Telefisco 2022, tutti i chiarimenti su Superbonus, Bonus facciate, Super-Ace e Irap

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Telefisco 2022, tutti i chiarimenti su Superbonus, Bonus facciate, Super-Ace e Irap

Si è tenuto giovedì 27 gennaio il convegno annuale de L’esperto risponde-Il Sole 24 Ore, che anche quest’anno si è svolto in diretta online a causa delle misure restrittive connesse alla pandemia da Covid-19.

Dalle ore 9 alle 18 si sono susseguite le relazioni degli esperti e le risposte ai dubbi operativi di professionisti e contribuenti.

Anche in occasione della versione 2022 di Telefisco, infatti, sono stati forniti una serie di chiarimenti molto significativi da parte dell’Agenzia delle Entrate, della Guardia di finanza e del MEF, da cui sono derivate indicazioni importanti per contribuenti, professionisti e imprese che semplificheranno opzioni e scelte nel corso del 2022.

Le questioni affrontate hanno riguardato le società, la tassazione delle persone fisiche e delle imprese, le varie agevolazioni, tra cui molto attesi i chiarimenti sul bonus facciate.

Telefisco 2022, bonus facciate con asseverazioni e visto obbligatori

In una risposta resa dall’Agenzia delle Entrae è stato precisato che è sempre previsto l'obbligo dell'attestazione della congruità dei prezzi e del visto di conformità in caso di cessione del credito o di sconto in fattura per il bonus facciate, “a nulla rilevando se si tratta di un intervento di edilizia libera o di un intervento di importo complessivo non superiore a 10mila euro”.

La norma contenuta nell’articolo 1, comma 29 della L. 234/2021 (legge di bilancio 2022) è infatti molto chiara sul punto: sia nel caso di interventi influenti, che non influenti dal punto di vista termico (ad esempio gli interventi di sola pulitura o di sola tinteggiatura esterna), non operano le esclusioni dagli obblighi di apposizione del visto di conformità e di attestazione di congruità delle spese.

Telefisco 2022, Superbonus interventi agevolati con Sal al 30%

Diversi sono stati i chiarimenti sul tema del Superbonus al 110%.

In presenza di capitolati di appalto che contemplano interventi sia di efficienza energetica, sia di riduzione del rischio sismico, la verifica del superamento della soglia di completamento del 30% dei lavori complessivi, ai fini della “validità” del SAL in ottica esercizio opzioni (cessione del credito o sconto in fattura) può essere fatta in modo disgiunto, attraverso la seprazione dei due ambiti di intervento.

Pertanto, le persone fisiche che eseguono lavori agevolati con il Superbonus del 110% nelle villette devono calcolare il Sal del 30% al 30 giugno 2022, ai fini della proroga dell’agevolazione dal 30 giugno 2022 al 31 dicembre 2022, considerando l’”intervento complessivo” e non solo i lavori ammessi al Superbonus.

Per verificare la possibilità di fruire della finestra temporale agevolata più ampia, rispetto a quella “base” del 30 giugno 2022, nei casi in cui viene prevista una proroga del termine subordinatamente al raggiungimento di una determinata percentuale di completamento dell’intervento complessivo entro una determinata data precedente, la verifica del requisito del superamento della richiesta percentuale di completamento dell’intervento complessivo va effettuata avendo riguardo all’intero intervento e non soltanto alla sua parte che rientra nell’ambito di applicazione del superbonus.

Ai fini della detrazione diretta nella dichiarazione dei redditi del Superbonus del 110% e non solo ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto in fattura, è necessario il rilascio del visto di conformità nel modello Redditi o nel 730, per i «pagamenti intervenuti a decorrere dal 12 novembre 2021» agevolati con il criterio di cassa ovvero per le «fatture emesse» dal 12 novembre 2021, per le imprese, le società e gli enti commerciali che solitamente applicano il criterio di competenza.

