
Tale operazione ha rappresentato infatti una delle fasi più delicate e tecnicamente complesse dell’intero processo di revisione del sistema di inquadramento.
La trascodifica consiste nella traduzione automatica dei vecchi codici ATECO e delle corrispondenti codifiche previdenziali (CSC e CA) in base ai nuovi criteri stabiliti per la classificazione delle attività economiche.
Questo lavoro, svolto in modo massivo sui database dell’Istituto, ha avuto l’obiettivo di mantenere la coerenza delle posizioni contributive dei datori di lavoro, assicurando la corretta corrispondenza tra le vecchie e le nuove categorie di attività. Durante la fase di mappatura, l’Inps ha analizzato milioni di posizioni attive, verificando la compatibilità tra le classificazioni preesistenti e la nuova struttura ATECO.
La trascodifica non si è limitata peraltro ad una mera sostituzione di codici, ma ha comportato una revisione sistemica delle regole di classificazione previdenziale. In questa fase sono state eliminate numerose codifiche obsolete, superate dalle trasformazioni del mercato del lavoro e dalla digitalizzazione dei processi produttivi. Allo stesso tempo, sono state ricostruite le coerenze interne del sistema di inquadramento, aggiornando criteri, corrispondenze e regole di compatibilità.
Un elemento di rilievo è stato l’approccio collaborativo adottato dall’Istituto. Il processo di affinamento delle regole e dei codici non è stato condotto in modo unilaterale, ma ha coinvolto attivamente intermediari, consulenti del lavoro e professionisti del settore. Questi soggetti, grazie alla loro esperienza diretta nelle procedure di iscrizione e gestione dei rapporti previdenziali, hanno contribuito in modo determinante alla validazione delle corrispondenze e alla verifica delle coerenze interne.
Attraverso un confronto costante, sono emerse criticità e ambiguità che hanno consentito all’Inps di perfezionare ulteriormente il sistema di inquadramento, rendendolo più chiaro, logico e aderente alle reali modalità di esercizio delle attività economiche. In questa ottica, la trascodifica è diventata un passaggio evolutivo verso l’automazione, non soltanto un adeguamento tecnico.
L’Inps ha infatti sviluppato un modello algoritmico che consente di gestire in modo dinamico le relazioni tra codici ATECO, CSC e CA.; tale modello permette, in caso di modifiche normative o statistiche, di aggiornare automaticamente i collegamenti e di prevenire disallineamenti interni. Si tratta di una vera e propria architettura intelligente, che rappresenta la base del nuovo sistema di classificazione previdenziale digitale.
Il risultato di questo processo è un sistema più coerente, semplificato e interoperabile, capace di dialogare con le altre banche dati pubbliche, come quelle dell’ISTAT e dell’Agenzia delle Entrate, garantendo uniformità e coerenza nell’identificazione delle attività economiche e nella gestione degli adempimenti contributivi.
Dal punto di vista operativo, la trascodifica ha comportato la creazione di un nuovo albero logico delle attività, in cui ogni codice ATECO 2025 è associato a una o più categorie previdenziali coerenti con la realtà economica rappresentata. Questo consente non solo di classificare correttamente le imprese già registrate, ma anche di agevolare le nuove iscrizioni e le variazioni aziendali, rendendo il sistema più rapido e trasparente.
In prospettiva, il nuovo approccio apre la strada a una classificazione previdenziale automatizzata, in cui i controlli di compatibilità e coerenza tra codici vengono effettuati in tempo reale dal sistema, riducendo drasticamente la necessità di intervento manuale da parte degli operatori. Si tratta di un passo fondamentale verso l’obiettivo strategico dell’Inps: una gestione contributiva digitale, dinamica e autosufficiente.
Aggiornamenti dinamici e versioning
Parallelamente alla revisione delle codifiche e alla transizione verso l’automazione, l’Inps ha introdotto un nuovo modello di aggiornamento dinamico del manuale di classificazione previdenziale, basato sul principio del versioning.
In passato, il manuale veniva infatti aggiornato con cadenza irregolare, spesso a seguito di modifiche normative significative o di riorganizzazioni interne.
Oggi, invece, l’Istituto adotta un sistema di aggiornamento continuo e tracciabile che prevede la pubblicazione di una nuova versione numerata del documento ogni volta che interviene una modifica sostanziale alle regole di inquadramento o alle relazioni tra codici.
Ogni versione del manuale riporterà perciò una numerazione progressiva, una data di pubblicazione e un elenco delle modifiche introdotte, in modo da permettere a consulenti, intermediari e datori di lavoro di identificare con chiarezza le variazioni intervenute rispetto alla versione precedente.
