Accise carburanti ridotte fino al 22 maggio 2026
Pubblicato il 11 maggio 2026
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È operativo fino al 22 maggio 2026 il taglio delle accise sui principali carburanti. La misura è contenuta nel decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze dell’8 maggio 2026, adottato di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2026.
Il provvedimento interviene per un periodo limitato, dall’11 maggio al 22 maggio 2026, con l’obiettivo di attenuare gli effetti dell’aumento del prezzo internazionale del petrolio greggio, espresso in euro, attraverso una rideterminazione delle aliquote di accisa applicate ad alcuni prodotti energetici utilizzati come carburanti.
La misura si inserisce nel meccanismo previsto dalla legge n. 244 del 2007, che consente di ridurre le accise sui prodotti energetici quando l’incremento del prezzo del petrolio determina maggiori entrate IVA rispetto alle previsioni.
Maggior gettito IVA da aumento del prezzo del petrolio
Il decreto 8 maggio 2026 richiama, in particolare, l’articolo 1, commi 290 e 291, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
Tale disciplina prevede che, al verificarsi di determinate condizioni, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, possa disporre una diminuzione delle aliquote di accisa sui prodotti energetici usati come carburanti o come combustibili per riscaldamento per usi civili.
La finalità è compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) derivanti dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio greggio. In altri termini, quando il rincaro del petrolio comporta un incremento del gettito IVA, una parte di tale maggiore entrata può essere utilizzata per ridurre temporaneamente il peso delle accise.
Nel caso specifico, il decreto dà atto che, con riferimento al periodo 1° aprile - 30 aprile 2026, si sono verificate le condizioni previste dalla normativa per procedere alla rideterminazione delle aliquote.
Le nuove aliquote di accisa
A decorrere dall’11 maggio 2026 e fino al 22 maggio 2026, le aliquote di accisa applicabili ad alcuni carburanti vengono rideterminate nelle seguenti misure:
- benzina, 622,90 euro per mille litri;
- oli da gas o gasolio usato come carburante, 472,90 euro per mille litri;
- gas di petrolio liquefatti, GPL, usati come carburanti, 242,77 euro per mille chilogrammi;
- gas naturale usato come carburante, zero euro per metro cubo.
La riduzione riguarda, quindi, i principali prodotti energetici destinati all’autotrazione, con un intervento circoscritto sia nell’ambito oggettivo sia nella durata temporale.
Durata limitata della misura
Uno degli aspetti centrali del decreto è il suo carattere temporaneo. Le aliquote ridotte si applicano esclusivamente nel periodo compreso tra l’11 maggio e il 22 maggio 2026.
La finestra applicativa, dunque, è di dodici giorni. Decorso tale termine, in assenza di ulteriori interventi normativi, le aliquote torneranno ai livelli ordinari previsti dall’Allegato I al Testo unico delle accise, approvato con il decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504.
Il meccanismo non rappresenta, quindi, una modifica strutturale della tassazione sui carburanti, ma una misura di riequilibrio legata all’andamento dei prezzi internazionali del petrolio e al conseguente maggior gettito IVA.
Effetti attesi sui carburanti
Il decreto Mef dell’8 maggio 2026 interviene direttamente sulle aliquote di accisa, ossia su una componente fiscale del prezzo dei carburanti.
L’effetto concreto sui prezzi alla pompa dipenderà tuttavia anche da altri fattori, tra cui l’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi, i costi di distribuzione, le dinamiche commerciali e l’applicazione dell’IVA sul prezzo finale.
La misura, in ogni caso, mira a contenere l’impatto fiscale sui carburanti in una fase caratterizzata dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio greggio.
Entrata in vigore e pubblicazione
Il decreto è stato adottato l’8 maggio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9 maggio 2026 e registrato alla Corte dei conti nella stessa data.
In sintesi, la rideterminazione temporanea delle accise rappresenta un intervento di natura compensativa, finanziato con il maggior gettito IVA generato dall’aumento del prezzo del petrolio. La misura è operativa dall’11 al 22 maggio 2026 e riguarda benzina, gasolio, GPL e gas naturale usati come carburanti.
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