Reddito di cittadinanza (RdC). Sgravi contributivi per chi assume

Reddito di cittadinanza (RdC). Sgravi contributivi per chi assume

La bozza del testo riguardante l’introduzione nel nostro Paese del Reddito di Cittadinanza (RdC), atteso tra poche ore sui tavoli del pre Consiglio dei ministri, fissa un esonero contributivo in favore delle imprese che assumono soggetti beneficiari del sostegno economico, al fine di collocare in maniera tempestiva i soggetti che si trovano in stato di bisogno riservando, in un certo senso, una “corsia preferenziale” in caso di assunzione.

In attesa del testo ufficiale del decreto, vediamo quindi nel dettaglio gli aspetti principali del nuovo aiuto economico, che vedrà luce soltanto dal mese di aprile

Reddito di Cittadinanza (RdC). Soggetti beneficiari

Innanzitutto, si specifica che possono accedere al Reddito di cittadinanza:

  • cittadini dell’Unione Europea o loro familiari che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • cittadini di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ovvero provenienti da paesi che hanno sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, oltre che residenti da cinque anni nel paese.

Reddito di Cittadinanza (RdC). Condizioni economiche

Con riferimento alla condizione economica, il nucleo familiare del richiedente deve essere in possesso di:

  • un valore dell’ISEE non superiore ad euro 9.360;
  • un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ad euro 30.000;
  • un valore del patrimonio mobiliare non superiore ad una soglia di euro 6.000, accresciuta di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10.000, incrementato di ulteriori euro 1.000 per ogni figlio successivo al secondo, nonché di ulteriori euro 5.000 per ogni componente con disabilità, come definita a fini ISEE;
  • un valore del reddito familiare, inclusivo dei trattamenti assistenziali percepiti, inferiore ad una soglia di euro 6.000 annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza di cui al comma 3 del medesimo articolo. La predetta soglia è incrementata ad euro 7.560 ai fini dell’accesso alla Pensione di Cittadinanza, riservata ai nuclei familiari composti di soli soggetti di 65 anni e oltre, e comunque ad euro 9.360 euro nel caso in cui il nucleo familiare risieda in abitazione in locazione. Sono, inoltre, previsti alcuni requisiti in materia di possesso di autoveicoli o motoveicoli o imbarcazioni da diporto.

Reddito di Cittadinanza (RdC). Beneficio economico

Il beneficio economico massimo per un singolo soggetto è pari a 780 euro mensili. Esso è percepibile solo da chi ha risorse reddituali pari a 0 euro. Inoltre, non deve ricevere altri trattamenti (al netto di quelli non sottoposti a prova dei mezzi, tra i quali il più rilevante è l’indennità di accompagnamento) e versa un canone di locazione di almeno 280 euro mensili.

Esso si compone:

  • di un reddito minimo garantito, nelle forme più classiche (una integrazione volta, cioè, a coprire la distanza da una certa soglia di risorse);
  • di un sostegno all’affitto per le famiglie non proprietarie (quindi con bisogni economici maggiori). La soglia reddituale è fissata in 6.000 euro annui, cui va applicata la scala di equivalenza apposita per riparametrarla rispetto alla dimensione del nucleo familiare; il massimale del sostegno all’affitto è pari a 3.360 euro annui.

Reddito di Cittadinanza (RdC). Esonero contributivo per chi assume

Come anticipato in premessa, chi assume un soggetto beneficiario del Reddito di Cittadinanza ha diritto ad un esonero contributivo che può variare da 5  (6 per donne e soggetti svantaggiati) a 18 mensilità, per un valore mensile al massimo di 780 euro. Tali somme abbattono il debito contributivo che il datore di lavoro ha verso l’INPS.

Tuttavia, per poter “accaparrarsi” l’agevolazione economica, il datore di lavoro deve rispettare le seguenti condizioni:

  • il lavoratore assunto non deve essere licenziato nei primi 24 mesi senza giusta causa o giustificato motivo;
  • egli deve comunicare al portale del programma (Siupl) le disponibilità dei posti vacanti;
  • l’assunzione deve realizzare un incremento occupazione netto di personale a tempo pieno e indeterminato.

Se il beneficiario, anziché essere assunto decide, invece, entro i primi 12 mesi di fruizione del reddito di cittadinanza, di avviare un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, può ottenere un importo una tantum, pari a 6 mensilità.

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