Il sistema di versioning costituisce un’importante innovazione sotto il profilo operativo e comunicativo: gli utenti potranno accedere, attraverso il portale Inps, non solo all’ultima versione del manuale ma anche alle versioni precedenti, mantenendo così la possibilità di verificare retroattivamente la normativa e le regole applicabili a un determinato periodo o a una specifica situazione contributiva.
La pubblicità e accessibilità delle revisioni sono elementi centrali del nuovo modello: tutti gli aggiornamenti saranno pubblicati in formato digitale, consultabili liberamente e corredati da note esplicative che ne illustrano il contenuto.
In questo modo, l’Inps intende promuovere la massima trasparenza nelle decisioni di classificazione e agevolare l’attività interpretativa dei professionisti.
Dal punto di vista tecnico, l’architettura informativa del manuale online è stata progettata per consentire l’integrazione automatica con il tool di classificazione previdenziale. Ogni nuova versione del manuale aggiornerà in tempo reale anche le logiche di funzionamento del tool, garantendo così la coerenza tra la documentazione di riferimento e lo strumento operativo utilizzato dagli utenti.
Questo modello dinamico riduce sensibilmente i rischi di disallineamento tra normativa, interpretazione e prassi applicativa, assicurando che il sistema di classificazione sia sempre aggiornato e coerente con la realtà economica e normativa del momento.
L’adozione del versioning ha anche un impatto significativo sotto il profilo della qualità dei dati. L’Inps potrà infatti monitorare in modo più preciso l’evoluzione delle regole di classificazione, analizzare le modifiche storiche e valutarne gli effetti sull’inquadramento contributivo delle diverse categorie di soggetti.
Infine, la gestione dinamica del manuale e del tool si inserisce nel più ampio progetto di digital transformation dell’Inps, che mira a costruire un’infrastruttura informativa unica, aperta e interoperabile, in grado di dialogare con altri enti pubblici e con i sistemi gestionali delle imprese.
In prospettiva, questo consentirà di sviluppare ulteriori servizi automatizzati, come la pre-verifica delle posizioni contributive o la generazione assistita delle domande di iscrizione, con l’obiettivo di ridurre progressivamente la complessità amministrativa.
I vantaggi per imprese e professionisti
Semplificazione e trasparenza
L’introduzione del nuovo manuale di classificazione previdenziale e del relativo tool digitale Inps segna un passo concreto verso la semplificazione amministrativa e la trasparenza nei rapporti tra imprese, professionisti e Istituto.
Per la prima volta, gli strumenti di classificazione e inquadramento contributivo diventano accessibili non solo agli operatori interni dell’Inps, ma anche agli intermediari e ai consulenti esterni, rendendo più chiaro e comprensibile il percorso che porta all’attribuzione delle posizioni contributive e alla determinazione dell’obbligo previdenziale.
Uno dei principali benefici di questa innovazione è la riduzione della complessità burocratica. In passato, la gestione delle pratiche di iscrizione o variazione aziendale richiedeva consultazioni multiple e tempi di elaborazione prolungati, con il rischio di errori o incongruenze nella scelta del codice di inquadramento. Grazie al nuovo sistema digitale, le imprese possono ora usufruire di un processo più lineare e trasparente, basato su regole di compatibilità aggiornate e facilmente consultabili.
Il manuale digitale Inps consente di accedere in modo immediato a tutte le informazioni aggiornate relative ai codici ATECO (classificazione delle attività economiche), ai Codici Statistici Contributivi (CSC) e ai Codici di Autorizzazione (CA). Questa triade di informazioni costituisce la base su cui si fonda la determinazione dell’obbligo contributivo e, di conseguenza, la corretta applicazione delle aliquote previdenziali e assistenziali.
In precedenza, l’interpretazione delle regole di classificazione poteva variare a seconda dell’esperienza o delle fonti consultate. Con il nuovo sistema, invece, l’Inps garantisce uniformità di criteri e coerenza interpretativa su tutto il territorio nazionale. Ciò significa che due aziende con la stessa attività economica riceveranno automaticamente la medesima classificazione previdenziale, indipendentemente dalla sede territoriale o dall’ufficio competente. Questa uniformità elimina le discrepanze operative e contribuisce a rafforzare la fiducia tra l’Istituto e il mondo produttivo.
Un altro vantaggio rilevante è la trasparenza nelle decisioni amministrative. Ogni passaggio del processo di classificazione - dal codice ATECO fino alla definizione del CSC e del CA - è ora tracciabile e documentato. Gli utenti possono comprendere le motivazioni che portano all’inquadramento in una determinata categoria, consultando direttamente le corrispondenze tra codici e le regole di compatibilità definite dall’Istituto.