Per la detrazione diretta in dichiarazioni dei redditi o nel 730 dei bonus edili diversi da quelli agevolati al 110%, invece, non è necessario né il visto di conformità né la nuova asseverazione di congruità delle spese.

Il nuovo visto per il Superbonus in dichiarazione non è necessario se la dichiarazione è presentata:

  • tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale;

  • oppure direttamente dal contribuente all’agenzia delle Entrate, attraverso l’utilizzo della dichiarazione precompilata predisposta dall’agenzia delle Entrate (modello 730 o modello Redditi).

Anche il costo per il rilascio del visto di conformità obbligatorio per la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi per il Superbonus è detraibile al 110%.

Anche se l’apposizione del visto di conformità per il 110% viene assorbita da quella relativa al visto sull’intera dichiarazione, è comunque possibile per il contribuente farsi «separatamente evidenziare» nell’ambito della spesa sostenuta a tale titolo la quota relativa al solo «visto superbonus», che diverrà quindi detraibile al 110% seppure a partire dall’anno successivo rispetto a quello di sostenimento delle spese indicate in dichiarazione.

Telefisco 2022, Impresa familiare fuori dall’Irap

L'impresa familiare ha natura individuale e non collettiva e, quindi, dal 2022 rientra a pieno titolo tra i soggetti esclusi dall'applicazione dell'IRAP.

L’esclusione decorre dal 1° gennaio 2022. L’impresa familiare, infatti, ha natura individuale e non collettiva (associativa); pertanto è imprenditore unicamente il titolare dell’impresa, il quale la esercita assumendo in proprio diritti ed obbligazioni, oltre la piena responsabilità verso i terzi. L’esclusione vale anche se essa ha diversi collaboratori familiari e dipendenti.

Telefisco 2022, Super Ace riportata a nuovo

Con riferimento all’impatto delle quote di ammortamento che saranno contabilizzate nei bilanci 2021 di prossima redazione, le Entrate hanno precisato che la parte di riserva di rivalutazione iscritta nel bilancio 2020, che diventa “realizzata” nel 2021 a seguito della imputazione di maggiori ammortamenti (o della vendita dei beni rivalutati) costituisce un incremento rilevante ai fini della super-Ace.

La quota di super Ace, non trasformata in credito d'imposta, eccedente il reddito complessivo netto dichiarato può essere riportata a nuovo, in ossequio alle regole ordinarie, di cui all'art. 1 del Decreto legge n. 201/2011 e del DM 3/08/2017.

Inoltre, per le società costituite nel corso del 2021 il patrimonio di costituzione deve essere rapportato pro rata temporis ai fini della determinazione della base di calcolo dell’agevolazione: pur se l’art. 19 comma 2 del DL 73/2021 esclude il ragguaglio ad anno dei versamenti, la società dovrebbe rapportare a 365 giorni la durata effettiva del periodo d’imposta, con conseguente penalizzazione delle società formatesi nell’ultima parte del 2021.

Telefisco 2022, altre risposte

Il tax credit affitti potrà essere compensato, tramite il modello F24, con i crediti erariali del contribuente anche in presenza di debiti con il Fisco di ammontare superiore a 1.500 euro, iscritti a ruolo, per imposte erariali e relativi accessori, e per i quali è scaduto il termine di pagamento.

Con riferimento al Patent box, se un’immobilizzazione immateriale agevolabile ottiene un titolo di privativa industriale nel 2021, si applica il nuovo meccanismo previsto dal comma 10 bis dell'articolo 6 del dl 146/2021 (recapture dei costi). Quindi l'impresa può recuperare la maggiorazione per i costi sostenuti a partire dal 2013 (ottavo periodo di imposta precedente).

Gli accertamenti e gli atti di contestazione in scadenza al 31 dicembre 2021 possono essere emessi e notificati entro il 26 marzo 2022, per effetto dell’articolo 67 del DL 18/2020, che ha sospeso i termini di accertamento per il periodo tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 a causa della pandemia.

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