Tax Control Framework, dal 28 aprile i corsi per professionisti certificatori

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Dal 28 aprile 2026 prenderanno il via i corsi organizzati dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili per l’iscrizione nell’Elenco dei professionisti abilitati alla certificazione del sistema integrato di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale. L’annuncio è contenuto nell’Informativa n. 64 del 14 aprile 2026, con cui il CNDCEC apre una nuova fase operativa del Tax Control Framework (TCF), destinata a incidere sia sull’organizzazione fiscale delle imprese sia sull’attività dei professionisti chiamati a certificarne l’assetto di controllo.

Che cos’è il Tax Control Framework

Il Tax Control Framework è il modello organizzativo attraverso cui l’impresa presidia il rischio fiscale. In termini operativi, si tratta di un sistema strutturato di procedure, regole interne, controlli e responsabilità che consente di individuare, valutare, gestire e monitorare i rischi connessi agli adempimenti tributari.

La funzione del TCF è quella di assicurare che i processi aziendali rilevanti sul piano fiscale siano governati in modo consapevole, documentato e coerente con la normativa. Il sistema si colloca nell’ambito del regime di adempimento collaborativo, che punta a rafforzare il rapporto di trasparenza tra contribuente e amministrazione finanziaria, valorizzando la capacità delle imprese di dotarsi di un presidio interno efficace sul rischio fiscale.

Chi può aderire e quali requisiti servono

Occorre distinguere tra il piano delle imprese e quello dei professionisti.

Per le imprese, il TCF rileva in relazione all’accesso e alla permanenza nel regime di adempimento collaborativo. In questo contesto, la presenza di un sistema di controllo del rischio fiscale conforme ai requisiti normativi assume un ruolo centrale, anche ai fini delle attestazioni e delle certificazioni richieste dalla disciplina di settore.

Per i professionisti, invece, la novità riguarda la possibilità di iscriversi nell’Elenco dei soggetti abilitati alla certificazione del sistema. I corsi annunciati dal CNDCEC sono infatti finalizzati proprio a consentire ai commercialisti interessati di acquisire uno dei presupposti necessari per l’iscrizione.

I requisiti per l’inserimento nell’Elenco sono disciplinati dal Regolamento sul funzionamento dell’Elenco degli iscritti nella Sezione A dell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili abilitati alla certificazione del sistema di controllo del rischio fiscale, previsto dall’articolo 1, comma 1, del decreto interministeriale 12 novembre 2024, n. 212. Il Consiglio nazionale ricorda che la documentazione di riferimento è disponibile nell’area dedicata al Tax Control Framework sul proprio sito istituzionale.

A cosa servono i corsi

I corsi servono a formare i professionisti che intendono operare come certificatori nell’ambito del Tax Control Framework. Si tratta di un’attività ad alto contenuto specialistico, che richiede competenze trasversali in materia di controllo interno, gestione dei rischi, principi contabili e diritto tributario.

L’obiettivo del percorso è preparare i professionisti a valutare la struttura del sistema di controllo fiscale adottato dall’impresa e, nei casi previsti dalla disciplina, a esprimersi anche sulla sua efficacia operativa. In questo senso, la formazione rappresenta il passaggio necessario per accedere a una funzione che assume rilievo crescente nel rapporto tra impresa, professionista e amministrazione finanziaria.

Come sono strutturati i moduli formativi

L’Informativa n. 64/2026 precisa che il percorso è articolato in tre moduli, per una durata complessiva di 80 ore.

  • Il primo modulo riguarda i sistemi di controllo interno e di gestione dei rischi e ha una durata di 40 ore.
  • Il secondo è dedicato ai principi contabili e prevede 20 ore.
  • Il terzo, anch’esso di 20 ore, è riservato al diritto tributario.

Prima di procedere all’acquisto dei moduli, l’iscritto dovrà verificare se ricorre una delle ipotesi di esonero parziale previste dal punto 5 del Protocollo d’intesa sottoscritto l’11 aprile 2025 tra CNDCEC, Consiglio nazionale forense, Ministero dell’Economia e delle finanze - Dipartimento delle Finanze e Agenzia delle Entrate. Sul punto, il Consiglio nazionale chiarisce che non è previsto alcun rimborso per i moduli acquistati e non fruiti.

I corsi sono inoltre accreditati ai fini della formazione professionale continua. I crediti formativi, però, saranno riconosciuti soltanto in caso di superamento positivo dei test di verifica e matureranno nell’anno in cui il test viene superato, a prescindere dall’anno di fruizione del corso.

Come si partecipa

La partecipazione avverrà da remoto, in modalità on demand, attraverso la piattaforma cndcec.labolearn.com, che sarà attiva dal 28 aprile 2026. I corsi resteranno disponibili a lungo termine, in modo da consentire agli interessati di seguirli con una certa flessibilità.

Dopo la registrazione alla piattaforma, il professionista potrà acquistare i singoli moduli di interesse, inserendo i dati necessari per la fatturazione. Una volta perfezionato l’acquisto e ricevuta la relativa conferma, sarà possibile accedere ai contenuti formativi.

Terminata la frequenza di ciascun modulo, il candidato potrà scegliere se sostenere subito il relativo test oppure completare l’intero percorso e affrontare successivamente tutte le prove.

Test finali e tempistiche

I test si svolgeranno online su una piattaforma diversa da quella utilizzata per la fruizione dei corsi e saranno gestiti con sistema di proctoring, cioè con una tecnologia di sorveglianza digitale che consente di verificare a distanza l’identità del candidato e il corretto svolgimento della prova.

Per ciascun test sarà possibile selezionare data e ora tra quelle rese disponibili. La prenotazione sarà perfezionata con il pagamento di un contributo, mentre ulteriori indicazioni operative sulle modalità di svolgimento saranno fornite con una successiva informativa.

Sul piano temporale, il primo passaggio da segnare è dunque il 28 aprile 2026, data di apertura della piattaforma e di avvio dei corsi. Da quel momento gli iscritti interessati potranno registrarsi, verificare l’eventuale sussistenza di esoneri parziali, acquistare i moduli e organizzare in autonomia il proprio percorso formativo e il successivo accesso ai test.

Una nuova area di attività per i professionisti

Con l’avvio dei corsi entra nel vivo la fase applicativa del Tax Control Framework anche per la professione. L’iniziativa del CNDCEC si inserisce infatti in un percorso più ampio, che riconosce ai commercialisti un ruolo qualificato nella certificazione dei sistemi di controllo del rischio fiscale adottati dalle imprese.

L’apertura dei percorsi formativi non rappresenta soltanto un adempimento necessario per l’iscrizione nell’Elenco, ma anche l’avvio concreto di una nuova area di attività specialistica, destinata a generare opportunità professionali in un ambito che unisce compliance fiscale, controllo interno e gestione del rischio.

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