In termini pratici, ciò si traduce in una maggiore certezza del diritto e in una significativa riduzione del contenzioso previdenziale legato agli errori di classificazione.
La semplificazione procedurale introdotta dal nuovo sistema non comporta soltanto un risparmio di tempo, ma anche una riduzione dei costi indiretti per le imprese e i professionisti. L’automazione delle fasi di verifica e la possibilità di consultare in autonomia le regole applicabili eliminano la necessità di richieste di chiarimento e comunicazioni ripetute, rendendo il rapporto con l’Inps più diretto, efficiente e prevedibile.
Inoltre, la pubblicazione periodica e dinamica del manuale - con versioni numerate e tracciate - assicura che tutte le informazioni siano aggiornate in tempo reale. Questo elemento è fondamentale per garantire che l’inquadramento contributivo sia sempre coerente con le normative vigenti e con l’evoluzione delle attività economiche, riducendo al minimo il rischio di errori o di applicazioni non conformi.
Strumenti per una gestione autonoma
Uno degli aspetti più innovativi del nuovo sistema Inps è però la possibilità, per imprese e professionisti, di gestire in autonomia le verifiche e le simulazioni relative all’inquadramento contributivo.
Il tool di classificazione previdenziale integrato con il manuale digitale consente infatti di effettuare simulazioni personalizzate già nella fase preliminare all’iscrizione aziendale o in occasione di modifiche dell’attività economica.
Attraverso un’interfaccia intuitiva e guidata, l’utente può inserire il proprio codice ATECO e ricevere in tempo reale l’elenco delle combinazioni ammesse di CSC e CA, con l’indicazione delle relative regole di compatibilità.
Questo consente ai professionisti del lavoro, ai commercialisti e alle associazioni di categoria di verificare preventivamente quale sarà l’inquadramento previdenziale più coerente con l’attività esercitata, evitando errori che potrebbero comportare sanzioni o rettifiche contributive.
Il tool rappresenta quindi un supporto decisionale avanzato per tutti gli operatori che si occupano di consulenza in materia di lavoro e previdenza.
L’accesso alle informazioni è immediato e costantemente aggiornato: ciò consente di anticipare le problematiche legate a nuove iscrizioni o variazioni di inquadramento, garantendo la piena conformità con le direttive Inps e con la normativa vigente.
Per i consulenti del lavoro, questo strumento costituisce una risorsa strategica: permette di ridurre il margine di errore, aumentare l’efficienza nella gestione dei clienti e fornire un servizio più preciso e tempestivo.
Analogamente, per le associazioni di categoria e gli enti di rappresentanza delle imprese, il tool agevola l’attività di assistenza, consentendo di individuare rapidamente le regole applicabili a specifici settori produttivi o categorie professionali.
Dal punto di vista operativo, l’utilizzo combinato di manuale e tool consente di sviluppare un vero e proprio ecosistema digitale di autoverifica contributiva, in cui l’utente può:
- inserire i dati relativi all’attività economica (ATECO);
- consultare automaticamente i codici CSC e CA compatibili;
- accedere alle spiegazioni normative associate a ciascuna opzione;
- stampare o salvare le simulazioni effettuate, con data e riferimento normativo.
Questa modalità di consultazione e simulazione è particolarmente utile nelle fasi di avvio di nuove attività, nei processi di fusione o riorganizzazione aziendale e nei casi di ampliamento o variazione dell’oggetto sociale.
Grazie alla gestione autonoma e interattiva, i datori di lavoro possono effettuare scelte informate, riducendo i tempi di istruttoria e migliorando la qualità dei dati comunicati all’Inps.
In termini di efficienza amministrativa, ciò significa che le pratiche di iscrizione potranno essere processate più rapidamente, mentre per i consulenti e gli intermediari si aprono prospettive di maggior autonomia professionale e riduzione degli oneri burocratici.
L’Inps, dal canto suo, beneficia di un miglioramento della qualità dei flussi informativi e di una riduzione del carico operativo interno, potendo concentrare le proprie risorse sulle attività a più alto valore aggiunto, come il controllo e l’analisi dei dati.
In definitiva, la disponibilità di questi strumenti digitali consente una gestione previdenziale più agile, autonoma e trasparente, rafforzando il rapporto di collaborazione tra Istituto, imprese e professionisti.
Prospettive future e digitalizzazione del sistema previdenziale
Il nuovo sistema di classificazione previdenziale non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa fondamentale nel percorso di digitalizzazione complessiva dei servizi Inps.
La volontà dell’Istituto è costruire un sistema contributivo completamente automatizzato, trasparente e integrato, capace di dialogare in modo efficiente con le altre banche dati pubbliche e con i gestionali utilizzati da imprese e professionisti.
Tra i potenziali sviluppi futuri, l’Inps prevede l’integrazione diretta del tool e del manuale con le piattaforme informatiche di enti come l’Agenzia delle Entrate, l’ISTAT e le Camere di Commercio. Questo permetterà di automatizzare ulteriormente i flussi informativi, in modo che la comunicazione di una nuova attività economica o di una variazione anagrafica venga automaticamente recepita e classificata anche ai fini previdenziali, senza necessità di ulteriori adempimenti da parte del datore di lavoro.
Il progetto si inserisce nel più ampio piano di transizione digitale della Pubblica Amministrazione, volto a rendere i servizi pubblici più accessibili, efficienti e interoperabili.
Nel medio periodo, l’obiettivo è quello di realizzare una piattaforma unica di classificazione delle attività produttive, in grado di fornire in tempo reale tutte le informazioni fiscali, statistiche e previdenziali associate a ciascun codice ATECO.
La digitalizzazione del sistema previdenziale offrirà anche vantaggi in termini di analisi dei dati e previsione dei trend occupazionali. Grazie all’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale, sarà possibile monitorare l’andamento delle attività economiche, identificare le aree di crescita o contrazione e pianificare interventi di politica previdenziale più mirati e tempestivi.
In prospettiva, il nuovo modello renderà l’intero sistema contributivo più trasparente, efficiente e predittivo, con benefici tangibili per tutti gli attori coinvolti — dalle imprese ai professionisti, fino agli stessi lavoratori.
Prima e dopo, in breve
|
|
Prima dell’introduzione del nuovo sistema |
Dopo l’introduzione del manuale e del tool digitale Inps |
Vantaggio per imprese e professionisti |
|---|---|---|---|
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Accesso alle informazioni |
Manuale cartaceo o PDF statico, aggiornato sporadicamente. |
Manuale digitale online, con versioni numerate e aggiornamento in tempo reale. |
Informazioni sempre aggiornate e facilmente consultabili. |
|
Processo di classificazione |
Procedure manuali e complesse, con alto rischio di errori interpretativi. |
Sistema automatizzato che collega ATECO, CSC e CA con regole di compatibilità codificate. |
Maggiore precisione e coerenza nell’inquadramento contributivo. |
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Tempistiche operative |
Lentezza nelle istruttorie e nelle comunicazioni con l’Istituto. |
Procedure digitalizzate e consultazione immediata tramite tool online. |
Riduzione dei tempi di gestione e risposta. |
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Coinvolgimento degli intermediari |
Ruolo passivo: i consulenti dipendono dalle informazioni fornite dall’Inps. |
Ruolo attivo: i professionisti possono effettuare simulazioni e verifiche autonome. |
Aumento dell’autonomia e della professionalità degli intermediari. |
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Aggiornamento delle regole |
Aggiornamenti discontinui, spesso non comunicati in modo univoco. |
Versioning dinamico: ogni modifica genera una nuova versione del manuale con tracciabilità. |
Trasparenza e certezza normativa in ogni fase. |
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Trasparenza delle decisioni |
Limitata visibilità sulle motivazioni delle classificazioni. |
Ogni inquadramento è tracciato e documentato nel sistema. |
Maggiore fiducia e riduzione del contenzioso. |
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Interazione con altri enti pubblici |
Sistemi separati e non comunicanti tra Inps, ISTAT e Agenzia delle Entrate. |
Previsione di integrazione dei database pubblici (Agenzia delle Entrate, ISTAT, Camere di Commercio). |
Coerenza dei dati e semplificazione degli adempimenti. |
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Digitalizzazione dei servizi |
Presenza di processi ancora parzialmente cartacei o gestiti tramite moduli PDF. |
Servizi completamente online, con accesso tramite portale Inps. |
Maggiore efficienza e riduzione dell’impatto amministrativo. |
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Supporto tecnologico |
Assenza di strumenti predittivi o algoritmici. |
Integrazione di logiche automatiche e potenziali algoritmi di intelligenza artificiale. |
Analisi preventiva dei dati e miglior pianificazione contributiva. |
|
Relazione con l’utenza |
Comunicazione frammentata e canali non unificati. |
Portale unico, con risorse digitali integrate e assistenza online. |
Interfaccia semplificata e riduzione delle barriere informative. |
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